Francesca, quando l’assassino vive alla porta accanto

BEDIZZOLE - Al di là degli aspetti di cronaca, quanto avvenuto a Bedizzole impone una riflessione. A quanto pare Francesca è stata uccisa da un compaesano. La violenza arriva dalla porta accanto, è vicino a noi. Non giriamo lo sguardo.

Femminicidio. Quante volte abbiamo letto di donne uccise da uomini nella cronaca nazionale ed internazionale? Tante, troppe. Ma quando il femminicidio accade alla “porta accanto”, quando coinvolge persone che incrociamo ogni giorno nelle strade di paese, ha una portata emotiva ancora più dirompente.

A Bedizzole, a due passi dal lago, c’è una comunità di 12mila abitanti che si interroga su una tragedia che suscita incredulità, sgomento. Neanche questo paese di provincia, dove si pensava che la vita scorresse tranquilla nel segno dell’armonia sociale, è esente dalla barbarie dei femminicidi.

Una donna di 39 anni, Francesca Fantoni, è stata uccisa in modo estremamente violento. C’è un indagato. E’ un compaesano della vittima, un 29enne padre di una bambina di tre mesi. A casa sua i Carabinieri hanno trovato e sequestrato indumenti sporchi di sangue. Erano in lavanderia, pronti per essere lavati. Lo ha reso noto il comandante della compagnia dei carabinieri di Desenzano, Massimo Cicale.

Di fronte a fatti come questo, che coinvolgono la nostra comunità, forse l’unica cosa che è possibile fare, almeno per quanto riguarda chi fa informazione, è trovare le parole giuste per parlare con i ragazzi e le ragazze della violenza sulla donna, a scuola come nelle nostre case, le parole per comprendere l’urgenza di arginare un fenomeno di violenza che trova nel femminicidio la sua più terribile espressione, le parole per capire che anche la nostra comunità soffre i grandi mali di questo tempo, a cominciare dall’incapacità di accettare le regole della convivenza civile.

Sono parole difficili da trovare. Da dove cominciare? Certamente dai numeri drammatici che ci parlano di questo fenomeno. Eccoli (si tratta di dati diffusi dall’Istat).

In Italia il 31,5% delle 16-70enni (6 milioni 788 mila) ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale: il 20,2% (4 milioni 353 mila) ha subìto violenza fisica, il 21% (4 milioni 520 mila) violenza sessuale, il 5,4% (1 milione 157 mila) le forme più gravi della violenza sessuale come lo stupro (652 mila) e il tentato stupro (746 mila).

Ha subìto violenze fisiche o sessuali da partner o ex partner il 13,6% delle donne (2 milioni 800 mila), in particolare il 5,2% (855 mila) da partner attuale e il 18,9% (2 milioni 44 mila) dall’ex partner. La maggior parte delle donne che avevano un partner violento in passato lo hanno lasciato proprio a causa delle violenza subita (68,6%). In particolare, per il 41,7% è stata la causa principale per interrompere la relazione, per il 26,8% è stato un elemento importante della decisione.

Il 24,7% delle donne ha subìto almeno una violenza fisica o sessuale da parte di uomini non partner: il 13,2% da estranei e il 13% da persone conosciute. In particolare, il 6,3% da conoscenti, il 3% da amici, il 2,6% da parenti e il 2,5% da colleghi di lavoro.

Le donne subiscono minacce (12,3%), sono spintonate o strattonate (11,5%), sono oggetto di schiaffi, calci, pugni e morsi (7,3%). Altre volte sono colpite con oggetti che possono fare male (6,1%). Meno frequenti le forme più gravi come il tentato strangolamento, l’ustione, il soffocamento e la minaccia o l’uso di armi. Tra le donne che hanno subìto violenze sessuali, le più diffuse sono le molestie fisiche, cioè l’essere toccate o abbracciate o baciate contro la propria volontà (15,6%), i rapporti indesiderati vissuti come violenze (4,7%), gli stupri (3%) e i tentati stupri (3,5%).

Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner, nel 3,6% da parenti e nel 9,4% da amici. Anche le violenze fisiche (come gli schiaffi, i calci, i pugni e i morsi) sono per la maggior parte opera dei partner o ex. Gli sconosciuti sono autori soprattutto di molestie sessuali (76,8% fra tutte le violenze commesse da sconosciuti).

Le donne straniere hanno subìto violenza fisica o sessuale in misura simile alle italiane nel corso della vita (31,3% e 31,5%). La violenza fisica è più frequente fra le straniere (25,7% contro 19,6%), mentre quella sessuale più tra le italiane (21,5% contro 16,2%). Le straniere sono molto più soggette a stupri e tentati stupri (7,7% contro 5,1%). Le donne moldave (37,3%), rumene (33,9%) e ucraine (33,2%) subiscono più violenze.

Le donne straniere, contrariamente alle italiane, subiscono soprattutto violenze (fisiche o sessuali) da partner o ex partner (20,4% contro 12,9%) e meno da altri uomini (18,2% contro 25,3%). Le donne straniere che hanno subìto violenze da un ex partner sono il 27,9%, ma per il 46,6% di queste, la relazione è finita prima dell’arrivo in Italia.

Questa è l’Italia. Oggi, anno 2020.

 

 

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