PFAS, gli inquinanti eterni. Perché nasce la Rete NO PFAS Brescia
LONATO DEL GARDA - Uniti contro gli inquinanti eterni: nasce la Rete NO PFAS Brescia. PFAS, conoscerli per fermarli: serata informativa a Maguzzano.
Pfas, un acronimo difficile da pronunciare tanto quanto il nome scientifico: sostanze poli e perfluoroalchiliche. Rappresentano l’ultima minaccia ambientale e insieme a microplastiche, pesticidi, polveri sottili, pcb, nitrati e tanti altri composti chimici di sintesi inventati dall’uomo, incidono negativamente, a causa della loro pervasività, sulla qualità della vita umana e dell’ambiente.
Pfas, inquinanti eterni
L’appellativo “inquinanti eterni” deriva dal fatto che resistono ai processi di degradazione che la Natura mette a disposizione, accumulandosi nell’ambiente, nel sangue e nei tessuti.
Inodori, insapori e incolori, le loro terribili caratteristiche li rendono bio accumulabili, persistenti, tossici, interferenti endocrini, cancerogeni o potenzialmente cancerogeni. Dagli anni ‘70 del secolo scorso, queste sostanze vengono utilizzate nella produzione di una infinità di prodotti merceologi: padelle antiaderenti, imballaggi alimentari, impermeabilizzanti per indumenti e abbigliamento sportivo, nella produzione di pesticidi, nelle schiume antincendio e in molti altri settori industriali, chimici e farmaceutici.
Tutto questo all’insaputa della popolazione che, ignara, da decenni usa e consuma prodotti contenenti molecole che non dovrebbero esistere, la cui tossicità è emersa prepotentemente nel 2013 quando in Veneto è scoppiato lo scandalo della contaminazione causata dall’industria chimica MITENI la quale, pur consapevole dei danni procurati, ha continuato a produrre e a commercializzare i suoi veleni (La recente sentenza di Primo Grado ha inflitto condanne per 140 anni di carcere ai responsabili dell’azienda di Trissino).
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La contaminazione da Pfas non è più un problema limitato al Veneto o alle aree del Piemonte dove si producono schiume antincendio ma riguarda ormai il mondo intero.
«Come cittadini attivi nella tutela dell’ambiente e della salute – dicono i promotori della Rete NO Pfas Brescia -, siamo consapevoli che la qualità della vita che desideriamo per noi e per le generazioni future dipende anche dalle nostre scelte. Crediamo fermamente che, unendo le nostre ragioni, possiamo influenzare gli Enti decisori.
Per questo motivo abbiamo accolto l’invito delle “Mamme NO Pfas” venete e siamo entrati a far parte di un organismo che, a livello nazionale, si propone di contrastare la produzione e la commercializzazione di queste sostanze tanto pericolose.
La campagna di monitoraggio nel basso Garda
E’ nata quindi la Rete NO Pfas Brescia che da marzo a settembre si è autofinanziata per avviare una campagna di monitoraggio sulle acque potabili e su reticoli superficiali di un territorio comprendente una trentina di comuni, tra i quali alcuni del basso Garda.
Le analisi sono state svolte da un Laboratorio accreditato di altissima professionalità e competenza. Da queste analisi si evince che gli “inquinanti eterni”, seppur per ora mei limiti prescritti dalla normativa vigente italiana, sono presenti anche sui territori indagati e pertanto vanno monitorati e attenzionati.
«Sappiamo – continua la Rete – che gli Enti preposti sono consapevoli della situazione e sono intenzionati a farsene carico, tuttavia riteniamo che il ruolo dei comitati che spontaneamente nascono per cercare di contribuire alla soluzione di un problema tanto preoccupante sono e saranno fondamentali per un percorso che porterà, si spera non troppo avanti nel tempo, alla messa al bando di queste sostanze, sostituite da molecole ugualmente performanti ma decisamente meno impattanti.
L’obiettivo che come Rete NO Pfas Brescia ci proponiamo è quello di acquisire sempre nuove conoscenze per essere interlocutori seri e credibili nei confronti delle istituzioni; di organizzare eventi e conferenze per sensibilizzare i nostri concittadini e promuovere stili di vita consoni alla situazione e collaborare con tutti coloro che hanno a cuore la salute e la tutela dell’ambiente, consapevoli che siamo anche noi gli artefici del nostro futuro.
Venerdì 7 novembre una serata informativa
Di PFAS e degli effetti di questi “inquinanti eterni” se ne discuterà in una serata pubblica di approfondimento e dibattito il 7 novembre 2025 ore 20,30 presso ABBAZIA DI MAGUZZANO a LONATO con i seguenti relatori:
- GIUSEPPE UNGHERESE: Dottore di Ricerca in Ecologia e autore del libro “PFAS gli inquinanti eterni e invisibili nell’acqua – Storie di diritti negati e cittadinanza attiva”
- CLAUDIO LUPO: Medico ISDE – Medicina Ambientale Clinica – Medicina integrata.
- Modera : Piera Casalini della Rete NO Pfas Brescia Organizzatori

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