Bandiera Nera di Legambiente a Malcesine per la croce di 18 metri sul Baldo

MALCESINE- Legambiente assegna al Comune di Malcesine la "Bandiera nera" per il progetto di una croce alta 18 metri, come un palazzo di 6 piani, sul monte Baldo.

Anche quest’anno Legambiente le bandiere di Carovana delle Alpi 2021: bandiere verdi, ben 18, assegnate alle buone pratiche, e bandiere nere, assegnate alle pratiche dannose che provocano lacerazioni nel territorio montano (scarica qui il rapporto completo).

Sono 9 le Bandiere Nere distribuite da Legambiente – due in Piemonte, una in Lombardia, una in Alto Adige, una in Trentino, una in Veneto, due in Friuli – che segnalano i sempreverdi tentativi di affermazione di modelli di turismo e sfruttamento del territorio ormai fuori dal tempo, del tutto incompatibili con gli obiettivi di sviluppo sostenibile essenziali per il futuro delle nostre Alpi.

Una di queste riguarda il territorio gardesana: è la bandiera nera assegnata al Comune di Malcesine (VR) per “avere concesso a privati l’uso di una superficie di particolare pregio ambientale e naturalistico per realizzare una croce di 18 metri sul Monte Baldo a scopi prettamente commerciali“.

La Croce astile. Foto di Renzo Udali.

Si legge nel rapporto di Legambiente: «Il comune di Malcesine ha deliberato di realizzare una croce di 18 metri sul Monte Baldo, pubblicizzata come la croce più alta del mondo.

Attraverso l’accordo di programma tra Comune e PGP2 srl, la ditta concessionaria dei diritti sulla croce, e specializzata in “commercializzazione di marchi, invenzioni e modelli ornamentali e merchandising”, il Comune si impegna a svincolare l’area dagli usi civici, sostenere le spese di progettazione e di posa delle opere.

Alla ditta spetta una concessione trentennale sull’area. Si tratta di un business che agevolerà il privato attivando ancora altro turismo in un luogo già particolarmente delicato e molto antropizzato, a discapito di una comunità intera, non tenendo conto che l’area è inserita in un Sito di Interesse Comunitario per la presenza di rari elementi naturali da tutelare con intelligenza ed estremo rigore.

Il Monte Baldo rappresenta uno dei più interessanti comprensori naturalistici delle Alpi. Vi possiamo trovare una varietà di habitat e di specie difficilmente riscontrabile nel resto delle montagne italiane ed europee. La particolare posizione geografica ha permesso al Monte Baldo di diventare una zona di rifugio e di differenziazione per numerose specie endemiche, sia floristiche che faunistiche. Il Museo Civico di Rovereto ha censito sul Baldo ben 1952 specie vegetali, pari al 43% di tutta la flora alpina. L’area di Trattospino, che corrisponde alla stazione di arrivo della funivia di Malcesine, e che è oggetto dell’intervento, è caratterizzata dalla presenza di specie che godono di un alto regime di protezione perché endemiche, rare o a rischio estinzione.

Per il Monte Baldo come per il lago di Garda (frequentato ogni anno da circa 25 milioni di persone) è arrivato il momento di applicare concretamente il concetto di limite: limite alle edificazioni, limite alle speculazioni, al consumo di suolo e limite all’industria del turismo».

 

 

 

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