Istituzioni e università insieme per il Piano di Mobilità Integrata e Sostenibile dell’Area Gardesana
SALO' - Sottoscritto l’Accordo Quadro tra Comunità del Garda, Province, Comunità Montana e Università per costruire una strategia condivisa della mobilità del più grande lago italiano.
Il Lago di Garda avvia un percorso strategico condiviso per affrontare una delle sue principali sfide: la mobilità.
È stato sottoscritto ieri a Salò l’Accordo Quadro per la realizzazione del Piano di Mobilità Integrata e Sostenibile dell’Area Gardesana, promosso dalla Comunità del Garda insieme alle Province di Brescia e Verona, alla Provincia Autonoma di Trento attraverso la Comunità Montana Parco Alto Garda, all’Università degli Studi di Brescia e all’Università degli Studi di Padova.
Gli obiettivi del Piano
L’obiettivo è costruire una visione unitaria della mobilità del più grande lago italiano, superando i confini amministrativi e coordinando le politiche di trasporto di un territorio attraversato ogni anno da milioni di spostamenti tra residenti, lavoratori e turisti.
Il Piano costituirà la base per analisi, raccolta dati e individuazione delle priorità infrastrutturali, con particolare attenzione all’integrazione tra trasporto pubblico e privato, collegamenti lacustri e terrestri, mobilità ciclabile, accessibilità e riduzione della congestione e delle emissioni.
La fermata TAV del Garda
Tra i temi strategici rientra anche la futura fermata dell’Alta Velocità del Garda, considerata un’opportunità decisiva per rafforzare l’accessibilità nazionale e internazionale del territorio.
Il Piano definirà le modalità di integrazione tra la stazione TAV e i sistemi di trasporto esistenti, affinché diventi una vera porta d’accesso all’intero bacino gardesano.
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Gelmini: “Competitività, sostenibilità e qualità della vita”
«Per la prima volta istituzioni e università lavorano insieme per costruire una visione condivisa della mobilità del Garda», dichiara Mariastella Gelmini, Presidente della Comunità del Garda. «Non parliamo soltanto di viabilità, ma di competitività, sostenibilità e qualità della vita. Vogliamo trasformare il Garda in un modello di innovazione e integrazione territoriale, valorizzando anche le opportunità offerte dai grandi investimenti infrastrutturali, a partire dall’Alta Velocità».
L’Accordo Quadro segna l’avvio di un percorso che punta a rendere il Garda più accessibile, connesso e sostenibile, fornendo agli enti coinvolti strumenti concreti per orientare le future scelte infrastrutturali e accompagnare lo sviluppo del territorio nei prossimi decenni.
Le dichiarazioni
Presidente della Provincia di Brescia, Emanuele Moraschini:
“La mobilità del Garda è un tema particolarmente articolato che non può essere affrontato con interventi isolati. Si tratta di un sistema complesso, in cui convivono mobilità diverse, vincoli ambientali e infrastrutturali, fragilità geologiche e una pressione di traffico che cresce più delle risposte tradizionali. Negli ultimi anni la Provincia ha condotto interventi su ponti, strade, rotatorie, versanti e nodi critici, con un lavoro costante. Dal Basso Garda, con lo svincolo della Rovizza, atteso da tempo, agli interventi di messa in sicurezza della strada della Forra, dagli interventi sulla viabilità a Lonato, fino allo studio di un battello attrezzato per un’alternativa via lago alla ciclabile tra Salò e Limone.
Solo una parte degli interventi strategici, alcuni conclusi, altri in fase di completamento, realizzati in un’ottica d’insieme per la mobilità sul Garda, che oggi trova nel nuovo accordo con la Comunità del Garda, le Province di Verona e Trento e le Università degli Studi di Brescia, e Padova, un indirizzo di metodo e di coordinamento più solido.
L’accordo serve a costruire una base conoscitiva condivisa a livello istituzionale, per focalizzarsi innanzitutto su ciò che è possibile realizzare. Il contributo delle Università conferisce il rigore scientifico necessario per la pianificazione degli interventi e per l’assunzione di iniziative e provvedimenti consapevoli.
