Strage di piazza Loggia: Salò, provincia di Verona?
SALO' - Sabato 14 alle 15.30 al centro sociale I Pini di Salò, nell'ambito delle celebrazioni 2025 per Piazza Loggia di Casa Memoria, la conferenza organizzata dall'Arci dal titolo "Salò, Provincia di Verona?".
L’Arci di Salò è dedicato a Vittorio Zambarda, vittima della strage per la realizzazione della quale è appena stato condannato in primo grado l’ordinovista Marco Toffaloni. Sempre per la realizzazione della stessa strage è attualmente in corso processo a Brescia a carico di un secondo ordinovista veronese, Roberto Zorzi.
Il legame tra il neofascismo bresciano e quello veronese è sempre rimasto abbastanza sottotraccia nel quadro della pubblicistica storica su quel periodo, nonostante tanto l’indagine sulla Rosa dei Venti che quella sulla Strage di Via Fate Bene Fratelli del maggio 1973, avessero evidenziato Verona quale centro di rilevo tanto per l’eversione di stampo militare che di quella civile, in connessione ad ambienti apertamente neofascisti (Ordine Nuovo) o apertamente tradizionalisti (Guerriglieri di Cristo Re).
Gli ospiti dell’incontro salodiano, Davide Conti, Massimo Pisa e Paolo Morando ci racconteranno del ruolo della città di Verona nel quadro della strategia della tensione, anche alla luce delle emergenze dei processi in corso.
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Selezionate per te da Garda OutdoorsVolontari dell’Arci modereranno l’incontro, introducendo alcuni elementi di racconto storico riguardanti la storia del circondario e che attestano la persistenza del rapporto fra circondario salodiano e la città di Verona.
Solo per ricordare gli elementi di contiguità riguardanti la strage di Piazza Loggia si ricorda la figura di Silvio Ferrari, diplomato presso l’ITC Battisti che frequentava da fuorisede ospite del collegio Sant Orsola; e l’incontro del giugno tenutosi a Salò fra Ermanno Buzzi e la “fonte Tritone”, cioè Maurizio Tramonte emissario diretto di Carlo Maria Maggi volto a saggiare l’impatto della strage sul movimento eversivo bresciano.
Il rapporto fra Verona e Salò in riferimento all’eversione non si interromperà con la strage: nel 1977 infatti un altro “fuori sede” del Sant Orsola scriverà in Salò, a seguito di un confronto con Toffaloni, un documento (Piro Acatastasi) che annuncia l’avvio di una nuova campagna di attentati da realizzare con il fuoco e che rimanda al movimento denominato Ludwig.

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