Due mostre che dialogano, si intrecciano, si completano l’una con l’altra.
Sono state inaugurate sabato 6 giugno in biblioteca a Toscolano, alla presenza delle due artiste e del presidente della Biblioteca Marcello Cobelli.
“Naturalmente Natura”, l’arte sostenibile di Jennifer Ortega
Un dialogo profondo con la natura, costruito attraverso materiali recuperati, elementi organici e colori estratti direttamente dalla terra. È questo il cuore di “Naturalmente Natura”, la mostra dell’artista venezuelana Jennifer Ortega, un percorso espositivo che racconta la forza creativa dell’ambiente naturale.
Originaria di Caracas, Jennifer Ortega ha sviluppato una particolare sensibilità verso le tecniche artistiche legate ai tessuti, alle tinture naturali e alla creazione di carta artigianale. Un percorso che si è arricchito nel corso delle esperienze vissute. Il lungo soggiorno alle Hawaii le ha permesso di approfondire tecniche tradizionali come i batik polinesiani e la tecnica del sale, mentre in Italia ha perfezionato la lavorazione della carta ottenuta da materie organiche e l’eco-printing.
Tutto questo le ha permesso di creare un concept negli ultimi 5 anni in Inghilterra: “Galleria d’arte e Wine bar”, amalgamando in questo modo due passioni Arte e vino.
Le opere presentate in “Naturalmente Natura” nascono proprio da questa ricerca artistica e personale. Foglie, cortecce, bacche, caffè, curcuma e altri elementi naturali diventano strumenti espressivi. A questi si affiancano materiali di recupero e frammenti destinati al riuso, inseriti in composizioni che invitano a riflettere sul rapporto tra uomo e ambiente.
«La natura non ha scarti», è il pensiero che guida il lavoro dell’artista. La natura è allo stesso tempo soggetto, materiale e fonte di ispirazione, protagonista del linguaggio artistico.
Una mostra che celebra la sostenibilità non come semplice tema contemporaneo, ma come scelta creativa e culturale.

“Lèggere, Leggère” di Coretta Loda
“Lèggere, Leggère” è una mostra che si muove su un crinale sottile, quello tra il contenuto di una pagina e la leggerezza di un respiro.
Il titolo, Lèggere Leggère, non è una ripetizione, ma un’equazione. Suggerisce che l’atto del leggere sia la chiave per raggiungere quella “leggerezza” di cui scriveva calvino nelle sue Lezioni Americane: non superficialità, ma il planare sulle cose dall’alto, senza avere macigni sul cuore.
Ogni pagina letta, dipinta, reinventata toglie un grammo di pesantezza alla nostra quotidianità mentre ci si immerge nelle immagini e nella storia, perché leggere, in fondo, è l’unico modo che conosciamo per volare restando seduti.
Un libro non finisce mai davvero quando si chiude l’ultima pagina. In questa mostra la carta stampata abbandona il suo ruolo di custode di storie per farsi tela. Attraverso la trasparenza dell’aquerello e la tecnica del collage, il testo diventa una trama visiva, un bosco di parole su cui poggiano pigmenti e sfumature. Ogni opera è un dialogo silenzioso tra il rigore dell’inchiostro e la libertà dell’acqua, dove il riciclo non è solo recupero di materiali, ma rinascita dell’immaginazione.
Cosa accade ad un libro dimenticato, alle pagine ingiallite dal tempo? Invece di svanire, qui tornano a vibrare. Questa esposizione celebra il riciclo creativo come atto d’amore verso la materia. L’acquerello interviene su fogli carichi di storia, trasformando vecchi volumi in opere d’arte. Riscoprire la bellezza che risiede nelle fragilità della carta e nella purezza del colore.
Trasparenze che svelano, colori che nascondono, immagini “rubate” da riviste, libri, quotidiani. Qui la parola scritta non si legge, si osserva. Incontro tra la precisione della stampa e l’imprevedibilità del pennello, dove ogni macchia di colore trova la sua dimora tra i paragrafi del passato.

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