Biorulli con 1700 piantine di canneto per rigenerare l’habitat

PESCHIERA DEL GARDA - A Peschiera 70 biorulli con 1700 piantine di canneto. L'assessore Gavazzoni: "Tentiamo una cosa mai provata, la rigenerazione di un intero habitat".

Piantine di canneto per rigenera l’habitat

Lo annuncia con un post sui social l’assessore Filippo Gavazzoni: «1700 piantine di canneto, Phragmites australis, piantate su 70 bio-rulli da 3mt x 45cm e immesse a lago per tentare una cosa mai provata prima, ovvero la rigenerazione di un intero habitat.

A questo primo step ne seguiranno altri, tra cui la ricostruzione dei letti di frega, tramite la posa di ghiaino che verrà calato sui determinati fondali, oltre alla produzione di materiale didattico/divulgativo sulla “Cultura dell’Acqua”.

Un insieme quindi di azioni cominciate oggi, ma che proseguiranno per i prossimi tre anni, attraverso l’uso di tecniche sia sperimentali che conosciute.

A destra, l’assessore Filippo Gavazzoni.

Il “Parco sperimentale Ittiogenico” di Peschiera del Garda

Tutto questo – continua Gavazzoni – avverrà seguendo il cronoprogramma del progetto candidato dal Comune di Peschiera del Garda, finanziato dalla Fondazione Cariverona attraverso il Bando Habitat e co-finanziato da Regione del Veneto in collaborazione con Veneto Agricoltura e Gardaland Sea Life.

Questo è l’inizio della creazione del “Parco sperimentale Ittiogenico” di Peschiera del Garda, che nasce quindi oggi all’interno dei canali, protetto delle mura rinascimentali della città.

Ci sarà la collaborazione di vari professionisti del settore, con il sostegno di piú realtà associative locali, come gli Amici del Gondolin, oggi presenti.

 

Risposta ad un ecosistema che chiede aiuto

Ogni risultato che otterremo – aggiunge l’assessore – sarà successivamente ordinato in una “linea guida” che invieremo poi a tutti i comuni gardesani affinché, se ne avessero occasione, possano replicare agevolmente il progetto dove possibile.

É un percorso cominciato nel 2020 che finalmente ha “visto la luce” oggi dopo tanti ostacoli… ed é stato possibile solo grazie alla costanza e alla determinazione nel voler fornire un concreta risposta ad un ecosistema che chiede aiuto, un ecosistema che é patrimonio di tutti, a cui nessuno può consciamente rinunciare.

Per questo – conclude Gavazzoni – bisogna assolutamente tentare, e così faremo, ogni cosa possibile per recuperarlo. Del resto, come diceva Vincent van Gogh “Che cosa sarebbe la vita se non avessimo il coraggio di fare tentativi?”.

Le foto che vedete in questo post sono state pubblicate da Filippo Gavazzoni sulla sua pagina Facebook.

 

 

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