Timothée Chalamet è “Marty Supreme” nel film sul ping pong nella New York degli Anni ’50, in programmazione alla Sala della Comunità di Riva del Garda sabato 7 febbraio alle 21 e domenica 8 febbraio alle 17, e poi ancora martedì 17 febbraio alle 20 (https://www.trentinospettacoli.it/tag_eventi/riva-del-garda/).
La pellicola è in programmazione anche in altre sale.
Trama
Liberamente ispirato alle avventure del campione di tennistavolo newyorkese Marty Reisman, il film, ambientato negli anni ’50, racconta l’ascesa e le peripezie di Marty Mauser e della sua caparbia volontà e ferma convinzione di essere un campione destinato alla gloria, tra vicende rocambolesche, truffe, umiliazioni, amici, avversari, amori e gare sfrenate di ping pong nelle principali capitali del mondo, da New York al Giappone, sempre alla ricerca dei soldi per il prossimo volo.
Critica
Sceneggiatura, recitazione, montaggio, tutto in Marty Supreme ha il ritmo di una partita ad alti livelli di tennistavolo, di quelle dove i dilettanti non vedono nemmeno la pallina, con colpi ad effetto, finte, sorprese e schiacciate fulminanti.
Impreziosito dalla fotografia di Darius Khondji e da una curatissima ricostruzione dal punto di vista scenografico e del trucco e parrucco, è stato girato, incredibilmente, in pellicola 35mm utilizzando cineprese Arriflex e obiettivi anamorfici vintage, riprendendo le scene delle partite con più telecamere e obiettivi grandangolari utilizzati contemporaneamente, in scene in cui compaiono decine e decine di attori e comparse selezionati da un eccezionale lavoro di casting.
Il ruolo del protagonista calza a pennello a Thimotée Chalamet, con quell’aria da chi ne sa sempre una più degli altri, l’arroganza della gioventù, la bravura, reale, del campione che ricerca la perfezione, e la capacità seduttiva che aiuta a far fare agli altri quello che si vuole.
Il suo Marty passa dal sedurre Rachael, amica di infanzia malmaritata, (Odessa A’zion, che fa entrare in punta di piedi il suo personaggio facendolo crescere man mano e dimostrando un fascino discreto ma intenso) al divenire il toy boy di un’attrice in declino, impersonata da Gwyneth Paltrow che si rimette in gioco con questo personaggio tragico e incisivo, che più che una Gloria Swanson in Viale del Tramonto, ricorda forse una Grace Kelly triste, dopo anni passati a far la parte della principessa (in questo caso, più modestamente, la moglie di un magnate delle penne biro), capace di sedurre a sua volta, come una spregiudicata Mrs. Robinson, presentandosi solo con lingerie e pelliccia.
Marty travolge con il suo entusiasmo tutto ciò che incontra: amore, sesso, famiglia, amicizie vecchie ed occasionali; si commuove solo per un cane che fugge in mezzo al fumo, forse perché lui stesso è un cane sciolto e non appartiene a nessuno.
Crede così fermamente in se stesso da sentirsi autorizzato ad usare ogni mezzo, ogni scusa, a rubare ai parenti, madre compresa (che ha il volto vissuto di Fran Drescher, che tutti ricordano nella sit-com La Tata), a truffare gli sprovveduti in gare in cui finge di non saper giocare per poi vincere facile quando salgono le puntate (aiutato dal suo amico Wally, un po’ come Newman e Redford ne La stangata), ad ingoiare pesanti umiliazioni senza per questo sentirsi minimamente mortificato.
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Selezionate per te da Garda OutdoorsEsempio vivente di certi motti motivazionali tipo: “credi in te stesso” e “segui sempre i tuoi sogni” ma anche di “il fine giustifica i mezzi”, Marty non si lascia mai scoraggiare dai fallimenti e persegue incessantemente il sogno di diventare il numero uno del tennistavolo, in un’epoca in cui molti non sapevano nemmeno che il ping-pong fosse uno sport.
Nelle sue peripezie incontra persone di ogni tipo e nel cast figurano un cattivissimo Abel Ferrara e David Mamet in un cameo, Koto Kawaguchi, vincitore nella vita reale dei Campionati nazionali giapponesi di tennistavolo per non udenti, nonché una miriade di parti minori in cui ci si può divertire a riconoscere personaggi abbastanza noti in svariati campi, dalla musica allo sport, mentre la trama procede verso la meta (il campionato a Tokio) intrecciando aneddoti così bizzarri da sembrare impossibile che siano inventati (uno su tutti: la scena cult della vasca da bagno) con un accompagnamento sonoro volutamente anacronistico che mescola i brani elettronici di Daniel Lopatin, integrate con campionamenti delle palline da ping-pong, a celebri hit anni ’80, dai Tears for Fears agli Alphaville.
Questo giovane con una “missione” risponde un po’ vago alla ricca amante che lo interroga chiedendo: “ma come paghi l’affitto? ma come mangi?”, un po’ come la ragazza nella celebre scena di Nanni Moretti che diceva: “Giro, vedo gente, mi muovo, conosco, faccio delle cose”, forse perché è una domanda che lui non si è mai posto, tanto è concentrato sull’obiettivo. Marty si muove frenetico e logorroico come un cartone animato e, proprio come Willy Coyote, come nella canzone di Finardi, “fa progetti strampalati e troppo complicati” e di sicuro non si arrende mai.
Intorno a lui qualcuno cede, la sua buffa ragazza incinta lo sostiene, qualcun altro cerca di comprarlo e lui si vende al migliore offerente, senza tuttavia intaccare mai la sua fondamentale purezza, un po’ alla Brancaleone, brandendo fiero, invece che una spada, una racchetta da ping-pong.
Camilla Lavazza

Scheda del film
Regia Josh Safdie
Sceneggiatura Josh Safdie, Ronald Bronstein
Interpreti e personaggi
Marty Mauser – Thimotée Chalamet
Kay Stone – Gwyneth Paltrow
Rebecca Mauser – Fran Drescher
Milton Rockwell – Kevin O’Leary
Rachel Mizler – Odessa A’zion
Koto Endo, – Koto Kawaguchi
Wally – Tyler Okonma (Tyler the Creator)
Lawrence – George “The Ice Man” Gervin
Dion Galanis – Luke Manley
Ezra Mishkin – Abel Ferrara
Direttore Glenn Nordmann – David Mamet
Direttore della fotografia – Darius Khondji, AFC, ASC
Scenografie Jack Fisk
Montaggio Josh Safdie, Ronald Bronstein
Supervisione effetti visivi Eran Dinur
Costumi Miyako Bellizzi
Musiche Daniel Lopatin
Casting Jennifer Venditti, CSA
Prodotturi Eli Bush, Ronald Bronstein, Josh Safdie, Anthony Katagas, Timothée Chalamet Produttori esecutivi Sara Rossein, Joe Guest, Timo Argillander, Andrea Scarso Co-produttori Maiko Endo, John Paul Lopez-Ali
Durata 149 minuti
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