Garda DOC guarda al futuro: focus sui vini low alcol
LAZISE - A Lazise il convegno “Garda DOC: strategie di crescita e percezione nei mercati internazionali. Low alcol, versatilità e nuovi trend di consumo”, promosso dal Consorzio Garda DOC presso la Dogana Veneta di Lazise.
I vini a basso contenuto alcolico rappresentano una delle principali tendenze del mercato internazionale e Garda DOC punta a farsi trovare pronta. È questo il messaggio emerso dal convegno organizzato nell’ambito di Garda Wine Stories, occasione di confronto tra produttori, analisti, giornalisti e operatori del settore.
Fiorini: «Innovare senza perdere identità»
«Sempre più consumatori cercano vini versatili e contemporanei, coerenti con uno stile di consumo più consapevole, senza rinunciare alla qualità e al legame con il territorio», ha spiegato il presidente del Consorzio Garda DOC, Paolo Fiorini.
Il Consorzio è stato il primo in Italia a introdurre nel disciplinare una tipologia a gradazione ridotta, confermando la volontà di offrire alle aziende strumenti concreti per rispondere alle richieste dei mercati internazionali. «La crescita della denominazione passa dalla capacità di guardare avanti e investire nell’innovazione, valorizzando al tempo stesso ciò che rende unico il Garda», ha aggiunto Fiorini.
Record storico per la denominazione
Nel corso del convegno il presidente ha illustrato anche i risultati raggiunti dalla DOC Garda, che nel 2025 ha superato i 23 milioni di bottiglie imbottigliate, registrando il miglior risultato della propria storia.
Le migliori esperienze sul Garda
Selezionate per te da Garda OutdoorsTra le novità più significative figura l’introduzione del Garda Garganega con gradazione minima del 9% vol., scelta che colloca la denominazione tra le più innovative nel panorama italiano.
Il boom del segmento NoLo
Il professor Eugenio Pomarici dell’Università di Padova ha evidenziato come il segmento dei prodotti NoLo (No e Low Alcohol) sia oggi uno dei più dinamici del mercato mondiale. Nonostante la contrazione dei consumi di vino tradizionale, i vini a basso o nullo contenuto alcolico continuano infatti a crescere, sostenuti dall’innovazione tecnologica e dall’evoluzione delle preferenze dei consumatori.
Regno Unito e Germania guidano il cambiamento
Patrick Schmitt MW, direttore di The Drinks Business, ha analizzato il mercato britannico, dove il crescente interesse per il benessere e una fiscalità sempre più legata alla gradazione alcolica stanno favorendo lo sviluppo dei vini low alcol.
Anche in Germania, come illustrato da Karin Eymael di Weinwirtschaft e Meininger’s International, il segmento sta registrando una forte crescita. In un mercato strategico per il vino italiano, i vini naturalmente a basso tenore alcolico rappresentano un’opportunità concreta per le denominazioni che sanno coniugare qualità, sostenibilità e identità territoriale.
Una sfida culturale oltre che produttiva
La giornalista di Decanter Alessandra Piubello ha invitato il settore a riflettere sul rapporto tra innovazione e tradizione, sottolineando come la vera sfida sia accompagnare il cambiamento senza perdere autenticità e valore culturale.
Il convegno si è concluso con una tavola rotonda moderata da Sissi Baratella, dalla quale è emersa la necessità di continuare a investire in ricerca, comunicazione e analisi dei mercati internazionali, facendo leva sui punti di forza della denominazione Garda DOC: versatilità, identità territoriale e capacità di interpretare i nuovi trend di consumo.

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