Petizione su change.org per salvare Villa Angerer e il suo parco

ARCO - Cresce, ad Arco, la mobilitazione in difesa dell'ex Sanaclero-Villa Angerer e quell'angolino di Eden nella periferia di Arco. Si teme un ecomostro.

I progetti su Villa Angerer, o ex Sanaclero, fanno discutere ad Arco, sul Garda trentino. Comitati e associazioni ambientaliste sono sul piede di guerra: «la splendida villa Angerer e parco verranno stravolti per lasciare spazio a un hotel 5 stelle, 17 mila metri cubi tutti nuovi».

Il 1° agosto 2019 è stata pubblicata all’albo pretorio del Comune la Delibera di Giunta n. 93/2019 con la quale si autorizza il Sindaco a sottoscrivere l’accordo preliminare con la Provincia per vendere ai privati e trasformare Villa Angerer (puoi scaricare qui la delibera).

L’accordo preliminare è stato sottoscritto e pubblicato per 30 giorni, ora si possono presentare le osservazioni.

La nuova destinazione sarà alberghiera, saranno consentite importanti demolizioni. I nuovi volumi saranno il doppio degli attuali ed andranno ad erodere una fetta importante del parco di pregio di Villa Angherer.
Appena sottoscritto l’accordo definitivo il Consiglio Comunale avrà 90 giorni per ratificare l’accordo.

In molti ad arco e sull’Alto Garda si stanno mobilitando per convincere l’Amministrazione che si può valorizzare quel luogo di rara bellezza anche senza cancellarne completamente la storia.

«Se firmiamo la petizione in tanti – dicono i promotori – possiamo fermare questo scempio!».

Puoi leggere e firmare la petizione su change.org a questo link.

 

Veduta aerea di Villa Angerer. Foto di Claudio Clamer tratta da trentino.cultura.it.

 

Lungo la stretta via Passo Buole, un cancello invita a percorrere con la vista l’ombroso viale di magnolie che conduce al terrazzamento su cui sorge Villa Angerer.

Risalente alla seconda metà dell’Ottocento, quando Arco divenne uno dei centri di villeggiatura più rinomati nel panorama mitteleuropeo, la residenza fu eretta dal facoltoso esponente della borghesia tirolese Giovanni Angerer nelle forme di un elegante edificio di gusto neoclassico con imponente scalinata ed ampio parco circostante.

Negli anni Trenta del Novecento, l’immobile viene venduto all’Istituto “Fides” che lo trasforma in un sanatorio per religiosi, procedendo all’ampliamento della struttura con la realizzazione, ad ovest rispetto al nucleo originario, di un lungo fabbricato a tre piani e di una chiesa, e alla sopraelevazione di un piano della casa colonica. I lavori non alterano l’impianto del parterre formale e del vasto parco, dove convivono ancora oggi piante rare ed esotiche come l’albero della canfora, il cipresso e il cedro dell’Himalaya, la quercia da sughero, l’eucalipto e un esteso canneto nella parte sud-ovest.

Dopo la chiusura del “Sanaclero” negli anni Settanta del XX secolo, la proprietà, nel 1983, passa alla Provincia autonoma di Trento.

Davanti all’ingresso della villa si sviluppa un terrazzo da cui si ha un affaccio sull’intera composizione architettonica sottostante; una scalinata a tenaglia collega questo livello al parterre e giardino con sistemazione formale, dove si conserva una fontana di forma mistilinea (fig.3). La connessione con il parco di gusto romantico, che si estende ai due lati del parterre, è assicurata da una serie di terrazzamenti collegati tra loro mediante scalette e arricchiti da diverse balaustrate. Piccoli belvedere e serre donano ulteriore lustro alla proprietà che offre numerosi scorci pittoreschi.

 

 

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