Papa Francesco dichiara Beata Benedetta Bianchi Porro    

SIRMIONE - Benedetta Bianchi Porro (1936 – 1964), eroina della sofferenza, è stata dichiarata Beata da Papa Francesco. Gioia ed emozione a Sirmione.

Ieri è stato pubblicato sul sito ufficiale della Santa Sede il bollettino (lo puoi leggere qui) con il quale Papa Francesco, dopo aver ricevuto in udienza ieri mercoledì 7 novembre il card. Angelo Becciu, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, ha autorizzato la stessa congregazione a promulgare i decreti riguardanti, tra gli altri, “il miracolo, attribuito all’intercessione della Venerabile Serva di Dio Benedetta Bianchi Porro, laica, nata a Dovàdola (Forlì-Cesena) l’8 agosto 1936 e morta a Sirmione (Brescia) il 23 gennaio 1964”.

La notizia è ben presto rimbalzata a Sirmione, Dovàdola e Forlì, le località dove Benedetta è vissuta (dal 1951 fino alla sua morte nel 1964 abitò con la famiglia a Sirmione). Immaginabili la gioia e l’emozione che in queste ore stanno diffondendosi in tutte le case, le parrocchie e le Diocesi di Verona e Forlì, protagoniste in oltre 42 anni (il processo di beatificazione prese il via nella Cattedrale di Forlì il 25 gennaio 1976, ndr.) del paziente e lungo cammino per portare alla gloria degli altari questa eroina della sofferenza. Daniela Ronconi neopresidente dall’Associazione Per Benedetta Bianchi Porro, dopo aver ricevuto la notizia, sottolinea che “ora è compito nostro portare la spiritualità, l’umanità, l’entusiasmo e la benevolenza che Benedetta diffondeva a tutti, verso ogni angolo del mondo”.

Tra i primi a dare la notizia è stata la sorella di Benedetta, Manuela Bianchi Porro, che risiede a Sirmione (gli altri fratelli Gabriele, Corrado e Carmen vivono tra Milano e Como), naturalmente commossa per una notizia che la sua famiglia in particolare ha atteso per mezzo secolo.  Sono comunque in fermento anche i molti gruppi di fedeli, disseminati in Italia e all’estero.

Il miracolo che ha fatto scattare il processo di beatificazione è avvenuto in seguito ad una novena di preghiere per intercessione di Benedetta, fatte fare dalla mamma di Stefano, un giovane genovese che si trovava ricoverato nell’ospedale ligure in stato di coma per le conseguenze di un incidente stradale. La donna aveva letto qualche giorno prima un libro sulla Venerabile romagnola. Al termine dei nove giorni di preghiere, il ragazzo era uscito sorprendentemente dallo profondo stato di coma, tra l’incredulità dei medici e dei familiari.

Adesso, la Diocesi di Forlì insieme all’Associazione Amici di Benedetta Banchi Porro onlus, deciderà la data per la celebrazione solenne della beatificazione di Benedetta.

La lapide che ricorda Benedetta Bianchi Porro a Sirmione.

 

Chi era Benedetta Bianchi Porro? Breve biografia

Benedetta Bianchi Porro nasce a Dovadola (Forlì) l’8 agosto 1936. Nel ’51 si trasferisce a Sirmione,  sul lago di Garda, dove il padre ingegnere è direttore delle  Terme. Si manifestano già in quel periodo i primi sintomi di un grave morbo.

A 17 anni s’iscrive alla facoltà di Medicina presso l’Università di Milano. Ha inizio ben presto il suo  calvario, scandito da lunghe degenze in ospedali e cliniche, consulti, interventi chirurgici, sofferenze, menomazioni e umiliazioni che non la fanno desistere dal sogno di diventare medico.

Inesorabilmente assediata dalla grave malattia, Benedetta tralascia l’università proprio all’ultimo esame. Sorda, totalmente paralizzata, priva di ogni facoltà sensitiva, diventa, in seguito all’ultimo intervento, anche cieca. Gli unici mezzi di comunicazione con il mondo restano un filo di voce e la sensibilità in una mano, attraverso la quale le vengono fatti percepire sul corpo e sul volto segni convenzionali.

A tutti, Benedetta, ha donato la speranza, la sua fede ha operato prodigi. Muore la mattina del 23 gennaio 1964 nella casa di famiglia in via Catullo, a Sirmione.

Le spoglie mortali sono custodite in un sarcofago nell’Abbazia di S. Andrea a Dovadola.

Il processo di beatificazione e di canonizzazione inizia il 25 gennaio 1976 nella Cattedrale di Forlì. Il 23 dicembre 1993 Papa Giovanni Paolo II approva il decreto sull’eroicità delle virtù di Benedetta, che viene, quindi, dichiarata “Venerabile”.

E, infine, la notizia più attesa: la sua Beatificazione. Proprio il 7 novembre 2018, Sua Santità papa Francesco autorizza la Congregazione della Cause dei Santi a promulgare i decreti sulle virtù eroiche e sulla conferma del culto da tempo immemorabile (ovvero la Beatificazione, ndr.) riguardanti, fra gli altri, “il miracolo attribuito all’intercessione della Venerabile Serva di Dio Benedetta Bianchi Porro, Laica, nata a Dovadola (provincia di Forlì-Cesena) e morta a Sirmione (Brescia) il 23 gennaio 1964”. Il miracolo di cui trattasi è stato certificato a Genova dalle autorità religiose e da alcuni medici (una “inspiegabile guarigione”), il cui  “beneficiario” è stato un giovane che è guarito completamente dopo essere finito in coma in seguito ad un incidente stradale.

 

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