Alex Carozzo: «La mia lunga storia con il mare»

LAGO DI GARDA - Il nuovo libro di Alex Carozzo, il pioniere tra i navigatori e velisti oceanici italiani in solitario. Nato a Genova nel 1932 e cresciuto a Venezia, da oltre 40 anni vive a Padenghe, lupo di mare in riva al lago.

Un marinaio atipico, con una lunga storia alle spalle. La sua passione totalizzante per il mare si esprime attraverso gli yacht che ha costruito, i viaggi che ha compiuto su tutti gli oceani e i grandi personaggi che ha incontrato, da Raul Gardini a Rudy Choy, Reinhold Messner o Agostino Straulino, solo per citarne alcuni.

Un autodidatta, senza riconosciuti titoli professionali, un uomo libero. Le sue storie toccano profondamente il suo privato e personalissimo legame con il mare, in cui il marinaio e l’uomo si incontrano e si interrogano.

La sua indole inquieta lo porta a indagare nuove dimensioni per un’esistenza libera dai vincoli della vita “normale” e nel mare trova l’elemento ideale per le sue esplorazioni filosofiche e religiose.

La storia avventurosa di un umile esploratore, come egli ama definirsi, piccole e grandi verità personali, ma utili e necessarie a tutti i suoi compagni di navigazione, nel mare del nostro oceano interiore.

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Alex Carozzo

Alex Carozzo, nato a Genova nel 1932 e trasferitosi a Venezia con la famiglia all’età di tre anni, respira da sempre aria di mare.

Uscito dall’Accademia Militare di Livorno, inizia la sua carriera nella Marina Mercantile. Nel 1965 progetta e costruisce nella stiva della nave su cui è imbarcato come Primo Ufficiale il Golden Lion, una barca di dieci metri con la quale attraverserà il Pacifico da Tokyo a San Francisco.

Da questa avventura nasce il suo primo libro, “Qualsiasi oceano va bene”.

Inizia così a dedicarsi alla progettazione e alla costruzione di barche a vela con le quali partecipa, unico italiano, alle grandi regate oceaniche in solitaria: nel 1968 la OSTAR a bordo del catamarano San Giorgio e nello stesso anno la Golden Globe Race con il Gancia Americano; nel 1978, con equipaggio, partecipa alla Parmelia Race a bordo del Golden Lion II.

Alex Carozzo a bordo di Zentime.

 

Il desiderio di recuperare la dimensione più semplice e materica della navigazione lo spinge a riadattare una lancia di salvataggio rottamata e attraversare l’Atlantico col minimo dei mezzi: soltanto una bussola, un sestante, una radiolina e una scultura indonesiana come compagno. A bordo di Zentime percorre 3850 miglia in quaranta giorni, da Las Palmas a San Salvador, dando vita al libro Zentime Atlantico.

Primo navigatore solitario italiano e tra i più grandi nel panorama internazionale, Alex Carozzo è anche traduttore e disegnatore, marinaio poliedrico e uomo di grande cultura, non solo marinara.

Nel 1989 Alex si toglie anche la soddisfazione di entrare nel mondo del cinema: non come attore, ma come “armatore”. Una sua barca viene infatti utilizzata nelle scene di mare del film “Nostos – Il Ritorno” di Franco Piavoli, una rivisitazione del mito di Ulisse che sorprese positivamente la critica. Le scene sono state in realtà girate sul lago di Garda, dove Carozzo, residente a Padenghe, vive da oltre 40 anni.

Per saperne di più su Alex Carozzo puoi leggere questo bel servizio sul Giornale della Vela.

 

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