Arpav, qualità dell’aria: i risultati dei monitoraggi a Verona e Bussolengo

VERONA - Campagne dell’Arpav, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente del Veneto, in città e a ridosso del Garda. Sono state effettuate in due periodi, invernale ed estivo.

A Verona il punto di monitoraggio si trova in una zona residenziale, non lontana da diversi attrattori di traffico, tra cui l’ospedale Borgo Trento, e da vie di accesso alla città.

I dati raccolti individuano gli ossidi di azoto quali inquinanti più critici per il sito monitorato, soprattutto nel periodo invernale. Essi sono legati principalmente alle emissioni da traffico, ma più in generale ad ogni processo di combustione, in ambito civile o industriale.

In inverno i valori medi e massimi registrati nel sito sono risultati più elevati di quelli misurati presso le stazioni fisse di Borgo Milano e Giarol. La concentrazione di benzo(a)pirene in via Morosini in inverno è superiore a quella rilevata presso la stazione di fondo urbano di Giarol in via Belluno: l’analisi dei dati di concentrazione di benzo(a)pirene e dei congeneri IPA connessi alla combustione di biomasse, unitamente al valore elevato di concentrazione di NO2, suggerisce la presenza di fonti di combustione di biomasse.

A Bussolengo il sito di monitoraggio è stato posizionato in via Molinara, vicino agli impianti sportivi, in una zona residenziale.

A poca distanza si trovano importanti arterie stradali e la zona industriale di Bussolengo. “Dal confronto  dei dati rilevati con quelli delle stazioni fisse di Verona (Borgo Milano e Giarol) – fa sapere Arpav – si nota una maggiore concentrazione media di ossidi di azoto e concentrazioni di polveri sottili che non si discostano in maniera significativa da quelle rilevate dalle stazioni fisse”.

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