Multato per volantinaggio il presidio contro i depuratori sul Chiese

SALÒ – Se qualcuno sperava in un momento di distensione e dialogo tra gardesani e valsabbini, si sbagliava. Giunti a Salò per spiegare le loro ragioni ai gardesani, i comitati del Chiese si sono visti elevare una multa di 300 euro per volantinaggio.

Una cinquantina i partecipanti al presidio organizzato questa mattina, sabato 3, a Salò,  dal «Tavolo delle associazioni che amano il Fiume Chiese e il suo lago d’Idro» e dal tavolo Basta Veleni.

Un presidio che si è aperto con un brutta sorpresa per gli organizzatori, multati per volantinaggio con una sanzione di 300 euro.

«È stato violato il diritto costituzionale alla libertà di comunicazione», spiega Gianluca Bordiga, portavoce del «Tavolo», annunciando ricorso e avanzando perplessità sull’interpretazione del regolamento comunale: «Il regolamento comunale di Salò vieta il “lancio e la diffusione non regolamentata dei volantini”, ma qui nessuno fa volantinaggio selvaggio: consegniamo il foglio informativo alle persone che accettano di riceverlo. Che avremmo distribuito volantini lo sapeva anche la questura».

Il regolamento (puoi scaricare qui il Regolamento di Polizia urbana del Comune di Salò) dice all’articolo 12: «A tutela del decoro del contesto urbano nelle strade, nelle piazze, nei giardini e nei parchi comunali e, in generale, negli spazi pubblici o aperti al pubblico, sono vietati il lancio e la diffusione non regolata di volantini pubblicitari, opuscoli o altro materiale divulgativo».

E ancora: «La libera distribuzione di volantini è comunque ammessa, previa comunicazione all’ufficio competente, per motivi di pubblico interesse, in circostanze eccezionali e straordinarie, da parte di Amministrazioni Pubbliche, di enti pubblici o di soggetti gestori di servizi pubblici al fine di effettuare comunicazioni urgenti o particolari rivolte alla cittadinanza»

Alcune partecipanti al presidio.

 

Le ragioni dei comitati sono note. Le riassumeva bene lo striscione steso sul marmo di piazza Vittoria: «Cacca e buoi dei paesi tuoi».

Dice Bordiga: «Manifestiamo in casa dei gardesani per dire loro che è inaccettabile che il Garda pretenda che il Chiese divenga il suo scarico fognario. Questa scelta calata dall’alto è inaccettabile e aberrante. Il Garda vuole approfittare della debolezza economica del bacino del Chiese per addossare a questo territorio il fardello della sua depurazione. E non si dica che il lago non può essere il corpo recettore delle sue acque depurate: ci sono, su altri laghi europei, esempi di depurazione moderna e all’avanguardia che dimostrano il contrario».

Intanto l’iter progettuale prosegue: «Due giorni fa – conclude Bordiga – Acque Bresciane ha presentato il preliminare. Aspettiamo di vederlo per promuovere poi ogni possibile azione legale per opporci alla sua realizzazione».

Presidio in difesa del fiume Chiese. Gianluca parla spiegando la situazione. #bastaveleni

Gepostet von Basta Veleni am Samstag, 3. August 2019

 

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