La segnalazione, fatta da un diportista al Wwf, è arrivata nel primo pomeriggio di ieri, sabato 3 mnaggio, e riferiva di un cigno in sofferenza ad un’ala, che si dirigeva con difficoltà verso il nido creato in alcuni canneti presenti sulla riviera di San Felice del Benaco.
Appreso ciò il personale del Wwf Bergamo Brescia si è attivato per provare a individuare il cigno reale ferito, chiedendo anche supporto mediante l’intervento via terra della Polizia Provinciale e via lago della Guardia Costiera.
Unite le forze, dopo un’attenta ricognizione della costa, il volatile ferito è stato individuato mentre, in palese sofferenza per gli ami, covava tra i canneti cinque uova.

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Alla vista del personale il cigno si è allontanato verso il largo, ma è stato prontamente raggiunto a nuoto dall’operatore Paolo Zanollo del Wwwf che, con cura e professionalità, lo ha recuperato e adagiato in una apposita vasca, poi imbarcata sul GC B135 della Guardia Costiera, con a bordo un altro operatore Wwf e un agente della Polizia Provinciale di Brescia, per collaborare nelle operazioni di asportazione di diversi ami da pesca incastrati nell’ala destra del cigno reale, che era impossibilitato a muovere l’ala e una zampa.
Dopo il delicato, ma riuscito intervento di rimozione degli ami, eseguito sul mezzo navale della Guardia Costiera dagli operatori del WWF, il cigno reale, dopo essere stato medicato e accertata la ripresa della normale mobilità dell’ala e della zampa, è stato rilasciato in acqua nei pressi del proprio nido, dove è stato visto dirigersi per proseguire la sua reale cova.
Grazie alla sinergia tra Wwf, Polizia Provinciale e Guardia Costiera, si è riusciti a salvare un cigno reale la cui sopravvivenza era fortemente a rischio se non fosse stato notato e segnalato al Wwf.

Una specie di salvaguardare
Il cigno reale (Cygnus olor) è una specie di grande eleganza che popola le acque del lago di Garda, dove si è adattata perfettamente all’ambiente lacustre. Questo uccello acquatico è riconoscibile per il suo piumaggio bianco candido, il collo lungo e ricurvo, il becco arancione con una protuberanza carnosa nera sulla fronte nel maschio, e le zampe nere. La sua apertura alare può raggiungere i 230 cm, mentre la lunghezza del corpo varia tra 125 e 155 cm.
Il Wwf rilancia in ultimo l’appello: «In caso di animali notati in pericolo o feriti – dice Paolo Zanollo – è fondamentale segnalare agli organi competenti, come la Polizia Provinciale e Wwf, la loro posizione per poterli raggiungere e assistere, come avvenuto in questo specifico caso, per garantirne la sopravvivenza e la salvaguardia della biodiversità».

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