Garda, i sub del WWF recuperano cento chili di piattelli
SIRMIONE - Recuperato un quintale di piattelli a Sirmione: dietro i resti del vecchio tiro a volo, il paradosso normativo che ancora consente l’uso di munizioni al piombo in un lago che l’Europa considera zona umida.
Un quintale di piattelli dal fondo del Garda: l’azione dei sub WWF diventa denuncia contro l’uso illegale del piombo.
Domenica mattina, nelle acque antistanti il parcheggio Monte Baldo a Sirmione, dodici subacquei – coordinati dal WWF Sub e dalle associazioni subacquee locali – hanno riportato alla luce un pezzo di storia dimenticata del Lago di Garda.
Recuperati 100 kg di vecchi piattelli da tiro a volo
In sole tre ore di immersione hanno raccolto un quintale (100 kg) di vecchi piattelli da tiro a volo, centinaia di dischi in argilla e ceramica rimasti sul fondale per oltre cinquant’anni.
Si tratta dei residui dell’antico poligono a bordo lago, chiuso da decenni, individuati per la prima volta nel 2025 dal robot subacqueo Zeno dell’Università di Pisa in collaborazione con il WWF.
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Selezionate per te da Garda OutdoorsOggi l’operazione, inserita nella campagna nazionale “Adopt Rivers and Lakes” del WWF Italia e realizzata con il supporto del Comune di Sirmione e di Sirmione Servizi, ha trasformato un semplice intervento di bonifica in un messaggio forte e chiaro.
Non è stata solo una pulizia del fondale. È stata una denuncia.
Perché quei piattelli, innocui oggetti di argilla, sono il simbolo di una pratica che per decenni ha scaricato nel lago anche tonnellate di piombo proveniente dalle munizioni da tiro. E il problema non appartiene solo al passato.
Dal 15 febbraio 2023 è in vigore il Regolamento UE 2021/57, che vieta in modo assoluto l’uso e il trasporto di munizioni contenenti piombo (concentrazione ≥1%) all’interno delle zone umide e nel raggio di 100 metri da esse. La definizione di “zona umida” è chiara e ampia: comprende paludi, acquitrini, laghi, fiumi e qualsiasi specchio d’acqua naturale o artificiale, permanente o temporaneo.
Il Lago di Garda, con le sue caratteristiche, rientra pienamente in questa categoria secondo la Convenzione di Ramsar e il diritto europeo.

Un’assurdità giuridica e ambientale
Eppure, secondo l’interpretazione italiana, il Garda non sarebbe considerato area umida. Un’assurdità giuridica e ambientale che di fatto permette ancora oggi, in alcune circostanze, l’uso di cartucce al piombo proprio sulle sue rive e sulle sue acque.
I sub del WWF, insieme alle associazioni subacquee, hanno voluto sottolineare proprio questo paradosso. Recuperando i piattelli storici hanno reso visibile ciò che troppo spesso rimane invisibile: l’inadempienza cronica di un Paese che, pur avendo l’obbligo di applicare direttamente il Regolamento europeo (non serve alcuna legge nazionale), continua a interpretarlo in modo restrittivo, esponendo un ecosistema unico a un inquinante neurotossico persistente.
Piombo in acqua, un veleno per la fauna e per l’uomo
Il piombo, una volta rilasciato in acqua, contamina sedimenti, pesci e l’intera catena alimentare. È un veleno per la fauna (soprattutto uccelli acquatici) e per l’uomo. L’Unione Europea ha stimato che ogni anno, senza il divieto, finiscono nelle zone umide europee oltre 4.000 tonnellate di piombo dalle munizioni.
Oggi, a Sirmione, quei 100 kg di piattelli restituiti al mondo della terra non sono solo rifiuti rimossi. Sono una testimonianza e un atto di accusa: il Lago di Garda merita la stessa tutela prevista dal diritto europeo per tutti gli altri grandi laghi e zone umide del continente. Non può continuare a essere trattato come un’eccezione “italiana”.
L’operazione di oggi è solo l’inizio. Il WWF e le associazioni subacquee annunciano che proseguiranno con altre bonifiche e con un’azione di sensibilizzazione e pressione istituzionale affinché l’Italia allinei finalmente le proprie norme e prassi al Regolamento UE, senza più scappatoie.
Perché pulire il lago è importante. Ma pretendere che venga rispettata la legge per proteggerlo è ancora più urgente.


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