Per la Provincia di Brescia significa esercitare il proprio ruolo di coordinamento, in una sinergia proiettata verso una progettualità di collaborazione stretta, basata su efficaci strumenti di programmazione, che consenta di individuare e realizzare interventi con una declinazione al futuro della visione del territorio, per intercettare e prevedere per tempo le necessità legate allo sviluppo del Garda nel suo complesso”.
Consigliere Provincia di Brescia, Delegato Lavori Pubblici, Strade e Viabilità e Attività Intermodali, Paolo Fontanta:
“Avere una viabilità che risponda alle esigenze del territorio diventa un valore aggiunto per la vivibilità, per i collegamenti commerciali e per i flussi turistici.
L’Accordo quadro cui ha aderito la Provincia di Brescia permette un’azione ancora più capillare rispetto al miglioramento della viabilità provinciale e, nello specifico, dell’area del Garda, verso la quale l’Amministrazione provinciale ha sempre prestato particolare attenzione.
Avere un ulteriore strumento a disposizione, quale è l’Accordo quadro, offre, in una certa misura, la possibilità di rafforzare la posizione dell’Ente, superando i limiti delle competenze dirette, spesso anche legati ai vincoli normativi scaturiti dalla Riforma Delrio”.
Presidente della Provincia di Verona, Flavio Massimo Pasini:
“Questo accordo risponde a un principio di realtà: i confini amministrativi quasi mai coincidono con quelli della vita concreta dei cittadini. Scuola, lavoro, assistenza e tempo libero richiedono spostamenti che superano i confini del proprio comune e, spesso, anche quelli provinciali.
Il Garda insegna che esistono dinamiche naturali, economiche e sociali che la realtà mantiene indissolubilmente unite. Per questo una visione interterritoriale non rappresenta una scelta astratta, ma una necessità. Significa smettere di guardare soltanto la mappa politica e seguire, invece, quella dei bisogni effettivi di chi vive, si muove o lavora in questi luoghi”.
Assessore Trasporti e Mobilità, Provincia Autonoma di Trento, Mattia Gottardi:
“Il motivo della condivisione con le altre Province della sottoscrizione della convenzione ha come denominatore comune il fatto che l’area gardesana costituisce un territorio di straordinaria bellezza e rilevanza culturale e sociale, caratterizzata da una forte attrattività turistica nazionale ed internazionale in continua crescita.
Tali positive considerazioni non possono tuttavia offuscare la visione di coloro che sono preposti all’assunzione di decisioni programmatorie per il territorio, non potendo celare il fatto che gli elementi paesaggistici caratterizzanti questo territorio possono essere messi in grave pericolo se viene sottovalutato l’imponente, e spesso disorganizzato, incremento del traffico veicolare sul lago di Garda.
Non potendosi inoltre negare il fatto che le condizioni della mobilità incidono direttamente sulla qualità della vita dei residenti, sull’efficienza dei servizi e quindi, in ultima analisi di tipo circolare, sull’attrattività stessa dell’area.
Per tale motivo si rende ora necessario scrutare l’orizzonte con una visione estesa su vasta scala che consenta di far intravedere un’integrazione coordinata del trasporto intermodale (su gomma, su ferro e su acqua) che non può trovare soluzioni limitate e territoriali.
Nell’ottica quindi di percorrere un’impostazione scientificamente corretta del problema, la Provincia Autonoma di Trento aderisce con convinzione alla proposta formulata dai convenuti, volta all’acquisizione di studi riproducenti vari scenari con la rappresentazione finale di modelli di mobilità integrata, che saranno posti infine all’attenzione delle amministrazioni coinvolte per l’assunzione di decisioni con ricaduta a medio e lungo termine.
L’acquisizione di dati globali consolidati consentirà di costituire inoltre i presupposti su cui basare eventuali future collaborazioni con le Province limitrofe, nella piena consapevolezza del ruolo assegnatoci di conservazione e tutela ambientale dello specchio d’acqua più grande d’Italia”.
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