Ciclovia del Garda, lettera aperta degli ambientalisti

LAGO DI GARDA - Il Coordinamento per la Mobilità Sostenibile del Garda, promosso da associazioni e comitati ambientalisti e culturali gardesani, invia una lettera aperta alle istituzioni interessate dal progetto Ciclovia del Garda. Eccola.

“Mossi dalla consapevolezza – scrive il Coordinamento – che il carico antropico gravante sul Lago di Garda è ormai insostenibile e che urgono misure efficaci per impedire un degrado ambientale irreversibile, abbiamo ritenuto utile e doveroso condividere sensibilità, competenze e proposte con le Istituzioni preposte alla tutela del grande patrimonio naturalistico oltre che storico-culturale del Garda. A tal fine abbiamo nei mesi scorsi promosso serate pubbliche a Riva del Garda, Torri del Benaco e Salò.

Numerose sono le minacce e quindi le sfide da affrontare per la salvaguardia di questo patrimonio.

Ricordiamo come priorità assoluta il tema della qualità delle acque del lago, da assicurare attuando un sistema rigoroso ed efficiente di separazione degli scarichi (acque bianche ed acque nere) e di depurazione degli scarichi fognari, tutelando la salubrità delle acque degli immissari e degli emissari e puntando decisamente verso la rinaturalizzazione delle rive e dei fondali del lago.

Si pone il problema di alleggerire un carico veicolare divenuto troppo pesante, in particolare durante la stagione turistica. E’ indispensabile pensare ad un sistema complessivo di mobilità sostenibile di cui la ciclovia è solo uno degli elementi in gioco. Bisogna pensare ad esempio ad un sistema intermodale ferrovia-traghetti sia sulla sponda nord (Riva-Torbole) che su quella sud (Desenzano-Sirmione-Peschiera), al potenziamento del trasporto pubblico (possibilmente a trazione elettrica), alla estensione delle ZTL nei comuni gardesani, alla connessione della ciclovia con le altre ciclopiste di interesse interregionale e con le reti ciclabili comunali. Vanno incentivati il bike sharing, il car sharing e car pooling ed è necessario prevedere dei parcheggi scambiatori, situati nei centri nevralgici dell’entroterra gardesano, con lo scopo di indirizzare il traffico veicolare privato verso il trasporto pubblico e ciclistico.

Riguardo al progetto specifico della Ciclovia, nonostante il fatto che la Giunta Provinciale di Trento ha emanato il testo del protocollo ex DM. 517 del 29/11/2018 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ( MIT) che dovrà essere sottoscritto dalle altre istituzioni coinvolte, chiediamo, per garantire una progettazione della ciclovia turistica del Garda non solo unitaria ma anche condivisa e di qualità, che il progetto della ciclovia venga sottoposto alla procedura di VIA e a dibattito pubblico, riservandoci di intervenire nel procedimento di predisposizione del progetto in quanto portatori di un interesse collettivo, in base a quanto stabilito dall’art. 6 lett. h) del protocollo di intesa previsto dal citato DM e comunque dalla L.241/90.

Ci sembra inoltre opportuno ricordare che il suddetto DM dispone anche la metodologia per la redazione e i tempi di consegna del “progetto di fattibilità tecnica ed economica dell’intera ciclovia del turistica”.

Più in generale, a nostro parere, l’opera deve essere innanzitutto conforme alle disposizioni normative contenute nel DM del MIT n. 375/ 2017 (Standard tecnici per la progettazione e la realizzazione delle ciclovie turistiche).

In particolare riteniamo che debba avere alcuni requisiti fondamentali:
a) sicura rispetto a danni fisici che possono derivare per i suoi utenti;
b) funzionale, separando il più possibile il flusso pedonale da quello ciclabile
c) ambientalmente compatibile ovvero tale da salvaguardare la naturalità delle rive, le aree protette, le testimonianze storico-culturali;
d) paesaggisticamente ben inserita, traendo ad esempio ispirazione dalla sapiente progettazione del c.d. “Meandro” (Gabriele D’ Annunzio così battezzò il tratto di Gardesana occidentale tra Gargnano e Riva).

Rendering di un tratto della ciclabile del Garda a Tremosine.

 

Entrando nel merito alla progettazione della Ciclovia del Garda, riteniamo che debbano essere considerati questi aspetti:

– La ciclovia va progettata in modo da evitare un ulteriore peggioramento della qualità delle acque del Garda. Di conseguenza la ciclovia non deve compromettere in alcun modo i canneti esistenti e salvaguardare la naturalità delle spiagge.

Vanno evitati interventi con un forte impatto ambientale del tipo della passerella a sbalzo di Limone. Inoltre pare evidente che costruire a sbalzo comporta un alto rischio di caduta massi.

– La progettazione, come previsto dal citato DM, deve evidenziare le alternative progettuali soprattutto là dove la morfologia del territorio (rocce a picco sul lago) rende problematica la realizzazione delle infrastrutture. Consideriamo preminente in questo caso l’alternativa della via d’acqua”.

La lettera è stata inviata a ministeri competenti, presidenti di Regioni e Provincie e ai sindaci del lago.

Ricordiamo che il Coordinamento per la mobilità sostenibile del Garda è formato dalle seguenti associazioni: Amici della terra Altogarda e Ledro; Associazione Riccardo Pinter; WWF Trento, Verona e Bergamo-Berscia; Italia Nostra – sezione Trento, Verona e Brescia; Comitato per la salvaguardia dell’olivaia; Associazione Rotte Inverse; Comitato Sviluppo Sostenibile; Circolo Culturale Nago-Torbole; Legambiente Verona; Comitato Tre Sponde.

Ciclabile del Garda: il tratto a sbalzo inaugurato a Limone nell’estate 2018.

 

I commenti sono chiusi.