Arco, un camp estivo dedicato al climbing

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ARCO – Un’altra eccellenza nel campo del climbing ad Arco: a Laghel è nato un camp estivo per giovani atleti agonisti.

È un posto nel quale allenarsi, dedicarsi alla propria passione, passare un’estate divertente ma soprattutto fare amicizia tra sportivi di squadre solitamente avversarie, superando la diffidenza e la chiusura che lo sport agonistico può indurre.

L’iniziativa è di due guide alpine, Diego Mabboni e Lorenzo Daddario, affiancati dall’educatrice e psicologa Giulia Zampolli. Nel tardo pomeriggio di mercoledì 17 giugno il sindaco Alessandro Betta e l’assessora alle politiche giovanili e della socialità Silvia Girelli sono andate a Laghel a fare conoscenza con il nuovo camp.

L’idea «frullava» nella testa di Diego e Lorenzo già da tempo; l’occasione giusta s’è presentata quest’anno ai Campionati italiani giovanili, svolti ad Arco, durante i quali è stato possibile contattare tante persone e comporre i tasselli di un progetto di non semplice realizzazione. Ma già l’obiettivo è oltre: Diego e Lorenzo, infatti, stanno pensando ad un campo permanente tutto l’anno (inizialmente solo estivo) che diventi il punto di riferimento per tantissimi ragazzi in Italia e oltre, grazie anche ad iniziative innovative come lo scambio internazionale, sull’esempio di quanto già fanno le scuole con i gemellaggi di studio, e con l’obiettivo di rendere possibile il climbing anche a ragazzi che non se ne potrebbero permettere i costi.

«Gli obbiettivi sono più d’uno – spiegano Diego e Lorenzo – a partire da quello di aggregare ragazzi di società diverse per creare un gruppo allargato, in cui possano fare amicizia e condividere la loro passione, cosa impossibile durante le gare, cioè negli unici momenti in cui questi ragazzi s’incontrano. E poi organizzare un camp con focus sul climbing giovanile di livello alto, rigorosamente ambientato su pareti naturali, cioè roccia. Tutti infatti provengono da arrampicata indoor, e avvicinarli alla roccia è importantissimo: vuol dire fornire loro un bagaglio di esperienza che sicuramente in termini arrampicatori potrà fare la differenza dal punto di vista tecnico e psicologico, ma anche fare dell’arrampicata la loro passione, anche dopo la parentesi dell’impegno agonistico. Un altro obiettivo è far comprendere ai ragazzi l’importanza di lavorare in gruppo, ognuno con i propri compiti giornalieri, dato che atleti di una disciplina come il climbing possono essere portati a sottovalutarlo».

Finalmente quest’anno il sogno è diventato realtà e il camp è partito. Si trova al campo scout di Laghel ed è in due turni: dal 13 al 19 giugno per ragazzi tra i 9 ed i 13 anni d’età, dal 21 al 27 dai 5 ai 10 anni. I ragazzi, tutti atleti agonisti, provengono da società sportive di arrampicata (Arco Climbing, AVS Gardena, Lupi di Mantova, Bloc Station di Forlì). I partecipanti sono 14 per il primo turno e 10 per il secondo (il climbing, come si sa, richiede uno stretto rapporto con l’istruttore, e questi sono i numeri possibili in condizioni di assoluta sicurezza). Naturalmente i ragazzi non solo d’arrampicata si occupano, e dopo gli allenamenti hanno a disposizione varie possibilità: ferrate, discese del fiume Sarca, blake line, canyoning, e – dettaglio importante – sempre con avvicinamenti e spostamenti in mountain bike.

Da segnalare che all’interno del primo gruppo c’era un ragazzo del Bangladesh proveniente da una casa-famiglia di Mantova di don Calabria: la sua integrazione è stata totale e il ragazzo è diventato un elemento fondamentale per la crescita del gruppo. «La forza dello sport è incredibile – dicono Diego e Lorenzo – e ancora di più l’arrampicata, che oltre ad una dimensione orizzontale ha anche quella verticale, che fa diventare il proprio compagno di scalata un vero partner, al quale affidarsi totalmente. Legarsi in cordata diventa un patto di fiducia reciproca, questo i ragazzi lo capiscono e le amicizie che nascono in questi momenti diventano davvero solide. Per questo è già nata un’altra idea: dare sèguito a questa stupenda esperienza trovando altri momenti di aggregazione, facendo incontrare i ragazzi di tanto in tanto per un allenamento collettivo».

Da parte del sindaco Betta e dell’assessora Girelli i complimenti per un’iniziativa di grande interesse che l’Amministrazione comunale segue con attenzione, sia per i valori sociali ed educativi, sia per la capacità di concorrere ulteriormente a consolidare l’immagine di Arco quale capitale internazionale dell’arrampicata sportiva.

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Ragazzi impegnati in una “lezione” di arrampiacata durante il camp estivo.

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