Un milione per il nido e la scuola dell’infanzia

LIMONE SUL GARDA – Un asilo tutto nuovo. È il regalo che nel 2017 troveranno sotto l’albero di Natale i bambini di Limone. Per i residenti retta a zero euro.

Nelle prossime settimane l’Amministrazione guidata dal sindaco Chicco Risatti darà il via ai lavori di realizzazione del nuovo asilo nido e della nuova scuola dell’infanzia.

Un progetto da un milione di euro, che il Comune finanzierà con fondi Odi destinati ai comuni di confine. «Inizieremo i lavori durante la vacanze di fine anno – annuncia Risatti – con l’obiettivo di inaugurare la struttura a Natale dell’anno prossimo».

La nuova cittadella dell’infanzia sorgerà nell’edificio che ora ospita la scuola materna, in parte in disuso. Il progetto prevede un miglioramento complessivo dell’immobile dal punto di vista strutturale, sismico ed impiantistico, oltre che l’adeguamento alle norme e l’abbattimento delle barriere architettoniche.

«L’immobile – dice Risatti – necessita di una sistemazione approfondita. Lo rifaremo completamente, sicuro e a misura di bambino, con tutti i confort, dal riscaldamento a pavimento all’aria condizionata».

A lavori ultimati l’edificio ospiterà al piano terra l’asilo nido che ora si trova in via Caldogno, oggi frequentato da 50 bambini, e al piano superiore la scuola materna, che accoglie ogni giorno 70 utenti. Durante i lavori questi ultimi frequenteranno l’asilo in un prefabbricato di 350 mq che troverà collocazione nel parco giochi di via Fasse. «Non si pensi ad una baracca – dice il sindaco -, sarà un asilo mobile in legno, bellissimo e funzionale».

Non è tutto: «Per i residenti l’asilo sarà gratuito». Le disponibilità di un Comune di 1.170 abitanti che regista ogni anno più di un milione di presenze turistiche consentono questo ed altro. Le entrate legate al turismo, pari a 1.436.556 euro (di cui 1.034.232 di tassa di soggiorno) vengono reinvestite per 1.087.632 in servizi turistici e per 348.923 in servizi sociali e istruzione.

«Paghiamo ai limonesi tutti i libri, dalle elementari all’università – dice con orgoglio Risatti – così come gli abbonamenti per pullman e treni. Paghiamo inoltre l’educatore per i portatori di handicap, il logopedista per i bambini dislessici e, se ce lo chiede la scuola, i progetti didattici».

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