Due cigni intossicati da alimenti forniti dall’uomo di nuovo in libertà dopo le cure del CRAS

LAGO DI GARDA - Intossicati da alimenti forniti dall'uomo, i due giovani esemplari sono stati recuperati, curati e reintrodotti nel loro habitat. Il WWF rinnova l'appello: «Non date da mangiare agli animali selvatici»

Due giovani cigni sono tornati a nuotare nelle acque del Lago di Garda dopo un periodo di cure e riabilitazione al Centro Recupero Animali Selvatici (CRAS). I due esemplari – vene segnalato dal WWF Bergamo Brescia –  erano stati recuperati in condizioni di grave debilitazione a causa dell’assunzione di alimenti inadatti, somministrati da persone convinte di aiutarli.

Il loro salvataggio è il risultato di un lavoro di squadra che coinvolge volontari, guardie della Polizia Provinciale e veterinari specializzati. Dopo la segnalazione di animali in difficoltà, scattano infatti le operazioni di recupero, spesso complesse e svolte in qualsiasi momento della giornata.

 

Le cure al Centro Recupero Animali Selvatici

Una volta catturati in sicurezza, gli animali vengono trasferiti al CRAS, dove vengono sottoposti a visite, esami diagnostici e alle terapie necessarie.

Per molti esemplari il percorso di recupero richiede giorni o settimane di degenza, alimentazione corretta, monitoraggio costante e riabilitazione. Solo quando le condizioni fisiche lo consentono, gli animali vengono reintrodotti nel loro ambiente naturale.

Secondo il WWF, i due giovani cigni rilasciati nei giorni scorsi rappresentano soltanto gli ultimi casi di una lunga serie. Sul Garda sono ormai numerosi i cigni inanellati, riconoscibili grazie ai contrassegni applicati durante il percorso di cura.

Molti di loro sono passati proprio attraverso il CRAS dopo essere stati salvati da situazioni causate dall’intervento umano.

 

Per loro pane e biscotti sono veleno

Tra i principali problemi vi è l’abitudine, ancora molto diffusa, di offrire agli uccelli acquatici pane, biscotti, granaglie e avanzi di cibo. Alimenti che possono sembrare innocui ma che, spiegano gli operatori, compromettono seriamente la salute degli animali, alterandone la dieta naturale e provocando anche gravi forme di malnutrizione o intossicazione.

Da qui l’appello delle associazioni ambientaliste: osservare e ammirare la fauna selvatica senza interferire con il suo comportamento naturale. «Se vogliamo davvero bene a questi animali – ricordano dal WWF – dobbiamo rispettarne la natura. Il cibo necessario lo trovano autonomamente nel loro habitat. Nutrire i cigni significa danneggiarli, renderli dipendenti dall’uomo e metterne a rischio la salute».

Ogni salvataggio concluso con un rilascio rappresenta una buona notizia, ma anche un promemoria: molte delle sofferenze affrontate dagli animali selvatici potrebbero essere evitate con comportamenti più consapevoli e rispettosi dell’ambiente.

 

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