Numeri uno in mostra: mezzo secolo di giornalismo raccontato dalle prime uscite
MILANO - In mostra a Milano, e poi a Trieste, 150 periodici italiani numero uno dal 1969 ad oggi, uno spaccato della storia del giornalismo e soprattutto per la storia politica, culturale e del costume.
Una collezione unica, un viaggio nella storia recente d’Italia attraverso le sue riviste e i suoi quotidiani. Dal 1° dicembre al 5 dicembre 2025 la Biblioteca di via Senato a Milano presenta “Numeri Uno in Mostra”, esposizione dedicata alle prime uscite di 150 periodici italiani selezionati dalla raccolta di Enrico Redaelli, storico art director che ha lavorato per importanti case editrici.
La mostra, curata dal libraio antiquario Andrea Tomasetig, sarà visitabile in anteprima nei giorni successivi all’inaugurazione, lunedì 1° dicembre alle ore 17, per poi trasferirsi a Trieste allo Spazio Trart dal 12 dicembre al 31 gennaio 2026.
Un archivio che racconta mezzo secolo d’Italia
La collezione Redaelli – 750 testate in totale, di cui 150 in esposizione – rappresenta un osservatorio privilegiato sulla storia del giornalismo italiano dagli anni Sessanta a oggi.
Si tratta non solo di un repertorio di pubblicazioni iconiche, alcune ancora in attività e molte ormai scomparse, ma anche di una finestra sul costume, sulla cultura e sulla politica del Paese.
Scorrere editoriali, articoli, fotografie e illustrazioni dei “numeri uno” significa immergersi in un paesaggio sociale che cambia: dagli anni Settanta tumultuosi al dinamico decennio successivo, fino alle trasformazioni editoriali più recenti.
Milano, capitale indiscussa dell’editoria periodica, emerge con forza come motore creativo e produttivo di questa lunga stagione.
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Un percorso in 18 sezioni tematiche
L’allestimento milanese articola il racconto in 18 sezioni, pensate per offrire una lettura chiara e dinamica dell’evoluzione del giornalismo periodico: dai movimenti del Sessantotto alla satira, dalla finanza allo sport, dal gossip ai viaggi, passando per scienza, arte, lusso e bibliofilia.
Accanto alle riviste dal 1969 in poi, compaiono anche alcune rarità, tra cui il debutto del Corriere della Sera del 1876.
L’esposizione vuole essere, come sottolinea Tomasetig, un omaggio a una stagione intensa dell’editoria italiana, oggi messa alla prova dal calo dei lettori e dalla crisi delle edicole. È anche un tributo al lavoro dei grandi progettisti grafici che hanno segnato l’identità visiva delle riviste: da Bob Noorda a Giancarlo Iliprandi, da Gianni Sassi ad Andrea Pazienza, fino a Franco Maria Ricci e Pierluigi Cerri.

Un catalogo per conservare la memoria
La mostra è accompagnata da un catalogo illustrato edito da Luni Editrice in coedizione con la Biblioteca di via Senato. Oltre all’introduzione di Tomasetig e alla testimonianza di Enrico Redaelli, include le note di Paolo Fallai e la riproduzione di tutte le copertine dei periodici e delle prime pagine dei quotidiani selezionati.
Date e sedi
Milano – Biblioteca di via Senato, via Senato 14
• Inaugurazione: lunedì 1° dicembre ore 17
• Apertura al pubblico: 2–5 dicembre 2025
• Orari: lun–ven 9:30–13:00; 14:30–18:00
Trieste – Spazio Trart, viale XX Settembre 33
• Inaugurazione: giovedì 11 dicembre ore 18.30
• Apertura al pubblico: 12 dicembre 2025 – 31 gennaio 2026
• Orari: mar–sab 17:30–19:30
Gli spazi
La Biblioteca di via Senato, attiva dal 1997, è una fondazione dedicata alla diffusione della cultura libraria e ospita regolarmente mostre, laboratori e iniziative educative.
Trart, a Trieste, è invece un centro dedicato alla sperimentazione culturale e artistica, con un forte orientamento verso nuovi linguaggi multimediali e contaminazioni creative.

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