Tignale, incendio sotto controllo. E’ caccia ai piromani

TIGNALE - Incendio sotto controllo sulle Coste di Tignale. Al lavoro due squadre a terra per la bonifica. Ci si interroga sulle ragioni del gesto folle e delinquente dei piromani.

Questa mattina a Tignale l’elicottero di Regione Lombardia, pescando acqua da una vasca allestita in quota, ha effettuato qualche lancio sugli ultimi focolai dell’incendio appiccato domenica sera sulle Coste, sopra Gardola e Prabione (qui cronaca e foto della prima giornata di lotta alle fiamme).

“Al momento – ci dice intorno alle 11 di questa mattina, martedì 15, la responsabile dell’Antincendio Boschivo della Comunità Montana Parco Alto Garda Bresciano, arch. Stefania Baronio – operano due squadre a terra per la bonifica. La situazione, insomma, è sotto controllo. L’elicottero resta comunque a Tignale, in caso il fronte del fuoco dovesse ripartire”.

Lancio d’acqua da un Canadair nella giornata di lunedì.

 

Dopo la giornata frenetica di ieri, lunedì, che ha visto all’opera  tre Canadair, tre elicotteri e una cinquantina di uomini a terra, oggi la situazione sta lentamente tornando alla normalità.

Resta, ovviamente, l’amarezza per una ferita ambientale, l’ennesima, che si rimarginerà solo col tempo.

L’incendio era divampato domenica sera, attorno alle 21, nella pineta delle Coste, alle spalle del capoluogo Gardola e di Prabione. Il fuoco è stato innescato lungo la strada montana che conduce al «Fosà», località isolata dove si trovano i bacini che alimentano l’acquedotto del paese.

Le cause? «Dolose», dice con amarezza il sindaco Franco Negri. «L’incendio è partito dalla strada, credo che ci siano pochi dubbi in proposito». Peraltro, non è la prima volta. Nella pineta delle Coste sono numerose le cicatrici lasciate dagli incendi che si sono susseguiti dagli anni Settanta ad oggi.

Il Dos Francesco Morzenti osserva il fronte del fuoco (fotografia di lunedì 14).

 

Fortunatamente non c’erano altre emergenze in atto e i mezzi aerei sono potuti intervenire con grande tempestività. Fattore che si è rivelato decisivo.

L’area colpita è un bosco di resinose. Sono una trentina gli ettari di bosco andati in fumo, secondo le prime stime dell’arch. Baronio. «Il rammarico è in primo luogo per il danno ambientale – dice il sindaco Negri -, ma c’è anche l’aspetto economico. Canadair, elicotteri e mezzi di terra costano». Parecchio.

«Pensate – dice il Direttore delle operazioni di spegnimento Francesco Morzenti – che per l’incendio divampato nell’agosto scorso a Tremosine, solo per mezzi aerei si spesero 4 milioni di euro».

Sono ovviamente soldi pubblici, di tutti noi. Anche per questa ragione sono in molti a invocare pene severissime per i piromani.

Da parte nostra lanciamo un appello: se qualcuno ha visto qualcosa parli, collabori con le forze dell’ordine perché i responsabili, che in questi casi la fanno sempre franca, siano una volta tanto assicurati alla giustizia.

Il Canadair intento a pescare acqua dal lago nella giornata di lunedì 14.

 

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