Garda Lake History Festival, l’impresa di Fiume diventa performance

SALO' - Garda Lake History Festival: quattro serate sull'impresa di Fiume. La storia spiegata in modo nuovo. A raccontarla quattro eminenti studiosi, ma anche allestimenti, videomapping, installazioni audio e di light design, dirette streaming della LABA.

Con Garda Lake History Festival, ambientato nel chiostro del MuSa di Salò, il Centro Studi Rsi presieduto dal prof. Roberto Chiarini dà avvio ad un progetto che cala la storia nazionale sul territorio. L’edizione 2019 è dedicata a Fiume nel centenario dell’impresa dannunziana (11 settembre 1919).

«Città di passione» la definì il Vate e tale lo sarà nel ’900 per almeno quattro snodi: il riscatto della «Vittoria mutilata», la prova generale della futura Marcia su Roma, il ritiro di D’Annunzio al Vittoriale dopo il «Natale di sangue», la morsa della «guerra fredda» su Fiume.

Il Festival si articolerà in quattro incontri condotti da eminenti studiosi, quali Raoul Pupo, Emilio Gentile, Giordano Bruno Guerri e Pierluigi Battista.

Il target privilegiato è il mondo giovanile. Da qui discende la scelta di impostare gli incontri – grazie al partner LABA, la Libera Accademia di Belle Arti di Brescia- con una modalità multimediale di comunicazione, centrata su allestimenti scenografici, videomapping, installazioni audio e di light design, dirette streaming.

La sede del festival è il MuSa di Salò e nello specifico il bellissimo chiostro.

Si comincia il 22 giugno con lo storico Raoul Pupo e la sua relazione su «Fiume città di passione».

La settimana successiva, il 29, toccherà ad Emilio Gentile parlare del rapporto tra D’Annunzio e Mussolini nel faccia faccia dal titolo «Duci rivali. La rivoluzione italiana da Fiume a Roma».

Il 6 luglio a intrattenere la platea sarà il presidente della Fondazione Il Vittoriale degli italiani Giordano Bruno Guerricon l’incontro «Disobbedisco. Cinquecento giorni di rivoluzione».

Ultimo appuntamento il 13 luglio insieme allo storico e giornalista Pierluigi Battista con la relazione «La maledizione del confine orientale».

 

Il Festival vuole infatti costituire il format moderno più adeguato per coinvolgere in una ambientazione immersiva un largo pubblico – fatto sia di appassionati sia di giovani che di turisti ospiti della riviera gardesana – nella conoscenza di un passato che ha lasciato una sedimentazione di emozioni e ricordi nella popolazione.

Il progetto mira non solo a coltivare l’interesse per la storia del ’900. Vuole anche contribuire alla scoperta e alla valorizzazione del patrimonio artistico, paesaggistico e culturale dei nostri luoghi.

Tutte le info su www.gardahistoryfestival.it

 

I commenti sono chiusi.