Lago di Garda, insediata la Consulta per la pesca: gestione e tutela patrimonio ittico

LAGO DI GARDA - Si è insediata ufficialmente la Consulta per la pesca sul Lago di Garda, organismo previsto dal Protocollo d’intesa sottoscritto nel 2024 da Regione Lombardia, Regione Veneto e Provincia autonoma di Trento per una gestione unitaria e sostenibile del patrimonio ittico gardesano.

Prima riunione di insediamento, giovedì 16 aprile, per la Consulta della Pesca sul Lago di Garda. Con l’incontro, organizzato a Desenzano del Garda, sono stati avviati i lavori del nuovo organo consultivo.

Il tavolo è stato presieduto dagli assessori alla Pesca della Regione Lombardia e della Regione del Veneto, Alessandro Beduschi e Dario Bond.

Con l’avvio della Consulta si completa il percorso istituzionale che affianca al Tavolo tecnico uno strumento stabile di confronto tra istituzioni, mondo della pesca, associazioni ed esperti.

La consulta

La Consulta è un organismo a carattere consultivo composto dai rappresentanti delle Organizzazioni professionali di categoria delle imprese della pesca, delle Associazioni di pesca dilettantistico-sportiva, delle Associazioni Ambientaliste, dei Comuni del Garda e della Comunità del Garda, delle Regioni Lombardia e Veneto e della Provincia Autonomo di Trento.

Fornisce supporto e confronto al tavolo tecnico di coordinamento istituito con l’Intesa “Per una gestione sostenibile ed unitaria della pesca e per la tutela del patrimonio ittico del lago di Garda”, sottoscritta l’11 luglio 2019 tra Regione Veneto, Regione Lombardia e Provincia Autonoma di Trento.

Monitora l’applicazione del regolamento e formula proposte finalizzate alla progressiva uniformazione ed ottimizzazione della gestione ittica e della pesca nelle acque del lago di Garda.

 

Beduschi (Lombardia): serve una visione unitaria

“La gestione del Garda – ha dichiarato Beduschi – richiede una visione unitaria e scelte condivise. Con la Consulta mettiamo a sistema le competenze, dando continuità a un lavoro interistituzionale che prosegue da anni e che oggi si rafforza ulteriormente”.

Consulta pesca del Lago di Garda

La Consulta ha il compito di formulare proposte e pareri sulla gestione della pesca, sulla tutela della fauna ittica e sugli aggiornamenti regolamentari. Un passaggio strategico per un bacino che vive un equilibrio delicato tra valore ambientale e incidenza delle attività umane.

La presenza lombarda è forte

Forte la presenza lombarda, con 12 soggetti su 32, articolata tra componenti istituzionali e rappresentanza del territorio. Oltre all’assessore Beduschi, partecipano dirigenti e tecnici regionali, i Comuni rivieraschi (rappresentanti da Gargnano e Manerba del Garda), le associazioni della pesca sportiva (FIPSAS, Unione Pescatori Bresciani, ANLC), le organizzazioni dei pescatori professionali (FAI CISL) e il mondo ambientalista (WWF). Una presenza che riflette il peso della Lombardia all’interno del sistema gardesano e la volontà di contribuire in modo concreto alle scelte di governance.

Accanto alla dimensione istituzionale, centrale è anche il lavoro scientifico che accompagna le politiche di gestione.

L’intesa interregionale del 2024

L’intesa interregionale del 2024 ha consentito di dare avvio a un importante progetto di studio della biocenosi del lago, da anni atteso dal territorio. Ciò consentirà, anche attraverso l’utilizzo di tecnologie innovative, di inquadrare le criticità legate alla conoscenza della comunità ittica del bacino lacustre, unitamente a fornire dati necessari per meglio sviluppare le strategie di gestione e conservazione. Lo studio, avviatosi lo scorso novembre, avrà durata di 30 mesi con un importante impegno finanziario, di circa 800.000 euro.

I progetti in corso

Tra i progetti in corso, particolare rilievo assume l’introduzione di tecniche innovative di monitoraggio basate sul DNA ambientale (eDNA), che permettono di rilevare la presenza delle specie ittiche attraverso l’analisi dell’acqua, senza ricorrere a metodi invasivi. Un approccio che consente di ricostruire la biodiversità del lago con maggiore precisione, anche in termini temporali e di profondità.

Attività con coregone e carpione del Garda

Parallelamente, le attività di ricerca si concentrano sulle dinamiche ecologiche tra specie di interesse, come il coregone – rilevante per la pesca – e il carpione del Garda, specie autoctona e protetta, oggi in forte contrazione. L’obiettivo è comprendere la capacità di autosostentamento naturale del coregone e, conseguentemente, la miglior funzione degli incubatoi ittici, nonché studiare le relazioni tra le due specie, valutare l’eventuale competizione per le risorse e definire strumenti di gestione sempre più mirati, a partire dalla selettività delle reti e dalla regolazione dello sforzo di pesca.

Decisioni poggino su basi scientifiche

“Le decisioni – concluso Beduschi – devono poggiare su basi scientifiche solide. Abbiamo strumenti nuovi che ci permettono di conoscere meglio il lago e quindi di intervenire in modo più efficace, tutelando le specie più fragili senza penalizzare un’attività economica storica come la pesca”.

 

Bond (Veneto): “Contrasto al siluro e al cormorano”

“È stata l’occasione per trattare numerosi argomenti di grande rilevanza per la gestione della fauna ittica del Lago di Garda- spiega l’assessore regionale alla Pesca, Dario Bond-. Oltre alla presentazione dell’Indagine sulla comunità ittica del Lago di Garda ai fini della gestione sostenibile dell’attività di pesca realizzata dall’Università dell’Insubria, si è parlato della questione della gestione del pesce Siluro con l’inserimento di nuovi attrezzi di pesca professionale per la cattura di questa specie invasiva e dannosa. Altra specie dannosa da combattere è il Cormorano, per il quale la Regione Veneto predisporrà uno specifico piano di contrasto”.

“Si è parlato poi – aggiunge Bond- del Coregone lavarello, specie per il quale pende la richiesta al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di autorizzazione all’immissione in deroga già dalla fine dell’anno. Si tratta di una specie di pregio, introdotta dagli Austriaci a fine Ottocento e diventata caratteristica per i laghi alpini, apprezzata per la pesca tradizionale e in cucina”.

“L’incontro di ieri conferma la volontà di lavorare in stretta collaborazione tra enti dell’ambito del Lago di Garda- conclude Bond-. Il Veneto sta mettendo in campo importanti risorse, come lo stanziamento di 100 mila euro a bilancio a favore dei pescatori del Garda. In più assieme alla Provincia di Verona e al Comune di Bardolino la Regione Veneto sta lavorando per riattivare l’operatività del centro ittiogenico di Bardolino allo scopo, tra gli altri, di attivare la riproduzione del Coregone lavarello”.

 

I commenti sono chiusi.