Educazione ambientale? Bambini e studenti la prendono sul serio

LAGO DI GARDA - Nel 2025 Garda Uno ha finanziato progetti e laboratori che hanno coinvolto 1.700 studenti in 19 scuole della provincia. “I ragazzi vogliono capire. E sono disposti a cambiare le loro abitudini”.

Se vogliamo che un bambino capisca l’importanza della raccolta differenziata, la prima cosa da fare è insegnargli a riconoscere i diversi materiali: plastica, carta, alluminio. Il conferimento dei rifiuti nei bidoncini si trasforma di fatto in un gioco. Questo laboratorio si chiama “I supereroi siamo noi” e, nel corso dell’anno scolastico, ha avuto successo tra diverse scuole dell’infanzia di Soiano, Desenzano, Manerba e Lonato.

Facendo fare le cose direttamente a loro, i bambini imparano”: non ha dubbi Massimo Pedercini, dirigente del settore Igiene Urbana di Garda Uno, multiutility che finanzia i progetti di Educazione ambientale dedicati alle scuole.

Parliamo di 1.700 studenti raggiunti tra settembre e maggio, divisi in 86 classi di 11 Comuni, sparsi tra il lago di Garda e la pianura. Il progetto ha coinvolto 19 diverse scuole, tra cui 4 dell’infanzia, 7 della primaria, 2 secondarie di primo grado e 6 istituti superiori.

L’approccio educativo è molto concreto. Un esempio: oltre all’attività sensoriale sui materiali, le scuole dell’infanzia hanno fatto un laboratorio sul riciclo della carta (scoprendo che possono frullare vecchi giornali con acqua e colla, risparmiando alberi, acqua ed energia) e uno per capire come funziona il processo biologico che trasforma gli scarti di frutta e verdura in compost utile al terreno. A Manerba, poi, hanno realizzato persino un orto didattico e un contenitore per il compostaggio.

Primaria

L’intero plesso della scuola “Lozzia” di Gardone Riviera ha partecipato a Puliamo il mondo: bambini e insegnanti, assistiti da un esperto di Garda Uno, hanno pulito la spiaggia, osservando anche l’esito della raccolta rifiuti nei fondali di Fasano fatto dalla Deep Explorer Onlus.

Nelle scuole primarie di Pontevico e Offlaga si sono tenuti laboratori sui rifiuti e sul risparmio energetico: qui, oltre agli operatori di Garda Uno, hanno partecipato – in veste di educatori ambientali – anche i ragazzi ospiti del centro diurno Il Gabbiano, debitamente formati. Che la consapevolezza cresca lo si vede: a Puegnago e a Offlaga i bambini della primaria, dopo la lezione, hanno scritto una lettera al Comune per segnalare piccoli abbandoni di rifiuti in strada.

Medie

La scuola secondaria di primo grado A. Zanelli di San Felice ha dedicato il lavoro della settimana civica al tema della mobilità sostenibile, mentre a Prevalle il Consiglio comunale dei ragazzi ha progettato con un esperto di Garda Uno una serie di azioni per ridurre a scuola la produzione di rifiuti.

Istituti superiori di secondo grado

Da anni Garda Uno lavora con la Rete delle Morene del Garda, sodalizio che unisce sei istituti superiori con l’ambizioso obiettivo di condividere percorsi sulla sostenibilità. Sia nella sede di Desenzano sia in quella di Gardone l’Istituto alberghiero de’ Medici ha coinvolto i ragazzi nella creazione e personalizzazione di contenitori per la raccolta differenziata nei corridoi dell’istituto: il progetto ha permesso di ridurre l’indifferenziato, così come accaduto l’anno prima al Bazoli-Polo di Desenzano. “Coinvolgere l’intero corpo docenti è fondamentale” sottolinea Massimo Pedercini.

Il liceo Fermi di Salò ha invitato due esperti di Garda Uno per una lezione sul tema della sostenibilità, ideando azioni per la riduzione dei rifiuti. La scuola ha coinvolto anche Acque Bresciane: si è creato un circolo virtuoso perché la società che gestisce il ciclo idrico ha proposto al Triennio un’attività per capire la qualità dell’acqua del rubinetto e l’importanza di non scegliere bottiglie in plastica ma di usare la borraccia.

Anche l’Istituto tecnico Battisti di Salò ha ospitato gli esperti di Garda Uno, che hanno aiutato le classi prime ad approfondire il tema cruciale della riduzione dei rifiuti. Al Bagatta di Desenzano gli studenti del primo anno hanno campionato l’acqua del lago, imbattendosi in un tema cruciale come quello delle microplastiche. Nell’approfondire questo lavoro “hanno scritto un articolo scientifico che è stato pubblicato sul giornalino che riunisce la Rete scolastica delle Morene del Garda”, ricorda Massimo Pedercini.

Infine le classi prime dell’Istituto Cerebotani di Lonato hanno lavorato sul legame tra qualità del cibo e sostenibilità ambientale, riconoscendo che certi prodotti sono anche migliori per la propria salute rispetto ad alcune filiere industriali. I protagonisti della lezione erano loro: “Hanno raccontato i vantaggi personali che derivano dalle scelte sostenibili. E l’hanno fatto – racconta l’Educatrice Ambientale che ha coordinato il progetto – tramite presentazioni su Canva e attraverso la realizzazione di una mostra online”.

Un percorso di transizione ecologica

I progetti di educazione rappresentano un percorso concreto di transizione ecologica. Attraverso i laboratori e le attività proposte i bambini toccano con mano che su alcuni temi (riciclo dei rifiuti, alimentazione, gestione dell’acqua, produzione e consumo dell’energia) è possibile comportarsi in modo diverso: più sostenibile.

La voglia di imparare è il primo passo, poi subentra la consapevolezza e il senso civico. Sono i bambini stessi che poi spingono familiari, parenti ed amici a cambiare le proprie abitudini. Per gli studenti (grandi e piccoli) l’educazione ambientale è una cosa molto seria.

Contatti

Il progetto continua nel 2025/2026 con moltissime novità che abbracciano l’uso della IA e la lotta al fast fashion.

Le scuole interessate, per aderire al progetto di educazione ambientale “Comincio da me”, possono prendere contatto con Caterina Fasser, scrivendo a [email protected] o a [email protected].

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