Variante al Pgt, per la minoranza “un’occasione mancata per Dezenzano”
DESENZANO DEL GARDA - La minoranza del gruppo di centro sinistra si astiene, apprezza il contenimento del consumo di suolo ma parla di una variante «priva di un progetto politico per il futuro della città».
Il Consiglio comunale di lunedì 9 ha affrontato uno dei temi più rilevanti per il futuro di Desenzano: la Variante generale al Piano di Governo del Territorio, uno strumento che non si limita a regolare aspetti tecnici, ma che incide direttamente sulla qualità della vita, sulla tutela del territorio, sul modello di sviluppo urbano e sulle opportunità per le prossime generazioni.
«Nel dibattito – scrive la minoranza – sono emersi con chiarezza alcuni nodi politici centrali: l’assenza di una visione strategica di lungo periodo – peraltro dichiarata apertamente dallo stesso Sindaco, che ha definito questa Variante come un intervento senza grandi obiettivi politici – la mancanza di un vero percorso partecipativo con la cittadinanza, le criticità legate alla tutela ambientale, alla biodiversità, alla mobilità dolce, alla rigenerazione urbana e alla valorizzazione sostenibile del territorio. Temi centrali per il futuro della città, che richiederebbero scelte coraggiose, integrate e condivise, e non interventi limitati a una gestione tecnica dell’esistente».
L’astensione della minoranza
I consiglieri di minoranza Stefano Terzi, Beatrice Gabusi, Andrea Palmerini, Bernardo Comini e Maria Vittoria Papa hanno espresso «una posizione di astensione responsabile, riconoscendo la presenza di alcuni elementi positivi nella Variante – come il contenimento del consumo di suolo – ma sottolineando con chiarezza che il cosiddetto “consumo di suolo zero”, tanto rivendicato dalla maggioranza, è in larga parte il risultato di un preciso obbligo normativo e non di una scelta politica autonoma e strategica.
Allo stesso tempo è stata evidenziata la natura fortemente minimale della Variante: se il PGT vigente non ha bisogno di stravolgimenti profondi, è evidente che il piano precedente aveva una struttura solida e funzionale. Tuttavia, dopo oltre dieci anni, con una città profondamente cambiata sotto il profilo sociale, ambientale ed economico, ci si sarebbe legittimamente aspettati una manutenzione politica e strategica più coraggiosa e più aderente ai nuovi bisogni.
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Selezionate per te da Garda OutdoorsInfine, non può essere ignorato il tema delle risorse e dei tempi: una variante generale al PGT è un’operazione complessa e onerosa per un Comune. A fronte di un percorso lungo, impegnativo e di un investimento economico significativo, il risultato appare limitato a modifiche circoscritte e prevalentemente tecniche, restituendo l’immagine di un processo sproporzionato rispetto alla portata effettiva delle innovazioni introdotte.
Nel complesso – continua la minoranza -, sono stati evidenziati limiti strutturali, questioni irrisolte e grandi assenze, che impediscono al piano di rappresentare una vera visione di città capace di affrontare le sfide ambientali, sociali ed economiche dei prossimi anni.
Ora si apre la fase delle osservazioni, un passaggio decisivo che può e deve diventare un’occasione reale di partecipazione. I consiglieri auspicano un coinvolgimento ampio e consapevole dei cittadini e un confronto autentico con il Consiglio comunale, nella convinzione che solo attraverso la condivisione delle scelte e l’ascolto della comunità si possa costruire un PGT più forte, più giusto e realmente orientato al futuro di Desenzano.
Dichiarazioni dei consiglieri di opposizione
Stefano Terzi: «Il PGT dovrebbe essere lo strumento con cui un’amministrazione indica una direzione politica chiara per la città. In questa variante vediamo soprattutto un lavoro tecnico e minimale, con poche scelte realmente strategiche. Riconosciamo il contenimento del consumo di suolo, ma manca una visione complessiva capace di affrontare le grandi sfide di oggi: ambiente, clima, rigenerazione urbana, qualità dello spazio pubblico. Per questo abbiamo scelto un’astensione responsabile e costruttiva, nella convinzione che la fase delle osservazioni possa e debba migliorare questo piano.»
Beatrice Gabusi: «Un PGT senza partecipazione è un piano limitato. In questi anni è mancato un vero percorso di ascolto e confronto con la città: niente assemblee pubbliche, niente momenti di costruzione collettiva di una visione. Oggi servirebbe un piano capace di rispondere ai cambiamenti sociali, ambientali e abitativi, non una semplice manutenzione di un modello vecchio di dieci anni. La nostra astensione nasce dalla volontà di aprire una fase nuova di confronto, che metta al centro le persone e non solo le norme.»
Andrea Palmerini: «Questa variante non affronta alcuni nodi strategici fondamentali per il futuro della città. In particolare, l’assenza di una visione sull’area ex Federal Mogul rappresenta un’occasione mancata enorme. Un ambito così importante avrebbe meritato un progetto urbano condiviso, capace di guardare al futuro in modo integrato e strategico. Rinviare tutto significa rischiare di perdere una grande opportunità per Desenzano.»
Bernardo Comini: «I pareri di enti come ARPA e ATS evidenziano chiaramente la necessità di rafforzare biodiversità, rete ecologica, mobilità dolce e soluzioni basate sulla natura. Tuttavia, molte delle enunciazioni presenti nei documenti restano sulla carta e non trovano riscontro concreto nelle scelte pianificatorie. Serve coerenza tra principi dichiarati e decisioni reali, se vogliamo davvero costruire una città più sostenibile e resiliente.»
Maria Vittoria Papa: «Il tema del PLIS di San Martino è emblematico: si riducono le prospettive di fruizione, i percorsi e le potenzialità di sviluppo turistico e ambientale del territorio. Noi crediamo che tutela del paesaggio, biodiversità e valorizzazione sostenibile possano convivere con il rispetto dei diritti dei privati, attraverso scelte coraggiose e condivise. Senza una visione, il PLIS rischia di diventare solo un vincolo e non un’opportunità.»
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