Bar e locali lungolago, da luoghi per tutti a privilegio per pochi
DESENZANO DEL GARDA - Il Consigliere comunale Andrea Spiller (M5S e L'altra Desenzano) critico sulla gestione e affidamento di chioschi e bar: "Dal bene comune al business, addio spazi popolari: i locali comunali diventano d’élite".
«La direzione intrapresa dall’attuale Amministrazione di centro-destra – si legge in un comunicato diffuso da Spiller – in questi ultimi anni nella gestione ed affidamento dei chioschi, bar e locale situati nella fascia in riva al lago appare ormai chiara.
Uno dopo l’altro, man mano che scadono i contratti in essere e vengono pubblicati i nuovi bandi, appare sempre più evidente come l’interesse comunale sia quello di trarre il massimo beneficio economico dall’affidamento di questi luoghi in posizione strategica ed accattivante ricercando sul mercato futuri gestori disposti ad offrire canoni annuali considerevoli andando poi a recuperare l’investimento con servizi a tariffe e prezzi proibitivi per la maggior parte degli abituali fruitori di quegli spazi, rivolgendosi quindi ad una clientela di fascia medio-alta disposta a spendere cifre ben superiori per qualcosa che fino a poco tempo prima era godibile più o meno da tutti.
Un approccio che qualcuno potrebbe anche condividere ma che per molti cittadini e non solo significa in sostanza rinunciare alla possibilità di frequentare ed usufruire di spazi e servizi diventati per anni la normalità, soprattutto nel periodo estivo.
Uno dei primi passi è stato il ristorante alla Spiaggia d’Oro oggi FAM, che dopo un periodo di abbandono e le promesse in campagna elettorale secondo cui sarebbe dovuto diventare un luogo con finalità culturali è stato invece affidato nel 2019 per diventare il locale che è oggi, non certo un luogo per tutte le tasche, né tantomeno uno spazio pubblico accessibile liberamente.
Le migliori esperienze sul Garda
Selezionate per te da Garda OutdoorsAltro passaggio rilevante nel 2024, con la definitiva cessazione della precedente gestione del Bar del Porto di Rivoltella e della relativa spiaggia, con l’affidamento ad un nuovo gestore ad un canone lievitato considerevolmente.
La conseguenza è sotto gli occhi di tutti, un luogo che prima era un punto di riferimento per tantissimi cittadini residenti per passare qualche ora in spiaggia noleggiando un ombrellone, per tanti ragazzi che hanno passato le estati giocando a beach volley (in un campo che oggi non esiste più, sostituito da uno schieramento di sdraio sempre vuote) o per chi la sera voleva godersi la vista lago sorseggiando un aperitivo tutto a prezzi abbordabili e sostenibili, oggi è invece un locale esclusivo, con tariffe raddoppiate che si rivolge chiaramente ad un pubblico ben più ristretto, in buona parte turisti, costringendo la maggioranza dei clienti abituali a cercare alternative altrove o ad arrangiarsi sul fazzoletto di spiaggia libera rimasto.
Ora è invece il turno del ristorante Desenzanino gestito per 28 anni da una cooperativa sociale che, oltre a garantire un ottimo servizio di ristorazione e spiaggia a prezzi abbordabili, univa all’attività imprenditoriale progetti di inserimento sociale e di inclusione donando un valore aggiunto non solo al servizio pubblico erogato ma bensì all’intera città.
Ora il nuovo bando aprirà alla partecipazione di soggetti privati che, facile prevederlo visto l’enorme appetibilità del locale, metteranno sul piatto offerte economiche inarrivabili per cooperative e consorzi chiudendo di fatto questa bella esperienza durata quasi trent’anni. Questo cambio, inutile dirlo, ricadrà direttamente sull’utente finale e sul prezzo che bisognerà pagare per mangiare a quei tavoli con la loro invidiabile vista lago.
Situazione analoga di cui si è parlato poco è invece il chiosco sempre in località spiaggia d’Oro, anche questo in gestione da anni ad una cooperativa sociale ed in scadenza a settembre, vedremo cosa accadrà ma immaginiamo, visti i precedenti, che anche in questo caso si apriranno le porte al mercato per spingere al massimo sui canoni di affitto da corrispondere al comune a spese dei cittadini che ormai non sanno più dove andare a prendere un caffè o fare un aperitivo in riva al lago senza spendere una fortuna.
Scelte come queste – conclude Spiller – , che ormai individuano in modo chiaro una precisa direzione e una volontà ben definita da parte di chi ci amministra, forse garantiranno qualche entrata in più nelle casse comunali (sempre che le nuove gestioni funzionino e riescano a rientrare dei rispettivi investimenti, aspetto tutt’altro che scontato!) ma di certo penalizzano fortemente e in alcuni casi azzerano del tutto il valore sociale, conviviale e di aggregazione di alcuni spazi e servizi pubblici che, essendo appunto di proprietà comunale, non dovrebbero ridursi a meri strumenti di business ma piuttosto essere parte integrante di una comunità e propria emanazione concreta sul territorio».
I commenti sono chiusi.