Addio e Ornella Vanoni, il ricordo dei suoi soggiorni gardesani
SALO' - Ornella Vanoni amava sicuramente il lago di Garda e Salò, dove negli ultimi anni era stata per ben due volte, nel 2019 e 2022.
Anche il Garda piange Ornella Vanoni, signora della musica italiana, deceduta venerdì sera, a 91 anni, per un malore, nella sua abitazione di Milano.
Sul Garda era stata più volte, anche di recente. L’ultima nel 2022, quando nell’ambito del Festival della Bellezza tenne un concerto al Vittoriale il 5 agosto, dove portò in scena lo spettacolo “Come un attimo senza fine”, sul palcoscenico anche Massimiliano Finazzer Flory e al pianoforte Fabio Valdemarin.
«Nel 2022 in occasione del suo concerto al Vittoriale degli Italiani – ricorda Andrea Maggioni, presidente di Salò ProMotion e coordinatore gardesano di Confesercenti -, la grande artista aveva scelto di soggiornare per quasi una settimana al Grand Hotel di Gardone, vivendo il centro storico di Salò con la sua consueta discrezione, eleganza e raffinatezza. Acuta, ironica, autenticamente affascinante, ha portato un tocco di classe che si è perfettamente armonizzato con l’atmosfera del Lago di Garda. La ricordiamo come una presenza preziosa e rispettosa, seduta per più sere nei ristoranti sul lungolago e, subito dopo, ai tavolini del Bar Italia 1920 a raccontare, tra un gin tonic e l’altro, la sua vita travolgente. Una voce graffiata ed irripetibile, ironia tagliente e verità sfacciata, poesia sottopelle e brividi sulla pelle. Andava fuori tempo ma dentro l’anima».
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Alberto Giacomini, titolare dell’Osteria dell’Orologio, ricorda: «Era l’estate del 2019. Per due volte si è fermata a pranzo e una volta a cena all’Osteria dell’Orologio. Simpatica, spiritosa, con una naturale curiosità: ha apprezzato la nostra cucina e si è intrattenuta volentieri a parlare con gli altri ospiti. Tutti ricordiamo quando passeggiava scalza all’interno dell’Osteria, con quella spontaneità che la caratterizzava. Amante del buon cibo e del buon vino bresciano. Condividevamo anche un dettaglio affettuoso: entrambi avevamo un barboncino».
Marcella Menichetti, della galleria Arte 41, dice: «È stata per me e la mia socia la prima musa ispiratrice. La nostra prima collezione di pittura con tecnica mista era dedicata all’album “Bellissima ragazza”, 12 opere come 12 erano le canzoni contenute nella raccolta. Nel 2022 le abbiamo regalato uno dei 12 pezzi a lei dedicati».

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