Fino a domenica 13 a Salò la mostra su Alcide De Gasperi. Perchè vederla

SALO' - Per tutta la settimana, fino a domenica 13, è visitabile a Salò la mostra su de Gasperi. Da vedere per conoscere la straordinaria attualità del pensiero dello statista che è stato il padre fondatore della Repubblica e dell’Unione Europea.

Nell’anno che segna l’ottantesimo anniversario dalla fine del secondo conflitto mondiale e l’avvio del percorso che porterà alla nascita della Repubblica e della nostra Costituzione, ricordare Alcide De Gasperi significa onorare lo statista che ha dato il primo e decisivo slancio al processo di integrazione europea, che ha avviato – e in buona misura realizzato – la ricostruzione del nostro Paese e ottenuto la riammissione dignitosa dell’Italia nel consesso delle nazioni dopo i disastri e le umiliazioni della guerra.

Quella di De Gasperi è una figura più viva e attuale che mai e i suoi insegnamenti sono validi oggi più di ieri.

Lo hanno bene inteso le scuole del territorio, che hanno già prenotato per centinaia di studenti visite guidate alla mostra «Alcide De Gasperi e la politica come servizio», curata da Paolo Valvo e dalla Fondazione De Gasperi, allestita nella sala dei provveditori del Comune di Salò.

 

La mostra in 5 sezioni

La mostra offre una prospettiva dinamica ed evolutiva della vicenda storica del Padre fondatore dell’Italia democratica e dell’Unione Europea, attualizzando il pensiero e l’operato di un credente e politico che amava definirsi Servus inutilis, la cui intera vita è stata animata dal desiderio di mettersi al servizio del bene di tutti.

Dopo la parte introduttiva, dedicata all’intreccio tra la biografia di De Gasperi e la storia del tempo in cui è vissuto, il percorso espositivo si snoda in 5 sezioni tematiche dalle quali emergono, con l’ausilio di immagini, manifesti e documenti, sia i principi che sono sempre stati sua fonte di ispirazione, sia gli insegnamenti morali, culturali e politici che ha lasciato in eredità alle generazioni future fino ai nostri giorni.

 

Dalla pazienza alla speranza

La capacità di incidere in profondità sui destini di un intero Paese nel secondo dopoguerra affonda le sue radici in un’esistenza segnata a più riprese dal fallimento e dalla sofferenza. Come racconta la sezione “Dalla pazienza alla speranza” tali esperienze, vissute all’insegna della fede nella Provvidenza e della fedeltà agli ideali democratici di una vita, permettono a De Gasperi di maturare uno sguardo positivo sulla storia e una rinnovata capacità di impegnarsi per il bene comune. Forte di questa consapevolezza, De Gasperi si adopera da Presidente del Consiglio per costruire un’Italia libera e solidale, che metta al centro del nuovo corso la dignità della persona umana.

 

Libertà politica e giustizia sociale

A testimoniarlo stanno le numerose riforme che caratterizzano la ricostruzione post-bellica, illustrate nella sezione “Libertà politica e giustizia sociale”.

Tuttavia, libertà politica e giustizia sociale non possono realizzarsi pienamente se non in un contesto di pace, come De Gasperi afferma in un celebre discorso pronunciato a Bruxelles il 20 novembre 1948. Egli non predica un disarmo ingenuo ma si impegna nel costruire un ordine internazionale giusto, che favorisca la concordia e l’amicizia tra i popoli, in particolare quelli europei. Al contempo, la pace per De Gasperi non riguarda solo i rapporti tra gli Stati, ma ha a che fare innanzitutto con la predisposizione d’animo con cui l’uomo si pone in relazione con gli altri.

 

Costruire la pace

Come mostra la sezione “Costruire la pace”, tra la disponibilità personale a collaborare lealmente con tutti e la promozione del dialogo internazionale nei tavoli più importanti della diplomazia non c’è, in De Gasperi, alcuna soluzione di continuità.

L’essere “uomo di confine”, nato e cresciuto in un’area transfrontaliera, porta ad alzare lo sguardo verso obiettivi che trascendono lo spazio nazionale. Per rafforzare la fragile democrazia italiana, De Gasperi lavora così all’obiettivo dell’unificazione politica, economica e militare del continente europeo, fondandola non su tecnicismi astratti ma sul riconoscimento di una comune matrice di civiltà.

 

La nostra Patria Europa

La sezione “La nostra Patria Europa” restituisce il senso di questo suo impegno nel garantire un futuro di pace all’Italia, ancorandola saldamente all’Occidente.

 

Un uomo unito

Nella parte conclusiva della mostra, intitolata “Un uomo unito”, una serie di libri, voci, video, fotografie e giornali raccontano De Gasperi da una prospettiva più intima, attraverso le testimonianze della figlia Maria Romana, la sua assistente più fidata nonché a lungo Presidente onoraria della Fondazione, degli amici e dei collaboratori. A chiusura del percorso, l’ultimo video documenta l’impatto che la vita di De Gasperi, vissuta al servizio del prossimo e all’insegna del primato della coscienza morale, ha avuto su un intero popolo.

La mostra è visitabile fino al 13 aprile nella Sala dei Provveditori (feriali 15-18, sabato e domenica 9-12 e 15-18), anche da gruppi e scolaresche, previa prenotazione.

 

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