Pietro Bellotti, dal Garda a Venezia: a Gargnano una conferenza sul maestro del Seicento

GARGNANO - Sabato 10 gennaio a Gargnano la storica dell’arte Silvia Merigo ci parlerà del pittore Pietro Bellotti (Volciano 1625 – Gargnano 1700) e delle recenti scoperte archivistiche che offrono nuovi e interessanti spunti sulla vita e sull'attività dell'artista in terra gardesana.

C’è ancora qualche giorno di tempo (fino al 18 gennaio 2026) per visitare una suggestiva mostra presso le Gallerie dell’Accademia di Venezia, luogo d’arte tra i più noti e frequentati in Italia e nel mondo.

Chi non c’è già stato farà bene a non lasciarsi sfuggire l’occasione per ammirare le opere di Pietro Bellotti, un bresciano attorno al quale l’interesse va finalmente (e meritatamente) crescendo.

Il pittore è sugli scudi nella mostra che ha per titolo: Stupore, realtà, enigma. Pietro Bellotti e la pittura del Seicento a Venezia” (info qui: https://www.gallerieaccademia.it/stupore-realta-enigma-la-nuova-mostra-su-pietro-bellotti, ndr), che ha preso le mosse dalla recente acquisizione da parte delle Gallerie dell’Accademia di due opere Bellottiane ed ha avuto a corollario un ciclo di conferenze.

Peraltro, raggiungere l’Accademia dalla stazione ferroviaria lagunare di Santa Lucia è semplice ed offre l’opportunità di incrociare altri siti di interesse, come la Chiesa dei Frari, l’Archivio Storico, Cà Foscari. Niente male.

In mostra sono esposte molte opere di Bellotti, artista bresciano nato nel 1625 a Roè Volciano e morto nel 1700 a Gargnano dopo avere trascorso nel piccolo paese gardesano gli ultimi trent’anni ed avervi avviato una sua bottega.

La mostra veneziana è curata da Francesco Ceretti, Michele Nicolaci e Filippo Piazza; quest’ultimo in attività presso la Soprintendenza di Brescia.

I tre professionisti hanno peraltro tenuto una accattivante, documentata e partecipata conferenza su questo argomento il mese scorso presso la Biblioteca di Salò, su iniziativa dell’Ateneo di Salò (ne avevamo scritto qui, ndr).

Sabato 10 una conferenza a Gargnano

Appassionati e curiosi avranno ora a disposizione un’altra occasione altrettanto ghiotta per avere informazioni specifiche, perdipiù in un luogo altamente evocativo: la conferenza si tiene infatti presso l’Antica Biblioteca della Parrocchia di Gargnano, con appuntamento in calendario il prossimo sabato 10 gennaio (ore 16,30 a ingresso libero ma è consigliata la prenotazione all’Ufficio Cultura del Comune di Gargnano: 0365.7988305).

L’evento è organizzato dall’Assessorato alla Cultura, dalla Pro Loco e dalla Parrocchia stessa.

Il taglio che verrà dato a questo intervento sarà però ben diverso da quello salodiano.

Silvia Merigo, gargnanese, Storica dell’Arte e Funzionaria del Ministero della Cultura, legherà infatti le opere pittoriche alla vita dell’artista, alla sua attività professionale, al contesto sociale e ad eventi che si sono svolti a pochi metri dal luogo in cui il pubblico seguirà la narrazione.

Infatti, se alcuni documenti sono stati reperiti nell’Archivio Notarile presso l’Archivio di Stato di Brescia, altri sono custoditi nell’Archivio Parrocchiale di Gargnano.

E proprio alcune preziose informazioni -scoperte da Merigo nei due archivi e contenute in una sua tesi di laurea discussa nel 2012- sono tornate utili nell’allestimento della mostra veneziana, come gli stessi curatori hanno sottolineato nella precedente conferenza salodiana.

Stupore e realtà nelle opere di Belotti

Quanto all’attività dell’artista gardesano, questo viene considerato precursore del più noto Pitocchetto (Giacomo Ceruti, 1698-1767). Ma è bene ricordare, come ha precisato Filippo Piazza, che Bellotti “vive di vita propria e non è solo anticipatore del realismo del Pitocchetto”.

L’artista è stato definito dai curatori veneziani “di indubbio fascino”, con una produzione (“straordinarie invenzioni bellottiane”) sintetizzata nei concetti di stupore e realtà che ne sostanziano l’opera.

Venezia, in questo modo, dedica una mostra alla pittura del Seicento veneziano a quasi 70 anni dalla rassegna del 1959, anche attraverso un percorso integrato da quadri prestati da grandi musei italiani e esteri.

Il pittore gardesano lavorò a lungo nella città lagunare ma anche tra Milano e Mantova, in Baviera, a Roma e, forse, a Firenze. Spostamenti che, aggiunti alla difficoltà nel reperimento di documenti su di lui, complicano la ricostruzione della sua attività.

Si aggiunga che molti suoi lavori ebbero committenze private.

Curiosità: una delle opere esposte a Venezia proviene dalla National Gallery di Londra, diretta dall’italiano Gabriele Finaldi che è un grande esperto del pittore seicentesco spagnolo Jusepe de Ribera, lo “Spagnoletto”.

Per Filippo Piazza: “Bellotti inventa un unicum nella ritrattistica del tempo, un po’ irriverente, sui generis. Nell’allegoria dello stupore, ad esempio, mette il proprio autoritratto”.

Appuntamento per gli appassionati di Arte e di Storia fissato, dunque, il 10 gennaio a Gargnano per potere ripercorrere i passi di un artista fino ad oggi poco conosciuto, destinato però a richiamare maggiore attenzione non solo negli esperti ma anche in un pubblico più esteso.

Bruno Festa

Pietro Bellotti, Autoritratto come allegoria dello Stupore, Gallerie dell’Accademia. Courtesy di Matteo Panciera per le Gallerie dell’Accademia

 

 

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