Garda Green Talk 2025, il lago alla prova della sostenibilità
MALCESINE - Dal clima all’energia, dal turismo alla mobilità: il Garda Green Talk 2025 ha messo a confronto istituzioni e imprese per trovare l’equilibrio tra crescita e tutela ambientale.
La comunità del lago si interroga sul proprio futuro: come continuare a crescere senza perdere l’anima del territorio?
La coscienza collettiva del Garda trova voce nel Garda Green Talk 2025, seconda edizione dello spazio di confronto dedicato ai grandi temi del futuro del lago. L’iniziativa, organizzata dalla rete di imprese Garda Green in collaborazione con Legambiente e con il patrocinio di Federalberghi Garda Veneto e Lago di Garda Camping, ha animato il Palazzo dei Capitani di Malcesine mercoledì 29 ottobre.
Attorno a quattro tavoli di lavoro – dedicati ad altrettanti temi: adattamento climatico, mobilità, turismo e vivibilità, energia e rifiuti – si sono confrontati amministratori, associazioni di categoria, imprese turistiche, esperti ed enti di certificazione.
Tanti i temi sotto i riflettori, uno l’obiettivo di fondo: trovare un equilibrio tra crescita e sostenibilità, tra sviluppo economico e tutela ambientale, tra turismo e vivibilità.
Sul Garda, come in altri territori che vivono l’impatto crescente del turismo (nel 1990 il lago contava 5 milioni di presenze, oggi sono 24 milioni), questa è la vera urgenza.
«L’obiettivo di questo evento – spiega Davide Fumaneri, direttore di Garda Green, la rete di imprese che promuove un protocollo ecologico e di sostenibilità per le aziende turistiche – è mettere in rete i diversi attori per giungere a una governance condivisa, capace di guardare a obiettivi comuni e a una maggiore sostenibilità ambientale, sociale e culturale. Garda Green Talk è il manifesto del dialogo che anima il “dietro alle quinte” di Garda Green, progetto nato nel 2016 con l’obiettivo di dotare il lago di Garda di un protocollo utile ad alberghi, campeggi e ristoranti per rispettare l’ambiente attraverso soluzioni fattibili»
Insomma, un momento di confronto tra amministratori, imprenditori, associazioni e cittadini, per immaginare un lago a misura di tutti – non solo dei turisti.
La direzione è stata indicata: passa da reti, programmazione integrata, certificazioni, partecipazione, alleanze territoriali. In ogni campo.

I 4 tavoli di lavoro
Turismo e vivibilità
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Selezionate per te da Garda Outdoors«La vivibilità è il tema del momento», ha detto Sebastiano Venneri, della segreteria nazionale di Legambiente e responsabile turismo dell’associazione, chair person del tavolo “Turismo e vivibilità”.«Non solo per il Garda. Negli anni ‘50 del secolo scorso – continua Venneri – c’erano 25 milioni di turisti nel mondo. Nel 2000 sono diventati un miliardo, nel 2030 saranno 2 miliardi.
Il fenomeno è di matrice planetaria e continuerà a crescere: va fronteggiato. Come? Non esiste una ricetta. Serve fare quello che stiamo facendo oggi al Garda Green Talk: mettersi attorno a un tavolo e concertare una strategia di sviluppo turistico sostenibile condivisa, che tenga conto delle esigenze legittime dell’imprenditoria ma anche dell’ambiente, del paesaggio e delle future generazioni. Abbiamo parlato di gestione dei flussi e di capacità di carico ed è emersa la necessità di un interlocutore unico. Su questo Garda Green potrà darci una grossa mano».
Trasporti e mobilità
Mattia Boschelli, direttore di Federalberghi Garda Veneto e chair person del tavolo “Trasporti e mobilità”: «È stato un tavolo coeso e partecipato – ha dichiarato Boschelli -, abbiamo ragionato sulla mobilità gardesana da oggi al 2035, toccando i temi più caldi, tenendo in considerazione le diverse sensibilità degli operatori, dei turisti e dei residenti. Oggi abbiamo voluto proporre una visione, e condividere una proposta concreta: un Piano integrato della mobilità gardesana.
