Tempi duri per i furbetti dell’ormeggio
SALÒ – Barca in divieto di… sosta? La rimozione è assicurata e tempestiva. Con tanto di multa e rimborso spese. Sono tempi difficili per i furbetti dell’ormeggio sul Garda bresciano.
Tutto grazie a una nuova convenzione perfezionata dall’Autorità di Bacino, il consorzio dei Comuni che si occupa della gestione del demanio portuale ed extraportuale (www.consorziogardaidro.it), stipulata con quattro operatori nautici, cui è stato affidato il servizio di rimozione, alaggio, trasporto in deposito e custodia del natanti ormeggiati abusivamente (ma anche dei relitti, delle barche piaggiare o alla deriva in acque bresciane).
Cosa cambia rispetto allo scorso anno? Nel 2015 il servizio, che l’Autorità di Bacino deve per forza di cose appaltare visto che non è dotata di mezzi e competenze necessarie, era affidato ad un’unica ditta per l’intera riviera. Non sempre era dunque possibile garantire interventi tempestivi, con grande rammarico da parte di quegli utenti corretti, in regola con i pagamenti di concessione di una boa d’ormeggio o di un posto barca, che magari al ritorno da una gita sul lago si ritrovavano il proprio ormeggio occupato abusivamente da natanti altrui.
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Il Cantiere Nautico Feltrinelli si occuperà del tratto Limone-Maderno; La Darsena della riviera tra Gardone e San Felice; Bellandi Nautica della costa tra Manerba e Padenghe; infine a Lepanto Marine è stato affidato il litorale di Desenzano e Sirmione.
«Per essere certi di poter agire sempre con tempestività – conclude Berardinelli – è stata affidata una funzione di supporto ai Volontari del Garda e alla ditta Ziliani, che interverranno qualora i quattro operatori “titolari” dell’incarico si trovassero nell’impossibilità di intervenire».
Il coordinamento, come per qualsiasi altra attività che ha luogo sul lago, è affidato alla Guardia Costiera, a cui si dovranno rivolgere, chiamando lo 0365.21300, i malcapitati che troveranno il proprio ormeggio occupato da altri. Supportano il servizio anche la Sezione operativa navale della Guardia di Finanza e i corpi di Polizia Locale.
I proprietari delle barche rimosse potranno ottenerne la restituzione previo pagamento delle spese di rimozione (si va da un minimo di 50 euro per canoe, surf e pedalò a un massimo di mille euro per le barche a vela di 12 metri) e delle tariffe giornaliere di custodia (da 2 a 50 euro al giorno). L’ormeggio abusivo, dunque, potrà costare caro.
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