San Felice: la guerra delle campane

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SAN FELICE – La campane levano il sonno a cittadini e turisti di San Felice. Protestano negozianti, albergatori e gestori degli hotel. La polemica divampa sui social network.

Il primo a sollevare il problema è stato il titolare di un ristorante che ha postato su Facebook un video in cui si vedono (e sentono) le campane del paese suonare a festa, lamentandosi per l’inquinamento acustico provocato: «Gli unici contenti delle campane assordanti, tra l´altro prive di alcuna melodia, sono i vecchi sordi che le usano come sveglia. E comunque il fatto di decidere quando, come e cosa suonare nelle orecchie della gente alle ore più disparate e a volumi insensati, a casa mia si chiama prevaricazione. E la prevaricazione non piace a nessuno».

Il dibattito è aperto e vede contrapposti i tradizionalisti difensori della tradizione campanara e chi non ne può più di essere svegliato la domenica mattina alle 7 dal din don dan del Salve Regina o dell’Ave Maria.

Il parroco di San Felice, don Giuseppe Venturini, ha dichiarato al quotidiano Bresciaoggi: «È sempre il solito problema, ognuno rema dalla propria parte e cerca di difendere i propri interessi. Il nostro concerto è suonato da campanari che mettono tanta passione per portare avanti questa tradizione di lungo corso. Con discrezione e senza essere invadenti. Certo, poi ci sarà sempre qualcuno che non le sopporta, ma quello è un altro discorso… Finché il Comune darà il suo nulla osta, le campane a San Felice continueranno a suonare».

Il dibattito campane si – campane no è in corso da tempo anche a livello nazionale, alimentato dall’Uaar (Unione degli atei e degli agnostici razionalistici). Info qui.

Scrive l’Uaar che «esiste una normativa di riferimento (la legge quadro 447/95), in attuazione della quale sono stati emanati regolamenti attuativi a livello regionale, provinciale e comunale. La situazione quindi varia da paese a paese: ciò non toglie che il rumore prodotto dalle campane non sia tutelato in maniera specifica dalla legge, e pertanto ricada nella stessa giurisprudenza relativa, ad esempio, ai martelli pneumatici.

Pertanto, va innanzitutto individuato l’organismo di controllo previsto nella propria regione, generalmente l’Azienda sanitaria locale (Asl) o, più spesso, l’Agenzia regionale per la prevenzione protezione ambientale (Arpa). A questo punto è sufficiente richiedere a questo organismo l’uscita dei suoi tecnici affinché rilevino il livello di decibel raggiunto dall’emissione acustica delle campane».

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