Dogdogs, a Sirmione la “vita da cani” di Elliott Erwitt

SIRMIONE - Un viaggio ironico e toccante attraverso gli scatti del famoso fotografo che celebra il legame speciale tra uomo e cane. In collaborazione con Magnum Photos, fino al 13 luglio 2025.

“I take a lot of pictures of dogs because I like dogs, because they don’t object to being photographed, and because they don’t ask for prints.” Ovvero: “Ho scattato molte fotografie di cani perché mi piacciono i cani, perché non fanno obiezioni all’essere fotografati e perché non chiedono la stampa delle fotografie”.

Questa celebre citazione di Elliott Erwitt racchiude da sola l’essenza della mostra che Sirmione dedica a uno dei grandi maestri della fotografia del XX secolo ed evidenzia la sua straordinaria capacità di guardare al mondo e alla vita con grande ironia e contemporaneamente con insuperabile profondità.

Dopo le iconiche spiagge di Martin Parr del 2024, la città continua la sua importante collaborazione con l’agenzia Magnum Photos, presentando la celebre esposizione DOGDOGS di Elliott Erwitt inaugurata venerdì 14 marzo alle 11 alla presenza del Sindaco di Sirmione Luisa Lavelli, dell’Assessore al Turismo Riccardo Genovesi e di Andréa Holzherr, Global Cultural Director di Magnum Photos.

DOGDOGS mostra un Elliott Erwitt attraverso uno dei suoi soggetti più cari e celebri, che così egli stesso descrive: “I cani sono onesti. Non fingono di essere qualcosa che non sono. Sono ciò che vedi, ed è quello che cerco di catturare.”

Ph. Gian Maria Pontiroli.

 

La grande fotografia che parla a tutti

Nato in Francia nel 1928 e con una carriera di oltre 70 anni passati in giro per il mondo a fotografare, Erwitt ha immortalato momenti di vita quotidiana e personaggi iconici con un tocco unico ed ha dedicato molta attenzione all’esplorazione della relazione tra uomo e animale.

La sua è una fotografia tecnicamente impeccabile, che allo stesso tempo riesce a parlare al cuore di tutti, attraverso immagini capaci di toccare chiunque le osservi.

Così commenta Andréa Holzherr, Global Cultural Director di Magnum Photos: “Il legame speciale e senza tempo tra le persone e i loro animali domestici è ciò che Elliott Erwitt ha saputo immortalare nelle sue immagini piene di umorismo e leggerezza. Attraverso scene giocose, ha rivelato una profonda comprensione della relazione che noi umani condividiamo con i nostri amici animali. Nelle sue immagini la straordinaria maestria tecnica e compositiva si fonde con il tratto distintivo del suo modo di vedere il mondo.”

Paris, France, 1989 © Elliott Erwitt /Magnum Photos

 

Il legame speciale con Magnum Photos

Con un palinsesto sempre più ricco di corsi, premi ed incontri, Sirmione si conferma la casa gardesana della fotografia e rafforza la collaborazione con Magnum Photos consolidando il proprio ruolo come punto di riferimento per il mondo della fotografia.

Il sindaco di Sirmione, Luisa Lavelli, commenta: “Siamo molto orgogliosi della collaborazione con Magnum Photos, un legame che anno dopo anno ci ha consentito di avere a Sirmione grandi nomi della fotografia internazionale. Dopo Paolo Pellegrin, Cristina de Middell, Richard Kalvar e Martin Parr, la nostra casa sirmionese della fotografia apre le porte ad un gigante del 900 con le sue divertenti ed acute immagini che ci regalano riflessioni sorprendenti sui nostri rapporti quotidiani con gli animali e sulla nostra stessa vita”.

New York City, USA, 2000 © Elliott Erwitt /Magnum Photos

 

Un omaggio al rapporto tra uomo e animale

“I cani sono come le persone, solo con più capelli” (Elliott Erwitt)

L’Assessore al Turismo, Riccardo Genovesi, esprime la sua soddisfazione per l’esposizione e sottolinea: “Viviamo sempre più a stretto contatto con i nostri amici a quattro zampe con i quali condividiamo esperienze quotidiane, viaggi e avventure, tanto che anche i cani, ormai, sono diventati turisti a tutti gli effetti!

Questa mostra è un omaggio alla loro costante presenza al nostro fianco. Le fotografie di Elliott Erwitt ci offrono la preziosa opportunità di esplorare con acuto divertimento la relazione tra noi e i nostri cani, regalandoci prospettive inedite e dettagli che spesso sfuggono al nostro sguardo.”

New York City, USA, 1946 © Elliott Erwitt /Magnum Photos

 

Un film per esplorare la vita e l’opera di Erwitt

La visita alla mostra è arricchita dalla possibilità di vedere “I Bark at Dogs”, un film diretto da Douglas Sloan che esplora la vita e l’opera di Erwitt, alternando momenti di commedia e riflessione, per fornire un ritratto intimo del genio creativo dietro la macchina fotografica.

Birmingham, England, 1991 © Elliott Erwitt /Magnum Photos

 

Orari e info

La mostra “DogDogs” sarà aperta al pubblico a Palazzo Callas Exhibitions fino a domenica 13 luglio 2025
NUMERO DI FOTOGRAFIE 1946-2004: 80

“I BARK AT DOGS” (2011) diretto da Douglas Sloan (11min, 33s)

Orari di apertura

Tutti i giorni 10:30-12:30 e 16:30-19:00 Venerdì e sabato 10:30-12:30 e 16:30-22:00 Chiuso il lunedì, eccetto festivi.

