Quando la sfida sportiva oltre ogni limite costa la vita

LIMONE - Emergono nuovi particolari nella triste vicenda del sub polacco morto ieri a Limone. Sebastian Marczewski aveva raggiunto la quota record: aveva con sé il cartellino dei 333 metri. La sorte lo ha sorpreso durante la risalita, quando un cordino si è impigliato imprigionando il sub a -170 metri.

Sebastian Marczewski aveva raggiunto la quota record. Il sub 41enne polacco deceduto ieri, sabato 6, nelle acque al largo di Limone sul Garda (leggi qui la notizia), aveva con sé il cartellino che si trovava a 333 metri di profondità.

E’ stato durante la risalita, a quota -170, dove è stato poi ritrovato senza vita, che è successo l’imponderabile. Qui, ad una profondità tale dove nessuno poteva soccorrerlo, il sub si sarebbe impigliato con l’attrezzatura nei cavi che doveva seguire durante il lento ritorno in superficie.

Sebastian Marczewski.

 

Il Nucleo nautico e subacqueo del volontari del Garda, cui è toccato il triste compito di individuare e recuperare l’amico subacqueo, lo ricorda con un post su Facebook, che riportiamo:

“Ciao Sebastian,

è toccato a noi portarti fuori dal buio in cui si è spento il tuo immenso entusiasmo per le sfide oltre ogni limite.

Dal primo giorno di qualche anno fa in cui ci siamo conosciuti avevamo capito che niente e nessuno ti avrebbe fermato nella tua ricerca del punto più estremo, del traguardo più distante.

Eravamo sicuri che tu sapessi benissimo che la strada per raggiungerlo sarebbe stata difficile e impegnativa. Perchè oltre il limite c’è l’ignoto e questo ignoto non è sempre benevolo con chi lo sfida.

Quello che possiamo dire è che la tua preparazione e la tua attenzione alle scelte tecniche era meticolosa, seria e prudente.

Purtroppo non potevi tenere conto dell’imponderabile che nel tuo caso si è materializzato in un maledetto cordino che si è impigliato tra la tua passione ed il tuo futuro e non ti ha lasciato scampo.

E’ stata una tristezza immensa scoprire che il tuo record lo avevi raggiunto e che la cattiva sorte ti ha sorpreso sulla strada del ritorno. E’ stato tremendo pensare che bastava niente per poterti riabbracciare vincitore, una questione di centimetri tra le tue bombole e quel cordino ad una profondità troppo elevata perchè la tua squadra ti potesse soccorrere.

Ciao Sebastian, è stato un privilegio averti conosciuto”.

Sebastian (con la maglia blu) assieme ai responsabili del nucleo sommozzatori dei Volontari del Garda.

 

Sebastian Marczewski, nato nei pressi di Varsavia 41 anni fa, era un professionista serie e scrupoloso. Anche in questa occasione non aveva lasciato nulla al caso. Era a Limone da due mesi, affiancato da un team di esperti, per acclimatarsi e preparare al meglio l’attrezzatura.

Le operazioni di ricerca.

 

Marczewski conosceva bene il lago di Garda. Nell’estate del 2017, poco più a sud, al porto di Tremosine, aveva stabilito il record nazionale polacco di immersione in acque interne, inabissandosi fino a quota -240 metri. Questa volta voleva spingersi quasi 100 metri più giù.

Sebastian Marczewski con l’allora sindaco di Limone, Chicco Risatti, in occasione del record polacco conseguito nel 2017.

 

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