Caprino Veronese, inaugurata la prima voliera aperta d’Italia per gli ibis eremita
CAPRINO VERONESE - Traguardo storico nel progetto europeo per la reintroduzione in natura dell'ibis eremita, specie migratoria estinta in Europa da 4 secoli. La voliera è stata costruita da Openature Foundation, la Fondazione del parco Natura Viva e dal parco Natura Viva stesso.
Inaugurato il primo “albergo” per gli ibis eremita. Alle porte del parco Natura Viva, lungo la rotta che conduce gli uccelli provenienti dall’Austria al caldo della Toscana, è stata costruita quella che diventerà la prima voliera aperta d’Italia: un luogo sicuro dove gli ibis eremita potranno riprodursi e allevare i propri pulcini, destinati ad unirsi agli esemplari già reintrodotti.
Si tratta anche del primo sito di nidificazione italiano, istituito a sud delle Alpi, il quinto dell’intero progetto. Reso possibile dall’azione di Openature Foundation ETS, l’ente di ricerca e conservazione del gruppo Openature e dei suoi giardini zoologici, la voliera è una pietra miliare del progetto LIFE Northern Bald Ibis per la reintroduzione dell’ibis eremita, con l’obiettivo di ricostituire una popolazione autosufficiente di una specie estinta in Europa da 4 secoli.
Pioniere le prime tre coppie appena giunte dallo zoo di Nordhorn, alle quali ne seguiranno altrettante nelle prossime settimane.
Tutti avranno a disposizione nidi “matrimoniali doppi”, poichè si tratta di una specie gregaria che in natura ama raggrupparsi anche sui siti di nidificazione.
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Un “albergo” per gli ibis eremita
Alta quasi 5 metri per un’area complessiva di 100 metri quadrati, la voliera sorge alle pendici del Monte Baldo, a Caprino Veronese, nell’entroterra del Lago di Garda.
Con 12 nidi installati – capaci di ospitare due coppie ciascuno – e 4 telecamere di sorveglianza, gli esemplari saranno monitorati dallo staff 24 ore su 24.
“La voliera – spiega Caterina Spiezio, Responsabile Ricerca in ambito animali di Openature Foundation – ospiterà 6 coppie riproduttive di ibis eremita con l’obiettivo che i pulcini, una volta diventati giovani individui, possano unirsi agli esemplari che oggi sono tornati a sorvolare i cieli europei, contribuendo alla crescita di una popolazione selvatica migratrice. In questa prima fase, i giovani nati nella voliera potranno spiccare il volo seguendo gli ibis eremita adulti che già migrano spontaneamente durante l’autunno, apprendendo da loro la rotta migratoria.
Ci aspettiamo poi che, tornando alla voliera in primavera, nel luogo dove sono nati, formino nuove coppie riproduttive e conducano con sé altri individui adulti, aumentando le possibilità di riproduzione della colonia.
L’obiettivo di medio periodo è contribuire alla popolazione selvatica con almeno 30 giovani e trasformare questa struttura in un luogo sempre aperto, dove gli esemplari in migrazione possano fermarsi, trovare cibo, protezione e nuove possibilità di riproduzione”.
Le visite del pubblico
Un’area che potrà essere visitata gratuitamente dal pubblico esclusivamente tramite visite guidate su prenotazione, scrivendo a [email protected].

La reintroduzione della specie in Europa
Tra Austria e Italia volano attualmente 323 ibis eremita, ancora considerati dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura “Regionally Extinct” in Europa.
Reintrodotti dopo oltre 20 anni di attività sul campo a partire da uova deposte in ambiente controllato, molti di essi hanno recuperato la perduta rotta migratoria grazie alle Migrazioni Guidate dall’Uomo, durante le quali hanno seguito fino a Orbetello le loro “mamme umane adottive” a bordo di un ultraleggero a motore pilotato dal padre del progetto, Johannes Fritz. Ripercorrendo poi autonomamente il tragitto in senso inverso, hanno potuto riprodursi e diventare loro stessi “maestri” dei propri giovani. Un progetto scientifico avviato nei primi anni 2000, giunto oggi al secondo LIFE co-finanziato dall’Unione Europea, con l’obiettivo di raggiungere almeno 360 ibis eremita reintrodotti.

La prima azione concreta di Openature Foundation
“Abbiamo voluto che questa voliera – spiega Carlo Giordano, Presidente di Openature Foundation – fosse la prima azione concreta di Openature Foundation, nata dall’evoluzione delle Fondazioni di parco Natura Viva e bioparco Zoom Torino. Perché racchiude il significato più profondo della nostra missione: restituire alla natura ciò di cui l’uomo stesso l’ha privata.
L’ibis eremita è scomparso dall’Europa quattro secoli fa a causa della pressione venatoria e oggi, grazie al lavoro condiviso tra zoologi, ricercatori, educatori e strutture zoologiche europee, stiamo costruendo le condizioni perché questa tendenza sia invertita.
C’è ancora molto lavoro da fare, sicuramente sulla riduzione delle perdite dovute al bracconaggio in Italia e di quelle causate dall’elettrocuzione sui tralicci in Austria e Germania. Ma è proprio qui che si inserisce la nostra attività di ricerca e conservazione: Openature Foundation raccoglie e porta avanti tutti i progetti di ricerca, conservazione e reintroduzione in natura sviluppati dai parchi zoologici del gruppo Openature, con l’obiettivo di trasformare la conservazione in azioni concrete negli ecosistemi più fragili”.

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