Potatura dell’olivo, il bollettino della Fondazione Mach

LAGO DI GARDA - Di norma la potatura dell’olivo viene effettuata tra la fine della stagione invernale e la fioritura, ovvero, generalmente, nel periodo che va da marzo a maggio.

Ecco la relazione dei tecnici della Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige (TN), organizzazione che persegue gli obiettivi d’istruzione e ricerca scientifica in campo agrario dell’Istituto agrario di San Michele all’Adige, fondato dalla dieta della regione austro-ungarica del Tirolo, il 12 gennaio 1874.

Potatura dell’olivo

Ormai da decenni la linea operativa proposta per la potatura delle piante tradizionali di olivo è basata su due aspetti fondamentali: salvaguardare il vecchio ceppo delle piante per motivi paesaggistici e conformare la chioma secondo criteri di razionalità, in accordo con la fisiologia della pianta, l’economicità e la sicurezza per l’olivicoltore nella gestione dell’oliveto.

La forma che da anni si propone e che meglio risponde a tutte queste esigenze è il vaso policonico. I caratteri principali del vaso policonico sono sostanzialmente tre:

  • semplicità della struttura scheletrica della pianta che deve essere costituita da 3-4, o al massimo 5 branche legnose principali, che si divaricano obliquamente lungo un unico asse verso l’alto, in regolare opposizione l’una dell’altra;
  • creazione di una zona vuota al centro della pianta che permetta l’arrivo della luce diretta del sole fin nelle parti basse e interne della chioma;
  • rivestimento delle branche legnose principali con vegetazione minuta e produttiva dal portamento pendulo, più abbondante ed espansa in basso, e più affusolata in cima.

Riguardo la frequenza degli interventi di potatura, prove di campo dimostrano che la potatura fatta tutti gli anni in maniera poco energica predispongono l’olivo ad una più elevata e costante produttività rispetto a potature energiche fatte a turni biennali o anche triennali.

Chi si accinge a potare una pianta dovrebbe operare secondo la seguente sequenza:

  • valutazione della situazione scheletrica della pianta per decidere l’eventuale asportazione di rami nella zona alta e centrale della pianta al fine di semplificare la struttura legnosa e creare più luminosità in basso.
  • eliminazione di succhioni o altre strutture rameali troppo verticali nella zona centrale della pianta. Se la ricchezza di succhioni è eccessiva significa che la pianta richiede una dimensione maggiore e/o un minore sfoltimento della vegetazione minuta. In questi casi andrà valutata inoltre la riduzione dell’entità della concimazione azotata.
  • lo sfoltimento della vegetazione minuta non deve essere intenso altrimenti si limita troppo la capacità produttiva della pianta. Cio vale in particolare quest’anno dato che a seguito della sovrapproduzione del 2018 ci si aspetta una riduzione della produttività degli oliveti. Esso va fatto con pochi tagli di rami esauriti ed in ombra nella parte ventrale delle branche e salvaguardando i rametti ben formati e illuminati sulla ‘’schiena’’ delle branche.

Per spiegare meglio e vedere nella pratica i concetti di potatura dell’olivo si faranno dei corsi teorico-pratici a cui tutti gli olivicoltori potranno partecipare liberamente.

Si riportano di seguito le date dei corsi, l’olivicoltore potrà scegliere a quale dei tre partecipare.

Giovedì 21 febbraio
Giovedì 28 febbraio
Giovedì 7 marzo

Il ritrovo sarà in tutte tre le date alle ore 14.00 nella sala riunioni di Agraria di Riva.

olivi polpenazze
Piante di olivo sul Garda.

 

 

I commenti sono chiusi.