Online tutti i toponimi di Toscolano Maderno

TOSCOLANO MADERNO -  Sai dove si trova il crinale roccioso del Büs del todèsch? E il pianoro della Cà brüṡàa? E il promontorio delle Möle? Ora puoi scoprirlo online.

Alcuni nomi di località sopravvivono nella memoria collettiva e sono ancora presenti nei discorsi degli anziani, ma rischiano di scomparire finendo nel dimenticatoio.

Rischio che era stato in parte scongiurato anni fa, con la pubblicazione del libro «Borghi, ville e contrade. Il nome e il volto dei luoghi di Toscolano Maderno» a cura di Piercarlo Belotti, Antonio Foglio e Gianfranco Ligasacchi, edito dall’Ateneo di Salò nel 1996.

Ora si segnala un nuovo progetto a tutela dei toponimi toscomadernesi, realizzato dall’Ecomuseo Valle delle Cartiere e dell’Asar.

Oltre 1.300 toponimi individuati nel libro sono stati geo-referenziati su mappe digitali da Arianna Bossoni e pubblicati su ecomuseovalledellecartiere.it. Basta cliccare qui per divertirsi e cercare i nomi delle località toscomadernesi.

«Uno strumento informatico davvero prezioso – fa sapere l’assessore Ermanno Benedetti – per la conoscenza del nostro amato paese, e per tramandare un patrimonio di cultura locale che altrimenti rischia di perdersi. Si tratta della consultazione su mappa on line dei toponimi storici del nostro comune, ovvero i nomi dei luoghi, riportati graficamente come un punto su una cartina. È un progetto che abbiamo voluto e incoraggiato e che il nostro Ecomuseo ha saputo tradurre in realtà. La piena funzionalità deve ancora essere realizzata (la funzione “cerca” ad esempio, non è ancora attiva), ma già ora può risultare molto interessante, curioso e piacevole per noi toscomadernesi consultare questa mappa, scoprendo nomi che sin da piccoli abbiamo sentito, e poterli vedere collocati nella loro esatta posizione. Quanti di noi sanno, ancora oggi, collocare precisamente “la préa del gal”, l’àcqua del càrpen”, o anche il quartiere de “la Quadrelàa”?

Credo assai pochi – conclude l’assessore -, e sempre di meno saranno, se qualcuno – conclude Benedetti – non provvede a tramandare questa conoscenza. Senza i nomi, i luoghi stessi perdono la propria identità, rischiando in molti casi di divenire irrilevanti».

 

 

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