Primavera 1945, i “monument men” sul lago di garda

GARGNANO – Questa sera, lunedì 20 agosto alle 21 nella piazzetta del porto di Gargnano, Bruno Festa ci racconta il saccheggio degli archivi della Rsi dopo la fuga di Mussolini.

Nella primavera 1945, il Garda visse tragici momenti, tra la fuga di Mussolini dal lago, 18 aprile, e quella di molti gerarchi che finirono i loro giorni sul lungolago di Dongo.

Tra Gargnano, Salò, Desenzano e Brescia nel frattempo, l’arrivo degli Alleati andava a sconvolgere la realtà relativa agli archivi del regime repubblichino che, dopo essere stati visionati e ripuliti da ufficiali fascisti esperti nel settore, subivano l’assalto, scontato, di ufficiali e di “agenzie” alleate, specializzate nel recupero di documenti. Una attività lecita, dato che gli uomini a stelle e strisce erano sì i liberatori, ma pure i vincitori di quella interminabile guerra.

Il quantitativo di carte prelevate è incalcolabile, le unità di misura sono costituite la valigie, casse, bauli, metri cubi, camion. Destinazione? Giornali e partiti politici ma soprattutto il mercato clandestino dei documenti, sostenne Emilio Re, capo degli archivi del Regno d’Italia.

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Benito Mussolini visita in ferito. Foto censurata dal regime fascista. Credits: Istituto Luce

 

Quei giorni tra fine aprile e il maggio 1945 sono raccontati nel libro “Saccheggio sul lago. I documenti perduti della Rsi”, di Bruno Festa (leggi qui).

Lunedì 20 agosto alle ore 21 nella piazzetta del porto di Gargnano l’autore illustrerà i momenti più importanti e le marcate attenzioni degli Alleati che sul Garda concentrarono quasi metà dei “Monument Men” operativi in Italia: 10 su 22. Tra questi il Capitano William McCain, responsabile della Quinta Armata americana per gli Archivi della Lombardia.

L’iniziativa è inserita nella manifestazione “Cultura in piazza” (250 presenti al primo appuntamento), con organizzazione della Associazione Oggicultura, sostenuta dall’Assessorato alla Cultura e dalla Associazione Musicale “Meandro” per i brani musicali. Degustazioni offerte dalla “Cantina di Bacco”.

Palazzo Bettoni nebbia
Palazzo Bettoni, sede della Presidenza del Consiglio durante la Rsi.

 

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