La grazia, il regista Paolo Sorrentino incontra il pubblico al Moretto

BRESCIA - La recensione di Camilla Lavazza del film "La grazia". Domenica 18 al Cinema Moretto di Brescia, dopo la proiezione delle 13, saranno presenti il regista, Paolo Sorrentino, e la direttrice della fotografia, Daria D’Antonio.

Il film, oltre che al Cinema Moretto, è in programmazione in questi giorni anche alla mukltisala King di Lonato, fino a mercoledì 21 gennaio, e il 22 gennaio alle 21 alla Sala della Comunità di Riva del Garda.

Trama

Mariano De Santis, soprannominato “Cemento armato”, è un Presidente della Repubblica a fine mandato. La figlia Dorotea fa le veci della first lady, dato che il Presidente è vedovo, ed essendo giurista, come il padre, lo consiglia e cerca di sottoporgli due domande di grazia che dovrebbe prendere in considerazione.

Ma i suoi dilemmi morali non finiscono qui: c’è anche la Legge sull’eutanasia che attende la sua firma. Queste decisioni lo coinvolgeranno ad un livello profondo e personale, facendo rinascere nostalgie e risorgere un dimenticato desiderio di vita.

 

Critica

In fondo, Paolo Sorrentino, in tutti i suoi film, ci parla sempre dell’Amore, quello vero, quello che dà senso alla vita e che, perduto, a ricordarlo “si muore”. Può essere palese, come ne “Le conseguenze dell’amore” oppure in senso lato, amore per una città o per uno sport, come in “È stata la mano di Dio” o per la pura bellezza, come in “La Grande Bellezza” o in “Parthenope”, ma sempre i suoi personaggi sono intrisi di una malinconia per qualcosa di smarrito, per il grande amore di gioventù, per quello che è stato e non sarà mai più. Sono persone represse, sul punto di rompersi o già “rotte dentro” che vivono di ricordi e cercano di salvarsi attraverso un incontro.

Ancora una volta Toni Servillo contribuisce, con la sua interpretazione, impeccabile ed intensa, ad incarnare un uomo serio, che cela nel profondo dolore e solitudine insieme ad un lato ribelle (che si manifesta negli inattesi gusti musicali), gravato dalle responsabilità e consapevole delle proprie debolezze, mostrando che chiunque, anche la più alta carica dello Stato è, alla fine, un essere umano, con i suoi rimpianti, le sue paure, i suoi aspetti buffi.

L’ottimo lavoro di casting gli affianca, nel ruolo della figlia, una perfetta Anna Ferzetti, con quell’aria da prima della classe che, all’improvviso, sa commuovere, lasciando trapelare, con una vastissima gamma di microespressioni, il suo lato umano represso, che il suo personaggio non è evidentemente abituato a gestire, dopo anni di sacrificio spesi per sostenere il padre nelle funzioni istituzionali (significativo il parallelo tra la visita al carcere del padre e quello della figlia e le loro differenti reazioni nei confronti dei poveri parenti in sala d’attesa).

Le opere di Sorrentino, però, non sono mai riducibili alla sola trama, robusta ossatura di un mondo molto più complesso e misterioso, ramificato in tanti episodi cinematograficamente pregnanti: dalla “ipotesi” di cena con la vecchia amica Coco Valori che investe la scena con una raffica di battute pungenti ed esilaranti, all’accoglienza dell’anziano Presidente del Portogallo sotto la tempesta, in cui la rigidità del protocollo mette a rischio l’incolumità dell’illustre ospite, in un momento di grande potenza estetica e metaforica, ai dubbi davanti al cavallo morente, ai consigli di un papa decisamente non convenzionale, all’astronauta in orbita che passa dal riso al pianto, fino allo sguardo estraniato di Servillo al funerale e nella saletta in cui si proietta un balletto contemporaneo davanti ad un compassato pubblico, il tutto punteggiato dal ricordo (sogno?) ricorrente, fonte di turbamento, della moglie che cammina sull’argine, in una campagna nebbiosa, figura fantasmatica ma, tuttavia, così persistente da provocare ancora un violentissimo sentimento di gelosia postumo.

