“L’anima del capitalismo”: a Salò una serata sulla nascita e l’evoluzione della propaganda

SALO' - Mercoledì 28 gennaio alle 20.45 al Circolo Arci di Salò il prof. Davide Gelmetti interverrà sul tema “L’anima del capitalismo; nascita e sviluppo della propaganda tra il XIX e il XXI secolo”.

L’incontro-dibattito si pone come approfondimento di quanto preannunciato ed esposto nell’intervento dello stesso Gelmetti nell’ambito della manifestazione “Non fare di tutta Salò un fascio” che si è tenuta in Piazza Vittoria il 26 ottobre 2025 (ne avevamo scritto qui).

L’evento è organizzato dal “gruppo 27 Ottobre” e dal Circolo ARCI Zambarda, con ingresso libero fino ad esaurimento posti.

 

Intervista al relatore

Davide Gelmetti, salodiano, si è laureato in Scienze Filosofiche all’Università di Padova, specializzandosi in Filosofia Politica, con particolare interesse per il tema delle istituzioni economiche. Da sempre appassionato di storia e con all’attivo pubblicazioni e conferenze sia in Italia che all’estero, svolge da alcuni anni la professione di docente liceale.

Prof. Gelmetti, perché una serata dedicata al tema della propaganda?

«Perché il concetto di propaganda costituisce una delle cifre della nostra contemporaneità: in un’epoca segnata dall’ipertrofia della comunicazione, in cui i media sono diventati strumenti estremamente pervasivi, ogni contatto diventa veicolo di forze di persuasione più o meno forti. Basti pensare alle tecniche discorsive e alle narrazioni che sono state scelte per accompagnare alcune delle crisi correnti, dalla pandemia alle azioni politiche trumpiane. Parleremo insomma di propaganda perché tale concetto costituisce una chiave di lettura particolarmente fertile per comprendere le dinamiche socio-politiche del presente».

Esiste un rapporto fra propaganda politica e capitalismo?

«Sì, nella misura in cui – man mano che si è reso storicamente necessario pervadere la società con gli imperativi capitalistici della produzione e del consumo – le strategie comunicative che erano state appurate in campo politico sono state trasferite in campo economico, dove hanno subito un ulteriore affinamento, il quale poi è tra l’altro tornato ad aggiornare anche la propaganda politica. Infatti oggi il marketing è il denominatore comune di entrambe».

Si parlerà anche di nuove tecnologie, social e giovanissimi?

«Inevitabilmente: già per comprendere la nascita della propaganda si dovrà far riferimento all’evoluzione dei media storici e al loro rapporto col potere. Pertanto l’evoluzione tecnologica è per natura parte integrante del discorso. Rispetto al presente, in particolare, si parlerà ad esempio della figura dell’utente come creatore di contenuti e della pervasività storicamente inedita che il contatto continuo col mondo digitale rende possibile per la propaganda contemporanea, specialmente nei confronti dei più giovani».

Esistono delle tecniche di tutela?

«“Difendersi” da un sistema tanto pervasivo è davvero complesso. Tanto più che la propaganda è concepita come un sistema che agisce anche sulla dimensione inconscia del soggetto, motivo per cui la possibilità di proteggersi (e di proteggere i più piccoli) purtroppo è solo parziale. E’ possibile naturalmente crearsi degli anticorpi, ad esempio attraverso una solida cultura e un’informazione plurale. D’altra parte anche questa soluzione non è scevra da rischi: muoversi sul crinale sottile tra l’informazione mainstream e la contronarrazione espone al rischio di incappare in fake news o in altre forme di manipolazione».

E’ previsto un dibattito?

«Sì. La mia intenzione è di tenere una specie di lezione aperta, con una prima parte in cui verranno forniti alcuni riferimenti storico-filosofici, relativi alla genealogia della propaganda e alle sue declinazioni nel presente. Questi riferimenti daranno poi una base al dibattito seguente. In fondo, come insegna Platone, la verità è frutto di un processo di dialogo che è necessariamente collettivo».

 

I prossimi appuntamenti

La serata del 28 gennaio è la prima di una serie in cui verranno affrontati argomenti legati alla volontà di salvaguardare e manifestare, attraverso la partecipazione attiva, i valori della democrazia. Le linee di riflessione traggono origine dall’analisi dei fattori strutturanti dei fenomeni storico-politici autoritari e liberticidi, con uno sguardo particolare sulla nascita e lo sviluppo del fascismo in Italia. In questo contesto l’approfondimento del fattore propaganda è di primaria importanza.

 

 

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