Arco, un patto digitale per un utilizzo consapevole dello smartphone
ARCO - Presentazione pubblica, martedì 2 dicembre alle 20.30 al centro giovani Cantiere 26, per il Patto digitale del Comune di Arco, l'accordo volontario di comunità che promuove un utilizzo consapevole, equilibrato e responsabile dello smartphone. Serata rivolta a tutta la cittadinanza e in particolare ai genitori.
Dopo aver presentato il Patto digitale del Comune di Arco l’8 ottobre scorso alle principali agenzie educative del territorio (associazioni sportive e sociali, scuole, pediatri, oratorio e scout), l’amministrazione comunale organizza una seconda serata aperta a tutta la cittadinanza e rivolta principalmente a genitori, nonni e zii: l’occasione per conoscere questo strumento innovativo e partecipativo che mira a promuovere un utilizzo consapevole, equilibrato e responsabile dello smartphone attraverso la collaborazione di tutta la comunità educante.
Dati scientifici dimostrano infatti che queste tecnologie, se concesse precocemente e senza attenzione, possono nuocere al naturale processo di crescita cognitiva, affettiva e relazionale, oltre che lasciar spazio a comportamenti on-line a rischio e a forme di dipendenza.
Serve un patto sociale
«Nonostante ciò le statistiche mostrano un continuo anticipo dell’età di accesso alle tecnologie da parte di bimbe e bimbi -spiega l’assessore alle politiche sociali, giovanili, istruzione e prima infanzia Mattia Mascher- dovuto anche alla forte pressione sociale e commerciale a cui sono sottoposti i genitori, spesso in difficoltà di fronte all’insistenza dei loro figli e alla preoccupazione che il mancato accesso alla tecnologia li possa isolare dai coetanei.
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Selezionate per te da Garda OutdoorsProprio per questo motivo il singolo genitore da solo non basta: serve un’intera comunità, serve un patto sociale che dia a bambini e ragazzi un messaggio coerente e coeso da parte di tutta la comunità educante: scuola, genitori e famiglia, associazioni sportive, sociali e culturali.
Ad esempio concordando collettivamente l’età di consegna del primo smartphone o di accesso ai social, così da diminuire la pressione sociale all’anticipazione e da aprire uno spazio di dialogo tra famiglie e all’interno della comunità.»
I Patti digitali
Con questa consapevolezza nascono i Patti digitali, progetto promosso dal Centro di ricerca sul benessere digitale dell’Università di Milano-Bicocca.
Ad Arco ne è stato promotore per primo il gruppo «Patti digitali, amicizia lunga», composto da genitori, insegnanti, rappresentanti di associazioni culturali, giovani e cittadini sensibili al tema e con cui l’amministrazione comunale ha avviato un propizio dialogo, sfociato nell’adozione e nella promozione del «Patto digitale comunità di Arco» (reperibile al link https://pattidigitali.it/arco , dove, se si concorda, è possibile sottoscriverlo e condividerlo con altri genitori).
«L’uso dello smartphone già a partire dalla scuola primaria sta diventando un problema sociale e sanitario importante – dice l’assessore Mascher- e quando un fenomeno diventa così pervasivo e complesso è difficile per i singoli genitori mettere in campo da soli strategie efficaci, se non a rischio di un clima teso e scontri in famiglia. I genitori sono stati lasciati soli nell’affrontare un fenomeno troppo complicato.
È necessario cambiare prospettiva e affrontare il problema collettivamente. Anche in senso esteso: i patti digitali sono stati inseriti nel Piano sociale della Comunità di Valle, nell’ottica di estenderli a tutto l’Alto Garda.»

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