Una notte, un museo, anche sul Garda

BRESCIA - La terza edizione di "Una notte, un Museo" coinvolge anche alcuni strutture di GardaMusei, tra cui il Vittoriale di Gardone e il MuSa di Salò.

Un Museo e il suo capolavoro dal buio alla luce, il territorio che li ospita e le visite multisensoriali sono i tasselli della terza edizione di Una notte, un Museo, progetto ideato e promosso da Fondazione Provincia di Brescia Eventi e Provincia di Brescia con l’intento di far riscoprire Brescia e la sua provincia attraverso la cultura e le opere d’arte rappresentative dei suoi musei.

21 i musei ad oggi coinvolti sul territorio bresciano tra i quali alcuni soci GardaMusei: il Museo etnografico della Valvestino, il MuSa, il Museo Il Divino Infante e il Vittoriale degli Italiani.

I musei ad oggi coinvolti sul territorio bresciano:

  • il Camus – Museo Camunodi Breno, il MUSIL – Museo dell’Energia Idroelettrica di Valle Camonica a Cedegolo il Museo Franca Ghitti di Darfo Boario Terme per la Valcamonica;
  • la Collezione Paolo VI – arte contemporanea di Concesio, il Museo delle Armi e Tradizione Armiera di Gardone Val Trompia e il Museo O.R.M.A. – Officina Radici Museo Archeologico – di Pezzaze per la Valtrompia;
  • la Casa Museo, Fondazione Paolo e Carolina Zani – Per l’arte e la cultura a Cellatica, insieme al MUSIL – Magazzino visitabile di Rodengo Saiano eil Borgo del Maglio di Omecon la Casa Museo Pietro Malossi per Sebino e Franciacorta;
  • il Museo Luigi e Piero Lechi e il Castello Bonoris di Montichiari, con il Museo Civico di Manerbio e del territorio per la Pianura Bresciana;
  • il MuSa – Museo di Salò, il Museo Il Divino Infante Il Vittoriale degli Italiani a Gardone Riviera per la sponda bresciana del Lago di Garda;
  • il MAVS – Museo archeologico della Valle Sabbia di Gavardo per la Valle Sabbia, affiancato dal Museo Etnografico della Valvestino, il MarteS – Museo d’arte Sorlini a Carzago di Calvagese della Riviera per la Valtenesi, fino al Museo Diocesano di Brescia, il Museo Martino Dolci e il musil – Museo del ferro di San Bartolomeo per il capoluogo, a Brescia.

 

Per imparare un “altro vedere”

Il progetto nasce dalla collaborazione con UICI Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti ETS Sezione Brescia e Arte con Noi e prevede una serie di appuntamenti nei quali i visitatori scopriranno i musei del territorio, attraverso un percorso multisensoriale, con delle bende sugli occhi, per riscoprire in modo alternativo, oggetti e opere custoditi, mediante il tatto e il puro ascolto, tra componenti, materiali di riferimento, attrezzi di lavoro e tavole tattili.

Varcato l’ingresso, linea di confine fra la luce e il buio, il pubblico, prima della visita “tradizionale”, si troverà alle prese con una condizione inusuale, in cui occorre imparare un “altro vedere”: il buio disorienta, sconcerta chi è abituato da sempre a fare affidamento sulla vista, ma è anche l’occasione per scoprire nuove dimensioni.

Dopo un primo momento multisensoriale, il pubblico sarà accompagnato dagli staff dei musei all’interno delle sale, terminando l’esperienza di visita con il senso del gusto.

Sarà infatti possibile assaporare le peculiarità enogastronomiche che testimoniano l’identità del territorio con degustazioni di produttori locali, veri e propri custodi di specialità alimentari e tradizioni culinarie che valorizzano i luoghi.

Esperienze a ingresso gratuito con prenotazione obbligatori.

 

 

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