Tullio Ferro, il ricordo della Comunità del Garda

DESENZANO - Il cordoglio della comunità gardesana per la scomparsa del giornalista e artista Tullio Ferro (1929-2022). Il funerale domani, sabato 26, a Rivoltella.

La notizia della scomparsa di Tullio Ferro (ne abbiamo scritto qui) ha suscitato profondo cordoglio attorno al Garda.

La camera ardente è allestita alla Casa del Commiato della Onoranze funebri Facciotti, in via Valeggio 12, a Desenzano. Il funerale sarà domani, sabato, alle 15 a Rivoltella chiesa S. Michele Arcangelo.

Pubblichiamo il ricordo del vertici della Comunità del Garda, la presidente Mariastella Gelmini e il segretario generale Pierlucio Ceresa,

«Gardesano d’adozione, Tullio Ferro ha accompagnato e interpretato il boom economico gardesano, allorquando, pochi anni dopo la Seconda guerra mondiale, i contadini e i pescatori benacensi si sono progressivamente trasformati in imprenditori turistici, ponendo le basi di quella che è poi diventata una delle aree a più alta vocazione turistica d’Europa.

Attento cronista prima, critico e saggista poi, poeta, pittore e scultore per passione e sensibilità, Tullio Ferro rappresenta il cantore della storia e della cultura gardesana di questi ultimi cinquant’anni, durante i quali non ha mai fatto mancare consigli e ammonimenti per un lago migliore, a misura d’uomo, ancorato alle tradizioni e, nel contempo, proiettato verso il futuro.

La Comunità del Garda e, pensiamo, l’intero popolo gardesano, costituito da ospiti e residenti, gli devono molto.

Tullio Ferro.

 

Responsabile dell’Ufficio Stampa della Comunità del Garda dalla fine degli anni ’70 e fino ai primi anni ’90 del secolo scorso, ha raccontato e divulgato i grandi progetti del territorio: la depurazione del lago, e le opere di collettazione, compresa l’apertura del depuratore di Peschiera del Garda, le missioni internazionali della Comunità e, in particolare, in tempo di “guerra fredda” il gemellaggio tra il Garda e il lago Balaton ungherese, il bicentenario del viaggio di Goethe in Italia (1986), le giornate internazionali de “Il Garda nella cultura europea” (1982), e tanto altro.

Ma, soprattutto, si è reso artefice, con l’aiuto della moglie Anna, di un’iniziativa editoriale unica e significativa: i personaggi, Premi Nobel compresi, che hanno avuto, per diversi motivi, relazioni importanti con il territorio gardesano e da esso hanno tratto ispirazione per le loro opere.

Con la scultura Nume Benàco Tullio Ferro infine ha ben rappresentato tutti questi ideali, così che la Comunità del Garda dal 2018 l’ha adottata quale simbologia dell’intero Lago di Garda, al di là di ogni confine.

Ci facciamo, pertanto – concludono Gelmini e Ceresa -, interpreti del pensiero delle istituzioni e popolazioni gardesane per rivolgere all’amico Tullio gratitudine e riconoscenza».

 

 

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