Goletta dei laghi e batteri fecali, polemica sui monitoraggi

LAGO DI GARDA - Levata di scudi contro i dati della Goletta dei Laghi. La Comunità del Garda parla di "notizie fuorvianti e allarmistiche". Ma il problema c'è e va affrontato.

Si registrano, come ogni anno del resto, diverse prese di posizione dopo la diffusione dei dati della Goletta dei Laghi, che parlano di 4 punti “fortemente inquinati” sul Garda bresciano (ne abbiamo scritto qui) .

 

Comunità del Garda: “Dalla Goletta notizie fuorvianti”

La Comunità del Garda ha diffuso il seguente comunicato: «Tutte le oltre 125 spiagge gardesane sono balneabili.

Questo, ribadiscono con forza , la Presidente della Comunità del Garda Mariastella Gelmini, la Presidente di Gardaunico , Stefania Lorenzoni, il Presidente della Comunità Montana Parco Alto Garda bresciano, Chicco Risatti e i Sindaci del Garda , in particolare Luisa Lavelli di Sirmione, Adelio Zeni di Gardone Riviera, Albino Zuliani di Padenghe, Chiara Chimini di Toscolano Maderno, domenica insieme al Vittoriale per l’ anteprima del Festival “Garda un lago in festa“.

Respingono e contestano le «fuorvianti e allarmistiche notizie diramate da Goletta dei laghi, di Legambiente, in merito ai dati della campagna 2025 sul monitoraggio della qualità delle acque di balneazione nei laghi lombardi.

Dati che originano confusione e mala informazione – continua la Comunità del Garda -, in quanto oggetto di prelievi in punti dichiaratamente non balneabili, in prossimità di foci di fiumi, scarichi e piccoli canali ove la balneazione è palesemente interdetta.

Necessario rispettare e valorizzare invece il lavoro delle Agenzie sanitarie regionali che puntualmente, scientificamente e nella piena osservanza di leggi e regolamenti, confermano l’ottima qualità delle acque di balneazione gardesane.

In più di un’occasione e anche recentemente – continua la nota della Comunità -, nel convegno scientifico di Peschiera sullo stato di salute delle acque gardesane, le stesse Autorità sanitarie hanno criticato e richiamato Legambiente su questo argomento, stigmatizzandone la non correttezza metodologica. Gli Enti gardesani, Comuni in primis, hanno a cuore la salubrità della preziosa risorsa idrica gardesana, fondamentale anche per il suo uso potabile, e compiono quotidianamente ogni sforzo per tutelarla . Conseguentemente, con il gestore Acque Bresciane, sono all’opera per sanare e migliorare tutte quelle situazioni puntiformi che necessitano di interventi risolutivi. E proprio dalla Comunità del Garda, in nome e per conto dei Sindaci benacensi, il progetto della riqualificazione del sistema di collettamento e depurazione delle acque, da alcuni anni, è stato posto come prioritario e urgente».

I responsi della campagna 2025 della Goletta dei Laghi sul Garda.

Cagnini (Salò): “Le acque di Salò sono pienamente balneabili”

Sulla questione interviene anche il sindaco di Salò, Francesco Cagnini, con la seguente precisazione: «In merito alle recenti rilevazioni effettuate da Legambiente nel Rio Brezzo e diffuse dagli organi di stampa, vogliamo rassicurare cittadini e turisti: le acque delle spiagge di Salò sono pienamente balneabili e di qualità eccellente.

Dal primo maggio al 30 settembre A.T.S. Brescia conduce delle analisi ogni 15 giorni nelle zone del Cimitero e di Barbarano e sia i risultati degli anni passati, sia quelli della stagione in corso mostrano risultati ampiamente al di sotto dei limiti di legge, sia per Escherichia Coli che per Enterococchi intestinali.

I valori registrati sono addirittura fino a 1/1.000 del limite previsto, classificando così l’acqua come eccellente dal punto di vista biologico.

I dati diffusi da Legambiente meritano in ogni caso attenzione ed infatti il Comune, insieme ad Acque Bresciane, è già al lavoro da tempo con interventi concreti sulla rete fognaria, in particolare sulla separazione delle acque bianche e nere.

Va però sottolineato – continua Cagnini – che le modalità di raccolta dei campioni da parte dei volontari possono aver influito sui risultati: campioni prelevati senza tecniche standard, in presenza di fauna acquatica o in condizioni meteo particolari, possono generare valori anomali non rappresentativi. Ciò è ad esempio testimoniato da reperti fotografici in occasione della campagna di Legambiente del 2022. In aggiunta i campioni sono stati prelevati all’interno della foce di un fiume, area in cui, ai sensi della normativa vigente, è vietata la balneazione».

