Bardolino, riparte il Centro ittiogenico dopo due anni di stop
BARDOLINO - Accordo sperimentale tra Provincia, Regione e Comune: per un anno la gestione passa al Comune di Bardolino. Riprendono i programmi di ripopolamento del Garda e si guarda a un futuro come centro di educazione ambientale.
Dopo oltre due anni di inattività, il Centro Ittiogenico di Bardolino è pronto a ripartire. È stato infatti definito l’accordo sperimentale che consentirà di superare lo stallo amministrativo che aveva bloccato l’attività dell’incubatoio ittico della sponda veronese del Garda, una struttura considerata strategica per il ripopolamento delle specie autoctone del lago e per la tutela dell’intero ecosistema.
L’accordo
L’intesa, che sarà formalizzata nelle prossime settimane, prevede l’affidamento in via sperimentale per un anno della gestione dell’impianto, di proprietà della Provincia di Verona, al Comune di Bardolino.
L’amministrazione comunale si occuperà della manutenzione e dell’operatività della struttura, avvalendosi della collaborazione delle associazioni del territorio e sotto il coordinamento scientifico della Direzione Agroambiente, Caccia e Pesca della Regione del Veneto.
Bertasi: «Risultato storico per il lago»
«Il raggiungimento di questo accordo rappresenta un grande successo per Bardolino e per tutto il lago di Garda, perché consente finalmente di superare una situazione di impasse che rischiava di compromettere un patrimonio fondamentale per il nostro territorio», sottolinea il sindaco di Bardolino Daniele Bertasi.
«Desidero ringraziare l’assessore regionale alla Pesca Dario Bond, il consigliere regionale Alberto Bozza, il vicepresidente della Provincia di Verona Stefano Negrini e il sindaco di Bovolone Orfeo Pozzani, già consigliere provinciale con delega alle Politiche ittiche, per la disponibilità e il sostegno dimostrati nel trovare una soluzione condivisa. Un ringraziamento va inoltre agli uffici coinvolti e ai consiglieri comunali Ruggero Pozzani e Martina Meschieri.
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I programmi di ripopolamento ittico del Garda
La riattivazione dell’incubatoio consentirà di riprendere i programmi di ripopolamento ittico del Garda secondo le indicazioni regionali, con particolare attenzione alle specie autoctone del lago, come il carpione, il luccio e il lavarello.
«La Regione del Veneto ha creduto fin dall’inizio nella necessità di restituire piena operatività a una struttura fondamentale per la tutela della biodiversità lacustre», afferma l’assessore regionale alla Pesca Dario Bond. «L’accordo raggiunto dimostra come la collaborazione tra enti possa produrre risultati concreti nell’interesse dell’ambiente e delle comunità locali. La ripartenza dell’incubatoio consentirà di rafforzare le attività di conservazione delle specie ittiche autoctone e di sostenere un patrimonio naturale che rappresenta un valore per tutto il Veneto».
Soddisfazione viene espressa anche dal consigliere regionale Alberto Bozza, componente della Terza Commissione regionale: «Sono felice che l’intesa tra Regione, Provincia e comune di Bardolino sia arrivata in pochi mesi a compimento. Un lavoro importante, a più mani, che ho convintamente sostenuto affinché il centro ittiogenico prosegua nell’attività di riproduzione delle specie autoctone del lago.
Il proseguimento dell’attività ittiogenica sarà funzionale anche alla pesca professionale, sportiva e alla biodiversità della fauna del Garda. Va inoltre sottolineato il nobile intento del Comune di utilizzare l’immobile per lo svolgimento di attività didattiche, coinvolgendo i giovani al fine di sensibilizzarli rispetto alla tutela ambientale e al patrimonio ittico del nostro lago».

Gestione diretta del Comune di Bardolino
L’accordo rappresenta inoltre il primo passaggio verso una soluzione definitiva che prevede il trasferimento della proprietà dell’immobile oggi appartenente alla Provincia di Verona, consentendo di superare definitivamente l’assetto ibrido che negli anni aveva generato incertezze gestionali.
«L’incubatoio fa parte del patrimonio della Provincia e il percorso avviato deve necessariamente svilupparsi nel rispetto del quadro normativo che ha ridefinito ruolo e competenze degli enti provinciali», spiega il vicepresidente della Provincia di Verona Stefano Negrini.
«La Provincia si è messa a completa disposizione per favorire una soluzione condivisa ed è pronta a fare la propria parte attraverso il necessario coinvolgimento del Consiglio provinciale. Se il Comune di Bardolino intende assumere un ruolo diretto nella gestione della struttura, non possiamo che guardare con favore a questa prospettiva».
Accanto alla funzione di ripopolamento ittico, il Comune guarda già al futuro della struttura come un centro dedicato all’educazione ambientale, alla divulgazione scientifica e alla valorizzazione del patrimonio naturalistico gardesano, aperto alle scuole, alle famiglie e ai visitatori. «La nostra ambizione è trasformare l’incubatoio in un luogo dove ricerca, didattica e sensibilizzazione possano convivere e rafforzarsi a vicenda», conclude il sindaco Bertasi.
«La riattivazione dell’incubatoio e la realizzazione della nuova opera del collettore sono due interventi distinti ma accomunati da un medesimo obiettivo: proteggere il lago e migliorarne la qualità ambientale. La nostra amministrazione è in prima linea su entrambi i fronti e siamo convinti che questi progetti rappresentino un passo decisivo per la tutela e la valorizzazione del Garda, oggi e per le generazioni future».

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