Dentro l’esodo: conoscere le migrazioni

GARGNANO - Venerdì 7 settembre alle 20.30 in sala Castellani la presentazione del libro «Dentro l’esodo - Migranti sulla via europea» di Emanuele Confortin organizzata da parrocchia di San Martino, Centro Europeo Conventi di San Tommaso e Progetto Accoglienza Migranti.

La guerra non può che avere un’anima democratica per colpire con tanta uguaglianza. Non distingue i bambini dai combattenti, gli operatori sociali dai cecchini, gli ospedali dalle postazioni militari. Solo l’esperienza diretta riesce a spiegare l’esodo.

Vissuta sul campo, dall’Asia al Mediterraneo, poi a nord, di confine in confine, nel fitto delle tendopoli o sulle strade dei Balcani. L’importante è vedere, ascoltare e provare a comprendere le migrazioni del nostro tempo, anche attraverso questa testimonianza.

Ti sei mai chiesto come mai i migranti cercano di venire in Europa? Se cerchi risposte non perdere questa conferenza.

Emanuele Confortin è un giornalista e fotogiornalista indipendente. Nasce a Castelfranco Veneto nel 1978. Si laurea alla Ca’ Foscari in Lingue e Civiltà Orientali. Lavora in Asia Meridionale e Medio Oriente, dove si occupa di aree di crisi e migrazioni.

È il 2011 quando Emanuele Confortin conosce per la prima volta l’esodo, nelle pianure del Pakistan meridionale sfiancate dalle alluvioni. Poi ancora più a nord, sulla via per l’Afghanistan dove infuria la guerra ai talebani, causa di una continua emorragia di esseri umani, costretti a fuggire dalle proprie case.

«Chiamateli come volete. Profughi, rifugiati o migranti. Alle loro spalle – dice Confortin – c’è la guerra, e come un tizzone ardente brucia senza sosta. Seguono persecuzioni, fame, miseria e cambiamenti climatici. La via europea passa per il Medio Oriente. In Iran, Iraq e Turchia, quindi in Siria, dove gli scontri hanno reso le case un inferno in terra. Partono in molti, centinaia di migliaia, attraverso i deserti, le frontiere e il mare, quella tomba che profuma di salsedine. La loro sopravvivenza, l’essersi salvati ha avuto un costo, saldato con la vita dei figli, dei fratelli e delle sorelle, dei padri e delle madri, degli amici inghiottiti dal luogo un tempo chiamato Patria».

 

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