Da dove partire? Da un tavolo con Regioni, Comuni, Comunità del Garda e associazioni di categoria per delineare un piano condiviso e a lungo termine. Tra i focus: la sicurezza sulle strade, l’impatto in termini di Co2, la mobilità lenta, il car e bike sharing. Le sensibilità della comunità gardesana é la stessa del turista di oggi e soprattutto del domani».
Adattamento climatico
Luigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto e chair person del tavolo sull’adattamento climatico, ha proposto la creazione di un Centro unico di ricerca per ottimizzare la raccolta e l’analisi dei dati: «Anche sul Garda il cambiamento climatico è una realtà: gli eventi estremi non sono più straordinari, ma sono diventati normalità. La pianificazione è il principale strumento da mettere in campo, sia dal punto di vista preventivo, utilizzando i modelli meteoclimatici e le conoscenze scientifiche per pianificare, sia come strumento puntuale, per disporre di modelli in grado di guidarci nell’adattamento quotidiano. Per farlo serve un coordinamento interregionale e la partecipazione di operatori, enti e cittadini. La proposta che lanciamo è quella di creare attorno al lago un centro unico di ricerca, per fare del Garda un laboratorio di ricerca scientifica che aiuti gli amministratori a mettere a terra le pianificazioni».
Energia e rifiuti
Energia e rifiuti sono due indicatori importanti dell’overtourism. Chair person di questo tavolo è stato Davide Fumaneri, direttore di Garda Green: «Su entrambe le materie in questo momento assistiamo a un cambio normativo che ci permetterà nel breve termine di adottare soluzioni moderne e più competitive. Ci si è chiesti: c’è energia per tutti? Come distribuirla tramite la rete? Dovremo tener presente che dal 2027 entrerà in vigore la nuova norma europea che eliminerà il gas nei nuovi sistemi di produzione di energia».
L’argomento rifiuti è più complesso: «È emersa – spiega Fumaneri – le necessità di una comunicazione unica integrata per tutti i turisti, chiedendo la loro complicità sia per la riduzione che per una migliore gestione del rifiuto. Il tavolo ha posto l’accento sull’aspetto normativo: è dal 1999 che la legge permette temporaneamente l’applicazione di una tariffa che fa riferimento a metri quadrati, ma questo impedisce di premiare i virtuosi e punire i non virtuosi. L’obiettivo è individuare meccanismi premianti e penalizzanti che incentivino una migliore gestione dei rifiuti».

L’assemblea plenaria
Numerosi i contributi portati all’attenzione dell’assemblea plenaria che ha ragionato sulle proposte emerse dai tavoli. Riportiamo alcuni interventi.
Matteo Gazzi, assessore a Ecologia e Turismo del Comune di Malcesine: «Per decenni abbiamo basato la misurazione del turismo su dati puramente quantitativi: arrivi e presenze, tassi di occupazione. Oggi è nata una nuova necessità: misurare il turismo in termini qualitativi. Qual è il valore generato dalle presenze turistiche per i territori e le comunità residenti? E quale valore aggiunto il territorio può offrire all’ospite? Oggi le comunità residenti vogliono territori vivibili, condizioni per vivere meglio. È necessario un nuovo equilibrio, servono interventi responsabili e coraggiosi per mantenere l’identità e l’autenticità dei nostri paesi, che poi sono la vera attrattiva turistica del Garda».