 

Legambiente: come avviene il monitoraggio

Va detto che Legambiente ha sempre precisato che le analisi della Goletta «non si pongono come alternativa ai controlli ufficiali ma intendono affiancarli, segnalando criticità ancora presenti nei sistemi di depurazione».

A differenza di quanto avviene per le analisi delle acque di balneazione,  che prendono in considerazione appunto le acque in cui si fa il bagno (con prelievi fatti a decine di metri dalla riva o dai punti di scarico dove l’effetto diluizione abbassa drasticamente i valori degli inquinanti), Legambiente sceglie i punti di prelievo in base al rischio potenziale di inquinamento, sulla base delle segnalazioni dei circoli di Legambiente e dei cittadini tramite il servizio SOS Goletta.

Foci di fiumi, torrenti, scarichi e piccoli canali rappresentano le principali vie di contaminazione batterica nei laghi, a causa di una depurazione insufficiente o di scarichi abusivi.

Insomma Legambiente va a cercare le criticità. Che dunque esistono, anche se magari non si trovano in prossimità dei luoghi di balneazione.

E nei punti dove la Goletta ha effettuato i prelievi, i batteri Enterococchi intestinali ed Escherichia coli (batteri fecali, cioè cacca) sono presenti in concentrazioni preoccupanti (la Goletta classifica come “inquinati” i campioni che superano i limiti di legge e come “fortemente inquinati” quelli che li superano di oltre il doppio, secondo quanto stabilito dalla normativa nazionale sulle acque di balneazione).

Il tema, quindi, per Legambiente non è la balneabilità, ma la presenza di batteri fecali in certi punti del lago.

 

Pollini (M5S): “Scontro inutile, la verità va affrontata anche se fa male”

Sulla questione interviene anche Paola Pollini (Consigliera regionale del Movimento 5 Stelle): “Anche quest’anno le analisi sulla qualità dell’acqua del Lago di Garda, compiute da Legambiente, restituiscono un esito che era, almeno per noi, scontato. Tanto quanto le reazioni dei negazionisti, che non smettono mai di descrivere il Lago di Garda come un ambiente in cui i problemi non vanno né risolti né tantomeno presi in considerazione, perché per loro non esistono.

Il riferimento è alle accuse mosse dalla Comunità del Garda nei confronti del  lavoro svolto da Legambiente, colpevole a loro dire di fornire “dati fuorvianti” e quindi di danneggiare l’immagine del Lago.

Il vero tema – continua Pollini – non è quindi se il lago è balneabile o no secondo legge, ma se si vuole o meno intervenire per fermare ora e subito ogni forma di inquinamento diretto e indiretto delle acque del Lago di Garda.

Perché non leggiamo mai di prese di posizione altrettanto dure nei confronti degli scarichi abusivi, della mancata collettazione nei comuni rivieraschi, della pressoché assenza di controlli e sanzioni, della mancata separazione acque nere e bianche, dell’eccessiva antropizzazione e cementificazione del lago, della perdita di biodiversità e vegetazione riparia sulle sponde?

La risposta è semplice: ammettere che ci sono dei problemi significa prima di tutto doversi impegnare per risolverli e in secondo luogo vorrebbe dire smontare tutta la narrazione costruita in decenni di propaganda.

Molto più semplice quindi dare la colpa agli ambientalisti, rei di denunciare una situazione che si è cristallizzata ormai da anni, se non decenni, mentre l’inquinamento delle acque del nostro amato lago continua, ininterrottamente, tutti giorni, 24 ore su 24.

Non solo Legambiente, ma anche il M5S gardesano, in questi mesi, sta portando avanti una raccolta di campioni di acqua nei punti di immissione di scarichi e affluenti nel lago. I dati mostrano che quasi tutti i campioni raccolti registrano la presenza di  batteri, microplastiche, medicinali, rifiuti di varia natura e sostanze chimiche, che nel lago non dovrebbero stare.

Tutto ciò – conclude Pollini – finisce nel lago e viene diluito quindi disciolto quasi al punto da scomparire a diversi metri dalla riva, ma la balneazione riguarda i primi metri, dove batteri e altre sostanze permangono molto più a lungo e in concentrazioni molto più elevate”.

 

 

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