Ingresso libero

Informazioni: visitsirmione.com

Holland, 1973
© Elliott Erwitt /Magnum Photos

 

“Elliott Erwitt – DogDogs

Elliott Erwitt è noto per il suo particolare stile fotografico: una celebrazione dello spirito umano e una testimonianza del sublime che Erwitt coglie nei momenti e nelle situazioni quotidiane. Come fotografo, possedeva la capacità unica di catturare l’essenza dell’umanità sia con il cuore che con l’ingegno. Aveva inoltre l’abilità unica di infondere nel suo lavoro il senso dell’umorismo.

Le fotografie di Elliott Erwitt sono un’alta lezione di narrazione visiva, caratterizzata da un acuto tempismo e arguzia, oltre che da una profonda comprensione dell’esperienza umana. La sua capacità di distillare narrazioni complesse in singoli fotogrammi è una testimonianza della sua visione artistica e della sua padronanza del mezzo fotografico.

Le sue composizioni mostrano un’innata sensibilità per l’equilibrio e l’armonia visiva. Le sue inquadrature sono composte in modo meticoloso, attirano l’occhio dell’osservatore sul punto focale mantenendo allo stesso tempo un senso di equilibrio generale.

Dotato di un talento per i giochi di parole visivi, Erwitt ha trovato l’umorismo nella vita quotidiana. Ha creato immagini che trascendono i confini culturali e parlano della nostra esperienza comune di trovare gioia in alcuni dei momenti comici della vita. Il suo acuto senso di osservazione, unito a un impeccabile tempismo, gli ha permesso di catturare l’umorismo intrinseco di questi momenti fugaci.

Non si può descrivere Elliott Erwitt senza parlare delle sue iconiche fotografie di cani. Queste immagini non solo mostrano la sua maestria nel tempismo e nella composizione, ma rivelano anche una profonda comprensione del rapporto che noi umani abbiamo con i nostri compagni a quattro zampe. Attraverso queste scene giocose e spesso umoristiche, Erwitt ha catturato il legame duraturo che esiste tra le persone e i loro animali domestici.

In sostanza, le mie foto di cani sono foto di persone. Ma se fotografassi davvero le persone che fanno alcune di queste cose, finirei nei guai. Un sacco di guai! Inoltre, è molto più facile fotografare queste buAe creaturine che le persone, a patto che non si venga morsi. Ai cani non dispiace essere fotografati in situazioni compromettenti. Quindi, queste immagini sono un modo “più gentile e delicato” di scattare fotografie che altrimenti sarebbero considerate inaccettabili.”

Ph. Gian Maria Pontiroli.

 

Biografia – Elliott Erwitt 1928 – 2023

Elliott Erwitt è nato in Francia da genitori emigrati russi nel 1928. I suoi primi anni di vita li trascorre in Italia. All’età di 10 anni torna con la famiglia in Francia da dove, nel 1939, emigra negli Stati Uniti. Si stabilirono a New York per due anni prima di trasferirsi definitivamente a Los Angeles.

Mentre frequenta la Hollywood High School, Erwitt lavora in una camera oscura commerciale per elaborare stampe “firmate” per i fan delle star del cinema. Nel 1949 torna in Europa viaggiando e fotografando in Italia e in Francia, segnando così l’inizio della sua carriera professionale. Arruolato nell’esercito degli Stati Uniti nel 1951, continua a fotografare per diverse pubblicazioni, a prescindere dai suoi doveri militari, mentre è di stanza nel New Jersey, in Germania e in Francia.

Per fortuna, mentre cercava lavoro durante i viaggi esplorativi a New York prima del servizio militare, incontrò Edward Steichen, Robert Capa e Roy Stryker che apprezzarono le sue fotografie, si interessarono personalmente a lui e al suo lavoro e divennero importanti mentori.

Nel 1953, appena congedato dal servizio militare, Elliott Erwitt viene invitato a entrare a far parte della Magnum Photos come membro da uno dei suoi fondatori, Robert Capa. Nel 1968 divenne presidente della prestigiosa agenzia per tre mandati.

I libri, i saggi giornalistici, le illustrazioni e le pubblicità di Erwitt sono stati pubblicati in tutto il mondo. Pur continuando a lavorare come fotografo, negli anni ’70 Erwitt ha iniziato a realizzare film. Tra i suoi documentari ricordiamo BEAUTY KNOWS NO PAIN (1971), RED WHITE AND BLUE GRASS (1973), sponsorizzato con una borsa di studio dell’American Film Institute, e THE GLASS MAKERS OF HEART (1977).

Negli anni ’80 Erwitt ha prodotto diciassette programmi televisivi di commedia e satira per HOME BOX OFFICE. A partire dagli anni ’90 ha continuato a condurre una vita professionale straordinariamente variegata, abbracciando molti aspetti disparati della fotografia. Mentre lavorava attivamente per riviste, industrie e clienti pubblicitari, Erwitt ha dedicato tutto il suo tempo libero alla creazione di libri e mostre del suo lavoro destinati a gallerie e musei.

Tra le mostre personali allestite in importanti sedi pubbliche figurano il Museum of Modern Art di New York, il Chicago Art Institute, lo Smithsonian Institution di Washington D.C., il Museo d’Arte Moderna di Parigi (Palais de Tokyo), la Kunsthaus di Zurigo, il Museo Reina Sofia di Madrid, il Barbican di Londra, la Royal Photographic Society di Bath, il Museum of Art of New South Wales di Sydney, lo Spazio Oberdan di Milano e varie sedi asiatiche in Cina e Giappone.

Ph. Gian Maria Pontiroli.

 

 

I commenti sono chiusi.