Addio a Franco Carini, l’uomo dei delfini Gardaland
LAGO DI GARDA - Direttore artistico e uomo di spettacolo, fu protagonista assoluto della nascita e dell’affermazione del parco nei suoi primi vent’anni. Dal “Florida Dolphin Show” alla direzione artistica: il suo contributo ha segnato l’identità del parco
È scomparso Franco Carini, protagonista della storia di Gardaland e figura centrale per il successo del parco fin dalla sua nascita. Aveva 84 anni. E’ stato per anni il volto dello spettacolo dei delfini al parco di divertimenti.
Scrive Christian Golfarini sul sito parksmania.it: «Uomo di spettacolo e direttore artistico, ha avuto un ruolo diretto nella costruzione e nell’affermazione di Gardaland nei suoi primi vent’anni di attività.
Formatosi nel mondo del circo e degli spettacoli viaggianti e specializzatosi nell’addestramento dei delfini, competenza affinata anche negli Stati Uniti, Carini viene fortemente voluto da Livio Furini all’inizio degli anni Settanta per entrare a far parte di Gardaland, dando un apporto concreto alla sua realizzazione.
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Selezionate per te da Garda OutdoorsDall’inaugurazione del 1975 cura e conduce il “Florida Dolphin Show” e partecipa allo sviluppo degli spettacoli dal vivo, in particolare quelli western, che diventano uno dei tratti distintivi di Gardaland e di grande richiamo per il pubblico.
Il suo ruolo cresce rapidamente: entra nel Consiglio di Amministrazione e assume la direzione del settore attrazioni, ricoprendo anche il ruolo di Direttore Artistico.
Concorre in modo decisivo e instancabile alla definizione dell’identità del parco, coordinando gli spettacoli e la programmazione quotidiana e intervenendo personalmente nella risoluzione di problemi organizzativi.
Continua a lavorare a Gardaland fino al 1996, mantenendo un legame profondo con il parco e con le persone che vi hanno operato.
Stimato dai colleghi e ricordato con affetto da molti dipendenti e visitatori, Franco Carini è unanimemente riconosciuto come una delle figure più importanti nella crescita di Gardaland, a cui il parco deve una parte significativa del proprio successo».

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