L’opposizione: “Stazione Tav a Desenzano opera inutile e dannosa”

DESENZANO DEL GARDA - Le minoranze compatte contro la stazione dell'alta velocità nelle campagne di Desenzano: «Opera inutile e dannosa. Si potenzi la linea storica per lavoratori e studenti».

Riportiamo il comunicato congiunto diffuso dai gruppi di minoranza presenti in Consiglio Comunale Desenzano a seguito delle dichiarazioni dei rappresentanti dell’Amministrazione favorevoli alla realizzazione della Stazione TAV di San Martino, sotto scritto da Andrea Spiller (Movimento 5 Stelle e L’Altra Desenzano), Maria Vittoria Papa (Capogruppo Partito Democratico) e Stefano Terzi (Coalizione “Desenzano Progetto Futuro, Partito Democratico, Viviamo Desenzano”).

«Nei giorni scorsi – scrivono i consiglieri di opposizione – abbiamo assistito alla passerella politica dei rappresentanti leghisti di tutti i livelli istituzionali presso i cantieri TAV di Desenzano, in occasione della conclusione dei lavori di scavo della galleria ferroviaria tra Desenzano e Lonato (ne abbiamo scritto qui).

In questo contesto sono intervenuti anche alcuni rappresentanti dell’Amministrazione desenzanese tra cui il Sindaco Guido Malinverno, il Presidente del Consiglio Comunale Paolo Abate e il Consigliere, nonché Parlamentare, Paolo Formentini i quali hanno manifestato chiaramente il loro sostegno e supporto alla realizzazione della nuova stazione nelle campagne desenzanesi.

Come gruppi di minoranza riteniamo necessario rispondere alle dichiarazioni rilasciate dagli amministratori».

Come Capogruppo di Movimento 5 Stelle e L’Altra Desenzano (che già avevano espresso dissenso verso la fermata del baso lago, leggo qui), Spiller fa presente:  “Ho più volte sottolineato l’inutilità di realizzare una nuova stazione ferroviaria, data l’esistenza di ben due stazioni operative e funzionanti sulla linea storica (Desenzano e Peschiera) che quotidianamente accolgono treni veloci da cui salgono e scendono migliaia di pendolari e turisti ogni anno, provenienti da tutta l’Italia e dall’Europa.

La nuova stazione, che nascerà nelle campagne tra Rivoltella e San Martino, toglierà definitivamente i treni a lunga percorrenza dalla linea storica costringendo i passeggeri a notevoli disagi per raggiungere la nuova stazione dalla città e viceversa.

Esiste poi il grosso rischio che, come dichiarato dal Sindaco il quale ha parlato espressamente di nuovo Hub, l’insediamento di una nuova infrastruttura di questo genere crei i presupposti per una pesante urbanizzazione di quell’area, rendendo inevitabile la realizzazione di strade, parcheggi e servizi, sacrificando per sempre una enorme porzione di territorio oggi ad uso agricolo.”

Come Capogruppo del Partito Democratico Maria Vittoria Papa ribadisce «la necessità di una proposta di mobilità alternativa per la tratta BS-VR: Bisognerebbe garantire una più efficiente mobilità ferroviaria a favore dei tanti pendolari (lavoratori e studenti) che si spostano quotidianamente e dei turisti che, giunti a Brescia o a Verona con i treni ad alta velocità, troverebbero comode e frequenti coincidenze per raggiungere il nostro lago.

La nostra è una proposta che garantisce la tutela del territorio, favorisce la mobilità dei lavoratori senza rinunciare alla fruibilità turistica.

Per questo riteniamo che l’ipotetica stazione TAV a san Martino sia inutile e dannosa”.

Come capogruppo della Coalizione Desenzano Progetto Futuro, Partito Democratico, Viviamo Desenzano Stefano Terzi sottolinea «che non c’è alcun cenno al numero di convogli giornalieri, alle garanzie sui chi si sobbarcherà i costi per collegare l’eventuale nuova stazione al centro, al potenziamento dei servizi sulla linea storica, alle compensazioni per l’ennesimo consumo di suolo e la garanzia che la nuova stazione non sia volano per altre inutili speculazioni edilizie. Questo avrei voluto sentire dal sindaco e dagli altri amministratori intervenuti: la difesa degli interessi dei desenzanesi e non le solite riverenze al potente di turno».

Gianpiero Strisciuglio, Sopralluogo Cantiere AV/AC Lonato Est, 29 Febbraio 2024. Lapresse Riccardo Bortolotti

 

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