Altare della Patria: ritrovato l’archivio dell’azienda che fornì il marmo di Botticino

BRESCIA - La documentazione è stata donata al Museo nazionale di storia patria di Rezzato nell’ambito dell’iniziativa “Donare, non buttare, i cimeli di guerra”.

Altare della Patria: ritrovati a Brescia documenti, fotografie, disegni, bozzetti, comprese le carte delle “battaglie politiche” di allora, dalle interrogazioni parlamentari alle indagini della Corte dei Conti del Regno d’Italia.

Una donazione importante fatta al Museo Nazionale di Storia Patria di Rezzato (Bs) di oltre mille documenti. All’interno firme di Angelo Zanelli, Giovanni Renica, Ernesto Biondi. Tanti gli schizzi non siglati. Diverse centinaia le fotografie artistiche, della fine dell’800.

Il materiale è parte dell’Archivio della ditta “Gaffuri e Massardi” poi “Lithos e Marmi” di Virle Treponti, oggi Frazione di Rezzato (Bs), quotata alla Borsa di Milano, che vinse uno degli appalti per la realizzazione del Vittoriano.

“Abbiamo lanciato il progetto “Donare non Buttare i cimeli di guerra” e ci è stato devoluto materiale che riassume tutte le Guerre d’Indipendenza, l’Altare della Patria”, spiega Michele Torreggiani che con Marco Facchetti gestisce il Museo.

Vittoriano ma non solo

Nelle carte e disegni emergono nomi di lavori importanti. A Roma il Palazzo di Giustizia, il Ministero dell’Istruzione e la Sinagoga dell’Isola Tiberina. A Milano opere importanti come i Palazzi del Corriere della Sera, del Credito Italiano, Marsiglia, Fumagalli e Salterio, Corso Hotel, Monte di Pietà, Società Bancaria Italiana e Banca d’Italia.

Incredibili e stupefacenti sono le committenze internazionali. La Regina Vittoria d’Inghilterra, Re Edoardo VII e Re Giorgio V, per la realizzazione della Thanent House a Londra, il Monumento all’Imperatrice Vittoria ad Allahabad, in India, il Monumento a Gordon Pashà a Kartum in Sudan e il monumento ai caduti della Guerra AngloBoera a Grahamstown, in SudAfrica.

Tra i più importanti, la fotografia del Modello dell’Altare della Patria, presentato ai Bresciani nel Luglio del 1889 da Giuseppe Zanardelli, pochi giorni dopo che la Commissione del Vittoriano aveva scelto il Botticino, come marmo per la realizzazione del Monumento.

Interessanti i disegni e cartoni preparatori realizzati dalla “Scuola di disegno industriale d’arti e mestieri” fondata da Luigi Massardi nel 1896 e finanziata dallo Stato Italiano, Provincia e Camera di Commercio di Brescia e Comune di Virle Treponti, attiva fino al 1928. Da questa scuola passarono i più importanti architetti dell’epoca. Da Tagliaferri a Sacconi, da Tombola a Calderoni, ma anche Armanni, Maraini ed Andreani, ma anche Broggi e Feltrami.

Si tratta di un patrimonio storico documentario incredibile ed unico”, spiega Riccardo Romagnoli, Architetto e già Direttore dell’Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia.

“Un ritrovamento incredibile” sostiene Ivan Confortini, figlio e maestro d’arte, uno degli ultimi “scalpellini” Bresciani, gli artisti del marmo, più specializzati nelle finiture. La cui famiglia fu impegnata a Roma per rifinire l’Altare.

“Se avete cimeli di guerra da donare – l’appello del museo di Rezzato -, telefonare al 348 5821227”.

Image by mysteron09 from Pixabay

 

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