Francesco Zeitler, vicepresidente Giovani Albergatori Federalberghi nazionale: «Il tema della sostenibilità del turismo è molto sentito dalle nuove generazioni di turisti, sempre più propensi a premiare, nella scelta della destinazione per le vacanze, le mete e le strutture virtuose. Gli albergatori ne sono consapevoli e stanno da tempo adottando misure concrete in tal senso, come l’eliminazione della plastica monouso, l’uso di dispenser per prodotti da bagno, l’approvvigionamento di prodotti locali e biologici, l’implementazione di energie rinnovabili e la gestione sostenibile dei rifiuti».
Anna Granzotto, presidente Giovani Albergatori Bresciani di Federalberghi Brescia, tocca il tema sentito del turismo di massa: «Il turismo mordi e fuggi crea disagi senza portare benessere reale. Dobbiamo ripensare il modello turistico».
Vittorio Mazzoldi, vicepresidente di Federalberghi Garda Veneto: «Gli albergatori sono in prima linea per ridurre gli impatti negativi del turismo sul territorio. Cerchiamo di responsabilizzare i nostri ospiti, invitandoli ad esempio ad un maggior utilizzo del trasporto pubblico e della mobilità dolce. Agiamo direttamente anche per rendere le nostre strutture sempre più sostenibili del punto di vista energetico e della produzione dei rifiuti. Il nostro obiettivo è creare sviluppo economico, ma anche culturale e sociale»
Pierlucio Ceresa, segretario generale della Comunità del Garda: «L’acqua del Garda rappresenta il 40% dell’acqua dolce disponibile in Italia, un patrimonio strategico per le future generazioni per vari usi: potabile, turistico, agricolo, industriale. Per tutelare questo patrimonio abbiamo bisogno di una gestione unitaria che veda il Garda come il soggetto, il “dominus”. Il cambiamento climatico è in atto, ce ne stiamo accorgendo da anni. Lo studio Eulakes ha prospettato scenari che devono farci riflettere: nello scenario peggiore la temperatura delle acque del Garda nei prossimi 100 anni potrà aumentare fino a 5 gradi, nella migliore delle ipotesi tra i 2 e i 3 gradi. Questo cosa comporterà? Cambierà tutto, dalla gestione dei livelli all’ittiofauna. Il Contratto di Lago ci indica la direzione per un Garda più resiliente al cambiamento climatico».
Sen. Aurora Floridia, presidente del Network per un Ambiente Sano del Consiglio d’Europa: «Ricordiamo che il capitale naturale del lago di Garda è fonte di sostentamento di tutto il comparto turistico, e per questo è fondamentale tutelarlo. La tutela ambientale non è in contrapposizione con la crescita economica, anzi vanno di pari passo. Torno oggi dalla celebrazione del 25esimo anniversario della Convenzione europea sul paesaggio, che ha trasformato l’idea che abbiamo del paesaggio: non più un soggetto statico, ma uno scenario dinamico e vivente col quale le persone si interfacciano. Il paesaggio è anche cultura e democrazia».
Le conclusioni di Marica Di Pierri
Marica Di Pierri, giornalista e divulgatrice ambientale, ha facilitato la sessione plenaria dopo il lavoro dei tavoli e ne ha tratto queste conclusioni: «Il Garda Green Talk ha messo sul tavolo tematiche connesse tra loro, molto complesse, come l’adattamento climatico, il nodo dei trasporti e della mobilità, la gestione di rifiuti ed energia, la vivibilità delle comunità residenti. Sono emersi alcuni messaggi chiave, come la necessità di una pianificazione integrata e del coinvolgimento del territorio. È un obiettivo metodologico: capire come riconoscere la pluralità degli attori territoriali interessati e come coinvolgerli in questo cammino verso la ricerca di un equilibrio complesso tra l’ecosistema, il turismo e la qualità della vita dei residenti. Garda Green Talk è stato un punto di partenza per un follow up successivo, per iniziare a costruire assieme a tutti gli attori un cammino comune e condiviso che riesca a restituire una visione unica dell’ecosistema del Garda nei prossimi decenni..
Prossimo appuntamento con Garda Green Talk nel marzo 2026, a inizio stagione turistica.

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