Una menzione a parte per i due detenuti in attesa di grazia: Isa Rocca, moglie maltrattata che ha ucciso il marito, interpretata da Linda Messerklinger, dai grandi occhi celesti, che ha i gesti bruschi e le risposte aspre di chi ne passate tante e non ha più niente da perdere, divisa tra speranza di essere ascoltata e disillusione, e Cristiano Arpa (Vasco Mirandola) che ha ucciso la moglie malata di Alzheimer, sfuggente ed ambiguo.

Completano il cast Giuseppe Gaiani che dona un guizzo di bonaria ironia al suo generale degli Alpini, e Roberto Zibetti nel ruolo del Segretario Generale, elegante e misurato, ed infine Orlando Cinque, ottima spalla nei panni del corazziere che ha sempre una soluzione per ogni evenienza.

Girato tra Torino (dove alcuni palazzi storici hanno permesso di ricreare le atmosfere del Quirinale), alcuni luoghi iconici di Roma e il Teatro alla Scala di Milano, “La Grazia” si avvale della magistrale fotografia di Daria D’Antonio, che aveva già collaborato con Sorrentino in “È stata la mano di Dio” e di una scelta spiazzante in funzione di “contrappunto didattico” per quanto riguarda le musiche che vanno dal rap di Guè (che compare anche in un cameo) nonché in alcune esilaranti scene in cui Servillo è bravissimo a mostrare il piacere, misto ad imbarazzo, del suo personaggio nei confronti del brano “Le bimbe piangono”, fino al “tema” del ricordo, un efficace brano di musica elettronica.

“Di chi sono i nostri giorni?” è la domanda davanti alla quale siamo tutti invitati a riflettere nello scorrere frenetico delle nostre ore dense di impegni. “Di chi sono i nostri giorni?”, una domanda non solo molto attuale ma, si può dire, fondamentale. Sicuramente il Cinema, come quello di Sorrentino che ci mostra la bellezza del dubbio ed è capace di provocare una vasta gamma di emozioni, ci può aiutare “a respirare” di nuovo e a sentirci più umani, aprendo, nel finale, verso la speranza di una leggerezza e di una libertà sempre possibile.

Camilla Lavazza

Scheda del film

Regia e sceneggiatura: Paolo Sorrentino

Interpreti e personaggi:

Toni Servillo Presidente

Anna Ferzetti Dorotea

Orlando Cinque Colonnello Massimo Labaro

Massimo Venturiello Ugo Romani

Milvia Marigliano Coco Valori

Giuseppe Gaiani Gen. Lanfranco Mare

Giovanna Guida Valeria Cafiero

Alessia Giuliani Maria Gallo

Roberto Zibetti Domenico Samaritano

Vasco Mirandola Cristiano Arpa

Linda Messerklinger Isa Rocca

Rufin Doh Zeyenouin Papa

Fotografia Daria D’Antonio

Aiuto regista Edoardo Marini

Montaggio Cristiano Travaglioli (A.M.C.)

Suono Emanuele Cecere, Mirko Perri

Costumi Carlo Poggioli Scenografia Ludovica Ferrario

Arredamento Laura Casalini Trucco Paola Gattabrusi

Casting Anna Maria Sambucco U.I.C.D Massimo, Appolloni U.I.C.D

Organizzatore generale Cristina Tacchino

Supervisore di produzione Priscilla Pacetti

Un film Fremantle Prodotto da Annamaria Morelli e Paolo Sorrentino,

Andrea Scrosati per Fremantle, Massimiliano Orfei, Luisa Borella e Davide

Novelli per PiperFilm Una produzione The Apartment

in associazione con Numero 10, Piperfilm Distribuito in Italia da PiperFilm

Durata 131 minuti

 

 

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